martedì, 27 Ottobre, 2020

Orrore

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“È uno dei giorni più bui dell’umanità”, ha commentato l’attivista indiano Kailash Satyarthi, premio Nobel per la pace 2014 insieme alla pakistana Malala Yousafzai. La strage di Peshawar, in Pakistan, in territorio confinante con l’Afghanistan, dove sono stati barbaramente massacrati 145 giovani, una parte dei quali bambini, è certo la strage terrorista più atroce del dopoguerra. Anche Srebrenica impallidisce. Nove terroristi armati e coperti di esplosivo sono penetrati in una scuola e hanno ammazzato, la maggior parte con un colpo alla testa, bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni con inaudita, fredda ferocia. Hanno preso di mira una scuola frequentata in gran parte da figli di militari per rispondere all’uccisione di un centinaio di talebani nel Waziristan.

Orrore, orribile carneficina perpetrata contro esseri innocenti. Il capo del T.T.P, l’organizzazione terroristica talebana del Pakistan, si è assunto la responsabilità del massacro affermando di avere voluto provocare nei militari lo stesso dolore che loro hanno provocato alle famiglie dei terroristi. Pazzesco. Si sono coscientemente e orribilmente assassinati dei bambini, solo per rappresaglia. Per provocare dolore. Come se i bimbi fossero solo strumento di produzione del dolore e non esseri umani con un futuro da rispettare, difendere e garantire. I colpi sparati alla testa da questi pazzi criminali sono stati avvertiti nel mondo intero. Reazioni immediate ci sono state non solo in America e in Europa, ma anche da parte del governo del Pakistan che ha proclamato tre giorni di lutto, nonché da parte della giovane premio Nobel Malala. Perfino i talebani dell’Afghanistan hanno condannato la strage degli innocenti, e gli islamici hanno voluto affermare che si tratta di una strage contro l’Islam.

Quale religione al mondo può autorizzare un uomo a sparare in testa a un bambino, a dar fuoco a un insegnante davanti a decine di studenti? A farsi esplodere coinvolgendo nella strage decine di esseri innocenti? I nove terroristi sono infatti stati uccisi e tre si sono fatti esplodere. Non so se le autorità pakistane hanno fatto tutto quello che si poteva fare per evitare una strage che sarebbe cominciata alle dieci del mattino Ed è durata ore. Se qualcuno ha tentato in ogni modo di evitarla, se si poteva prevenirla, scongiurarla. Certo è giusto quel che sostengono all’unisono i pakistani, che chiedono a gran voce al governo e all’esercito di difendere le scuole e sopratutto quelle femminili, nel mirino dei fanatici islamisti che condannano e perseguitano l’educazione delle donne, non ritenendole degne.

Nessuna religione al mondo può consentire di massacrare un bambino. Nessuna. E qualsiasi gruppo proponga e pratichi tale barbaro gesto diventa immediatamente nostro nemico. Lo dobbiamo combattere con tutte le forze. Nemmeno i nazisti erano arrivati a tal punto di fredda furia omicida. Certo conosciamo tutto delle camere a gas e della shoà, ma che nove persone penetrino in una scuola, prendano tra le braccia bambini e ragazzi e li finiscano con un colpo alla nuca in nome di una religione, no, questo non è capitato, a nostra memoria. È forse la strage più orrenda? Forse si. Credo abbia ragione Satyarthi. Non tanto per il numero di vittime. Ma per le vittime. E per il modo col quale sono state uccise. Una ragione di più, una ragione solida in più, per combattere e vincere la guerra contro il terrorismo islamista, il medioevo della civiltà. Che ci riporta addirittura alle stragi dei barbari e al sacco di Roma di oltre mille e cinquecento anni fa. Ma per un verso ancora più indietro. Forse alla preistoria, a mezzo milione di anni fa, quando ancora non esisteva l’uomo.

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