martedì, 25 Giugno, 2019

LIBERO PENSIERO IN LIBERO STATO

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Una vicenda senza precedenti, un’insegnante sospesa dopo una segnalazione di un militante di Casapound. Alcuni studenti di 14 anni, dell’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, durante la Giornata della memoria, hanno presentato un video nel quale accostavano la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Così Rosa Maria Dell’Aria, la loro insegnante di italiano è stata sospesa l’11 maggio per due settimane dall’ufficio scolastico provinciale – con conseguente dimezzamento dello stipendio – perché non avrebbe “vigilato” sul lavoro dei suoi ragazzi. La decisione è arrivata dopo il tweet inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a fine gennaio da Claudio Perconte, l’attivista di estrema destra che lamentava il paragone fatto.
La professoressa è stata accusata di avere omesso il taglio su quell’immagine, ritenuta offensiva; a lei stanno allo stesso tempo arrivando attestati di solidarietà da colleghi e da molti studenti.
“È inquietante quanto accaduto a Palermo dove una docente è stata oggetto di sanzione disciplinare per una mancanza non commessa ovvero ‘commessa’ da alcuni suoi alunni che “hanno osato” evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale ‘decreto sicurezza’”, dice Luca Fantò, Referente nazionale PSI scuola.
“Un atto che evidentemente sembra sottovalutare gli articoli 3 e 33 della nostra Costituzione laddove assegnano alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona e di garantire la libertà di insegnamento”, ha spiegato Fantò che ha concluso: “In tutto ciò appare evidente come in Italia la scuola statale sia uno dei baluardi democratici ancora in grado di stimolare quello spirito critico necessario alla formazione di cittadini consapevoli. È altrettanto chiaro che chi risponde alle critiche con atti d’imperio dimostra di voler indebolire tale baluardo democratico. Il PSI esprima la propria convinta solidarietà alla professoressa dell’Istituto Tecnico “Vittorio Emanuele II” di Palermo e chiede ai propri parlamentari di intervenire affinché il ministro Bussetti chieda il ritiro della sanzione disciplinare”.
“Quel lavoro non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti, che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio”, ha dichiarato la professoressa che si è detta amareggiata. “Il mio modus operandi è cercare che i ragazzi si formino un pensiero libero, critico, che siano attenti ai fatti della realtà e che imparino a ragionare e a pensare. Che si formino delle opinioni”.
Mentre il sindacato Anief ha messo a disposizione l’ufficio legale perché il provvedimento venga revocato.
“Mi sembra strano che in una scuola il Decreto sicurezza venga posto agli studenti come novella legge razziale di mussoliniana memoria: è una forzatura sciocca, fuori dal tempo”. Così il vicepremier Matteo Salvini commenta, durante una diretta su Facebook, nel frattempo però nella scuola è arrivata anche la Digos.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    “Nei prossimi giorni provvederemo alla formalizzazione dell’invito alla Professoressa Rosa Maria Dell’Aria affinché con i suoi alunni possa essere nostra graditissima ospite. Insieme saremo felici di riflettere del valore della memoria e della sua attualizzazione che, pur nella semplificazione che può esservi stata, autonomamente e meritoriamente i ragazzi hanno fatto”. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo, in segno di solidarietà con la professoressa siciliana sospesa dal provveditorato per un lavoro dei suoi studenti sul fascismo, i provvedimenti razziali del ’38 e con un richiamo al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Salvini (Corriere). “Il paragone è sbagliatissimo. Da un punto di vista storico-politico non ci sono analogie. Ma il punto è un altro. – spiega la scrittrice Lia Levi, intervistata da Repubblica oggi – Gli sbagli non si aggiustano censurando ma discutendone insieme. Vorrei andare a Palermo a parlare con quei ragazzi”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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