mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Pandemia e lockdown raccontati dall’ironia di Maurizio Battista

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Dopo il grande successo delle precedenti date di luglio e agosto, Maurizio Battista torna in scena, sabato 29 e domenica 30 agosto alle ore 21:00, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con il suo nuovo spettacolo, organizzato da Ventidieci e intitolato “Ma non doveva andare tutto bene?”.
Reduce dal successo record del Teatro Olimpico, che ha registrato oltre 47mila presenze in cinque settimane, dopo la magistrale prova d’attore nella trasmissione per RaiDue “Poco di tanto”, in cui ha dimostrato una maturità a tutto tondo, questo nuovo spettacolo di Maurizio Battista rappresenta un ritorno alle scene e alla vita, in cui l’artista e il suo pubblico si riappropriano degli spazi live per una serata divertente in massima sicurezza.
Roma è la linfa da cui Maurizio trae la forza che dona a sua volta al proprio pubblico per questo ancora una volta è proprio dalla Capitale che riparte con slancio. Grazie alla sua proverbiale ironia affronterà i temi che hanno cambiato il mondo e le vite di tutti, per farne oggetto di riflessione, ma sottolineando gli aspetti grotteschi e contraddittori che, pur nel disagio, hanno costituito motivo di ilarità.

Lo spettacolo, incorniciato da una imponente struttura di led, su cui gireranno contributi video significativi, ha un tema di fondo attualissimo. Fin dal titolo si intuisce come ogni argomento delle campagne di sensibilizzazione, dai dibattiti televisivi fatti di mille voci contrastanti alle dirette social e alle soluzioni fai da te, sia diventato un’occasione per farci divertire con intelligenza.

Ogni aspetto dello spettacolo, grazie anche all’uso delle musiche e di contributi video originali, è utile per alternare momenti di riflessione a momenti di maggiore spensieratezza.
Battista, in un continuo confronto tra Italia e Resto del Mondo, è pronto per farci passare una sera che ricorderemo per molto tempo con gioia. Perché attraverso gli occhi del comico il mondo sembra più familiare, più bello o almeno più umano e perché con arguzia e semplicità, Maurizio porta in scena una vera e propria filosofia di vita.

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