domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Pandemia, manna per le mafie

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Uno dei tanti effetti devastanti di questa pandemia è la povertà, una povertà causata a categorie impensabili solo prima del suo arrivo. In poche parole, sembra che il Covid-19 sia l’operatore finanziario dei più ricchi del pianeta. Tutto questo lo sapevamo da tempo ed, infatti, i media già da un po’ ci parlano di una forbice sociale che via via si va allargando al punto tale che la distanza tra uomo e uomo presto sarà incolmabile.
Di una cosa però si parla poco, se non addirittura per niente, di quella parte della forbice rivolta verso il basso, verso il buio: la discesa costante degli impoveriti e delle loro famiglie, dei figli che non vanno più a scuola nel ‘dimenticatoio’ generale, dove l’attimo della confusione pandemica quasi giustifica ogni cosa. Forse perché queste storie sono così scontate che si ritengono ovvie? non crediamo. Non crediamo perché chi sta diventando povero, anche grazie alla pandemia, è come stesse affogando nel mare burrascoso dei suoi problemi e non riesce a guardarsi intorno in maniera analitica. Pensa solo a salvarsi, costi quel che costi e per lui il prezzo è altissimo perché quella mano che si allunga per salvargli momentaneamente la vita gli prende la vita. Gli prende la vita, nel senso che gli fa pagare la sua mano protesa con tutto quello che possiede: la casa, la macchina, i gioielli della nonna e tutto quel poco che gli era rimasto dopo mesi e mesi di chiusura della sua attività o dell’azienda per cui lavorava. Abbiamo descritto questa situazione come fosse una commedia melodrammatica, ma lo è! Lo è perché sono i possessori di denaro che stanno comperando il suo mondo, e i possessori di denaro sempre più spesso non sono gli uomini che lo hanno guadagnato onestamente; gli uomini delle cosche malavitose non girano con le facce sfregiate e il coltello fra i denti, ma in doppiopetto. Mafioso è colui che compra l’azienda del vicino in difficoltà, e con la compiacenza di banche e professionisti la paga un decimo del suo valore; non tiene il personale, ma lo licenzia e, subito, chiude: spacchetta la fabbrica per farne tanti piccoli bocconi per altri ‘omminicchi’ come lui. Questo è uno dei pochi lavori che in questo momento vanno alla grande perché godono della protezione di re Covid! Ci chiediamo se quando ci sono le retate dei malavitosi, a cui vengono sequestrati soldi e immobili, qualcuno abbia mai pensato di restituirli alle vittime, tutte le vittime della filiera che sono state salvate dal braccio teso durante la burrasca. Migliaia di operatori del turismo, tra gli altri, che hanno affollato i nostri oltre 7.000 chilometri di coste, per esempio, sono stati colpiti a morte dalla ‘piovra’ che ha allungato i suoi tentacoli dal profondo delle acque torbide fino a tutto il lungomare del Bel Paese.

 

Angelo Santoro e Enrico Buemi

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