sabato, 5 Dicembre, 2020

Pandemia, secondo Bill Gates resta fino al 2022

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A fare previsioni sulla durata della pandemia non sono i virologi, bensì Bill Gates, il fondatore di Microsoft, considerato un genio della tecnologia informatica.
Sugli sviluppi della pandemia da Covid-19 nel prossimo futuro, Bill Gates ha rilasciato un’intervista a “La Stampa”. Manifestando il suo pessimismo su come sarà l’autunno nell’emisfero settentrionale ha detto: “Se non  avremo interventi il numero dei morti anche negli Usa tornerà ai livelli della primavera”.

Secondo Bill Gates: “Nel 2022 la pandemia finirà, anche sulla base del fatto che abbiamo diversi vaccini promettenti e potrebbero avere l’autorizzazione all’uso. Mi aspetto che due o tre l’avranno”.
Quanto all’atteggiamento degli Stati Uniti sui vaccini, Gates ha detto: “Gli Usa sono contraddittori perché in termini di ricerca hanno dato più soldi di tutti gli altri messi insieme, moltiplicati per due, mentre per la produzione nei Paesi poveri non si sono mossi. Io spero ancora che questa amministrazione o un’altra che verrà, lo faccia, dedico molto tempo affinché succeda”.
Poi Gates ha attaccato Trump: “L’amministrazione non collabora con l’Oms, sono in disaccordo, lo considero un errore”.
Gates ha affermato: “E’ increscioso che molte dichiarazioni di Trump abbiano fatto percepire una certa contrarietà  alla riuscita della sperimentazione sui vaccini”.

Quindi il leader della Gates Foundation ha concluso: “Quando sarà finita. Gli Usa dovranno fare un esame molto approfondito, per capire come prepararsi alla prossima pandemia”.
Nel frattempo, il vaccino cinese contro il Covid-19 potrebbe essere a disposizione del pubblico già a partire dal prossimo mese di novembre. Lo ha dichiarato l’esperta di bio-sicurezza del China Center of Disease Control and Prevention, Wu Guizhen, nel corso di un’intervista all’emittente televisiva statale China Central Television.
Wu Guizhen ha dichiarato: “Il vaccino potrebbe essere disponibile a novembre o a dicembre, perché la fase 3 di test clinici sta attualmente procedendo senza intoppi”. La stessa Wu ha poi dichiarato di essersi sottoposta, ad aprile scorso, a una test del vaccino, senza specificare quale. Wu ha proseguito: “Negli ultimi mesi mi sentivo molto bene, senza riscontrare dolore a livello locale”.
Purtroppo, nella lotta contro la pandemia, sta emergendo in tutto il mondo anche il fenomeno della corruzione.
Da gennaio, gli Alac (Advocacy and legal advice center) di Transparency International che operano in 60 Paesi hanno ricevuto oltre 1.500 segnalazioni di corruzione legate all’emergenza Covid-19, dall’Italia al Venezuela passando per il Ghana. Si tratta di tangenti, di episodi di favoritismo e di altri atti di corruzione testimoniati dai cittadini nella fornitura di aiuti umanitari, nell’applicazione di restrizioni su viaggi e movimenti e nella fornitura di test e assistenza sanitaria.
Alison Matthews, coordinatore Alac di Transparency International, ha sottolineato: “Covid-19 non è solo una crisi sanitaria ed economica. È una crisi di corruzione. Stiamo osservando che le persone più vulnerabili sono quelle che sono state colpite più duramente, compresi gli operatori sanitari in prima linea. I governi falliscono davanti ai loro cittadini quando accedere al supporto e ai servizi di cui le persone hanno bisogno diventa ancora più difficile a causa della corruzione”.
Transparency ha spiegato: “Oltre a documentare la corruzione nell’erogazione dei servizi, le segnalazioni ricevute dagli Alac hanno anche rivelato tragici casi di influenza indebita nell’approvvigionamento di forniture mediche. Ad esempio, in Russia, grazie alle segnalazioni, si è innescata un’indagine sui contratti governativi, dopo che un ventilatore difettoso acquistato dalla società statale Rostec, controllata da un amico del presidente, ha causato un incendio in un ospedale di San Pietroburgo che ha ucciso cinque pazienti Covid-19. In Italia, dove il settore sanità è quello più critico con ben 34 segnalazioni ricevute da Alac nel 2019, si è ad esempio registrato il caso di una struttura ospedaliera costretta a ritirare una fornitura di dispositivi di protezione individuale non certificati e quindi non adeguati alla tutela del personale sanitario, grazie a una segnalazione fatta da un dipendente con il supporto di Transparency Italia”.
Daniel Eriksson, managing director di Transparency International, ha affermato: “Corrotti e corruttori hanno approfittato di questa crisi per riempirsi le tasche a spese di tutti gli altri. Ma, i cittadini hanno un grande potere, quello di denunciare la corruzione. Facendo sentire la propria voce, possono fornire le prove necessarie per perseguire i corrotti, rendere i potenti più responsabili e sostenere così un cambiamento reale della società. Insieme, possiamo richiedere istituzioni governative più trasparenti, efficienti e responsabili”.

Alison Matthews ha continuato: “Coloro che cercano giustizia nei nostri Alac spesso lo fanno come ultima risorsa. Troppo spesso, i canali governativi sono inefficaci o addirittura non sicuri per segnalare casi di corruzione e coloro che hanno commesso azioni illecite rimangono impuniti. Il nostro lavoro è dare a queste persone speranza e supportarle per parlare in modo sicuro. La corruzione si fermerà solo quando lavoreremo insieme per cambiare il sistema”.
Memori di una frase latina, si potrebbe affermare che il danno non fatto dal virus lo fanno gli uomini. Per quanto riguarda la pandemia, auspichiamo che possa terminare al più presto possibile.

 

Salvatore Rondello

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