sabato, 4 Luglio, 2020

Paolo e Angelo, ricordare il loro impegno socialista

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Diceva Thornton Wilder che ognuno di noi fa parte, durante la propria vita, di numerose costellazioni. Le stelle di queste costellazioni sono le persone che hanno avuto un particolare significato per noi nei vari stadi della nostra vita.
Ebbene Paolo e Angelo sono stati per me una costellazione per buona parte della mia vita. Stelle luminose, importanti, sia sul piano umano (mi hanno dato un grande aiuto in un momento di difficoltà), sia sul piano dei valori politici riconducibili alla mia modesta militanza socialista.

Parlo di Paolo Babbini e di Angelo Cioni, che se ne sono andati a un anno di distanza, l’uno nel maggio dell’anno scorso, l’altro pochi giorni fa.

Caro Angelo, non lo sapevo che sei mancato. E’ grazie all’editoriale del nostro Direttore che sono venuta a conoscenza della tristissima notizia. Era Angelo il mentore del residuo drappello dei socialisti emiliani. Con fare a volte burbero, sempre paterno, gioviale secondo i canoni della più classica bonomia bolognese, era lui che teneva dietro al registro dei presenti e, purtroppo, dei sempre più numerosi assenti. Era lui, che organizzava momenti di incontro, o di ricordo o le stesse esequie dei compagni scomparsi. Per lui non l’ha fatto nessuno, o almeno, non nella ampia misura con cui lui lo faceva, raggiungendo anche i più dispersi, i più defilati. Così mi sento in debito, soprattutto sento che gli dobbiamo una eco, una risonanza più grande, una sorta di onore e standing ovation sul campo.

Angelo aveva un agendone, un file di nominativi di compagni che copriva l’universo quanto, e in particolare l’universo, via via sempre più piccolo dei socialisti emiliani. Intendiamoci bene: era un patrimonio di rapporti umani, uno schedario mentale, umano e affettuoso, dove ognuno che lo meritasse aveva un posto. Anche io sono stata parte della sua costellazione. Per me Paolo e Angelo sono stati proprio una strana coppia: Il braccio e la mente (ruoli che si alternavano a seconda dei contesti), il protagonista e l’uomo ombra. Angelo è stato l’infaticabile doppio di Paolo, la sua ombra, il suo organizzatore, factotum. Entrambi culi di pietra, dotati di una abnegazione ora assolutamente inimmaginabile in questi tempi di inesistenza politica, esempi del modo di essere e fare politica tipico del secolo scorso. Erano sempre lì, sul pezzo, ore e ore di tempo passate a ascoltare i problemi e i bisogni della gente, a farsi interpreti del mandato che militanti e non avevano loro dato di rappresentarli.

Quando guardo agli anni trascorsi, mi rendo conto di quale abisso di preparazione, attenzione, organizzazione ci sia tra la classe politica del ‘900 e questa marmaglia raccogliticcia 3.0.
Non riesco a farmene una ragione, però, positivamente, penso all’importanza del loro ruolo in quegli anni, anche per la formazione che tanti, come me, debbono al loro esempio. Quando è morto Paolo, non me la sono sentita di scrivere nulla. Ora, che anche il secondo elemento della strana coppia ci ha lasciato, è giusto ricordare. Spero che, passata questa emergenza covid, si possa organizzare un tributo ad entrambi, ricordandoli assieme. Non è necessario trovare un tema o un palcoscenico particolare. Non è necessario arzigogolare agganci alla modestissima attuale vita politica. Basterà ricordare il loro impegno socialista, la loro integrità, la loro onestà.
Un’ultima cosa: voglio pensare che le Frecce Tricolori che hanno sorvolato Bologna proprio in questi giorni, siano passate proprio per loro due: per la strana coppia.


Isabella Data

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