mercoledì, 30 Settembre, 2020

Parla Adolfo Schiraldi: leali ma irremovibili per il cambiamento

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” Posso solo raccontare la mia esperienza che mi fa partire dal mio Comune, Triggiano in provincia di Bari, dal quale sono partito negli anni 80, alla cui Comunità mi sono dedicato in questi anni nelle diverse funzioni di amministratore locale”. A parlare è Adolfo Schiraldi candidato socialista attualmente consigliere comunale al Comune di Triggiano e candidato sindaco a Triggiano.

“Solo due o tre anni fa – continua – era difficile immaginare che avremmo rivisto il simbolo del PSI sulla scheda elettorale regionale e quindi aver contribuito, per quello che ho potuto, al raggiungimento di questo primo risultato mi riempie di orgoglio. Se poi riusciremo a riportare un Socialista in Consiglio regionale, chiunque esso sia, dopo questo sterile quinquennio, potremo riprendere il cammino alla ricerca della rappresentatività che in questa regione ci ha visto svolgere ruoli da protagonisti”.

 

Cosa significa dirsi socialisti oggi?

Proprio oggi lavorare per riproporre partiti strutturati e animati da principi, rappresentativi di persone in carne e ossa, eredi di una tradizione permeata dai valori di libertà, di difesa dei più deboli, di valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme, di tutela dell’ambiente e del pianeta, di sostegno ai bisogni formativi, all’istruzione e alla ricerca, di riforma equilibrata delle Istituzioni nel rispetto del dettato costituzionale. È questo il nostro compito e il nostro obiettivo, in presenza di un panorama politico sempre più precario e approssimativo.

 

 

Che senso ha oggi parlare di partiti quando l’antipolitica è ormai alla base di tanti movimenti?
Questa è una grande responsabilità di chi ha favorito una falsa rivoluzione di stampo giustizialista che ha aperto la strada al qualunquismo più becero, decretando nel contempo la fine precoce degli artefici di quella falsa rivoluzione: Patto Segni, Italia dei Valori, Progressisti e tutti i partituncoli che ne sono seguiti. Oggi, tuttavia, la responsabilità più grande del protrarsi di questa instabilità e dell’avvento dei sovranisti e dei populisti è tutta di un PD né carne né pesce, immemore dei valori della sinistra, interessato a poltrone e sgabellino.

 

Che giudizio dai al lavoro della giunta regionale uscente?
Assolutamente negativo. Ma siccome al peggio non c’è mai un limite, riconsegnare alla destra social-leghista la Puglia significherebbe un ritorno al passato per la regione e per i suoi cittadini.

 

Quale è il rapporto dei socialisti dei  socialisti con i partiti di coalizione e soprattutto quale il ruolo che ricopre il partito in Regione?

Il rapporto che abbiamo voluto privilegiare è quello che ci ha portato a costruire una lista con la sinistra migliore quella di Nichi Vendola, con gli Ambientalisti di Bonelli e con alcune espressioni civiche di stampo riformista. Così cercheremo di riconquistarci in regione un ruolo e uno spazio che non abbiamo più da lungo tempo.  il nostro rapporto con il Presidente Emiliano rifugge da ogni subalternità e si articolerà per cambiare radicalmente il suo modo ondivago di governare. Saremo leali ma irremovibili nel perseguire un’esigenza di cambiamento radicale dei suoi modelli di amministrazione.

D.U.

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