sabato, 31 Ottobre, 2020

Chiara Armani: investire sulla scuola per puntare sui giovani

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“Sono sempre stata attenta ad alcuni temi, mi preme conoscere il mondo in cui vivo e farne parte in maniera cosciente e partecipativa. Anche se prima di questa esperienza non avevo mai considerato realmente l’idea di fare politica, sapevo che questo sarebbe stato lo strumento necessario per iniziare a far sentire la mia voce. Dopo una lunga chiacchierata con Michele Tarantino ed Enzo Maraio, con entusiasmo ho deciso di accettare questa sfida e di farlo con l’intento di portare nel partito la tenacia e la caparbietà della mia giovane età”.

A parlare è Chiara Armani, la candidata più giovane nelle liste socialiste alla Regione Campania.

 

Parlaci della tua candidatura…
Sono una ragazza di 20 anni, frequento la Facoltà di Giurisprudenza presso la Federico II ed ho modo di interfacciarmi continuamente con i miei coetanei, conosco molte delle loro esigenze e delle loro paure per il futuro e le condivido.

 

Quali i punti principali del tuo impegno in queste elezioni? In particolare lavoro e giovani.
Ad oggi le prospettive per noi che ci affacciamo per la prima volta al mondo del lavoro non sono delle migliori: contratti a tempo determinato e part time sono la normalità. Non c’è sicurezza né stabilità per il futuro, non abbiamo i presupposti per pensare nel lungo periodo.

 

Quindi?
Una delle esigenze di questo momento storico è proprio quella di dare spazio ai giovani e concedere loro la possibilità di crescere nel mondo lavorativo. Ma l’attenzione deve nascere ancora prima nell’istruzione. Necessitiamo di infrastrutture adeguate per garantire a tutti i mezzi opportuni per fruire di questo fondamentale servizio. C’è bisogno di investire sul versante scolastico per investire su di noi.

 

La politica attrae sempre meno soprattutto tra le giovani generazioni. Come suscitare tra loro nuovo interesse e su quali temi puntare per dare rappresentanza a tanti che magari vanno al voto per la prima volta?

Anche se spesso a noi giovani viene recriminato il disinteresse nei confronti di temi come quello politico, in realtà io sostengo che la possibilità di nascere e crescere con internet “a portata di mano” abbia reso tutti noi più coscienti. Credo che, però, il problema di fondo sia il modo in cui la materia “educazione civica” venga spesso gettata nel dimenticatoio durante il percorso scolastico , portando così molti giovani ragazzi, che a 18 anni hanno la possibilità di votare, a farlo senza gli strumenti per conoscere il tenore tecnico e storico delle loro scelte.

 

I temi di interesse?
I temi da cui noi giovani ci sentiamo maggiormente rappresentanti ad oggi sono senz’altro quello delle infrastrutture, del mondo lavorativo e dell’ecosostenibilità. Li sentiamo fortemente perché sono quelli che più ci spaventano in prospettiva e sui quali chiediamo maggiore attenzione da parte di tutti.

 

L’emergenza Covid in particolare ha danneggiato il lavoro giovanile spesso precario. Secondo te è stato fatto abbastanza e cosa si doveva o poteva fare di più?
Ad oggi siamo protagonisti di un periodo storico peculiare e soprattutto difficile; l’emergenza epidemiologica e il conseguente lockdown hanno prodotto danni di importante tenore sia dal punto di vista psicologico che economico. Danni che si rifletteranno sul nostro futuro e per i quali sono necessarie delle garanzie. Quella del Covid-19 è stata ed è una delle pagine della storia che ci troveremo a raccontare e credo che il Presidente De Luca l’abbia affrontata egregiamente. Oltre alle sue espressioni ed ai suoi rimproveri che sono entrati non soltanto nelle nostre case, ma anche oltre oceano, e che spesse volte sono stati una rassicurazione in un momento duro come questo, anche dal punto di vista amministrativo è evidente come il suo operato rifletta l’obiettivo di sostenere i cittadini campani in maniera lucida e assidua.

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