martedì, 24 Novembre, 2020

Pedrelli: “Referendum, infinite ragioni per votare NO”

0

Sono passati quasi due anni da quando Enrico Maria Pedrelli, romagnolo di Montiano, è  stato eletto segretario nazionale della Fgs, Federazione dei Giovani Socialisti. Realtà giovanile federata al Partito Socialista Italiano che riunisce, sotto un’unica bandiera, i giovani che si riconoscono negli intramontabili valori del socialismo democratico.

Questi ultimi anni, generalmente non facili per la politica, hanno visto una federazione giovanile in controtendenza rispetto alla realtà del momento. In pochi mesi, infatti, l’FGS ha moltiplicato i circoli giovanili sul territorio nazionale.

Questa crescita, oltre a dimostrare il costante interesse dei giovani per la politica nazionale ed europea, riporta in auge il tema della leadership – necessaria per guidare i cambiamenti e le nuove trasformazioni sociali di cui oggi non possiamo fare a meno – e ricorda a tutti noi che il mondo è dei giovani, pertanto è necessario prendere in seria considerazione le loro opinioni.

Anche per questa ragione non poteva mancare un confronto diretto con chi, da giovane, medita fresche prospettive sul mondo, l’Europa e l’Italia che verrà.

 

Segretario, quali le tue impressioni sulla festa nazionale dei socialisti?

Sfidando il Covid, la canicola estiva e gli impegni di campagna elettorale, si è riuscito a produrre un bell’evento. C’erano esponenti di tutte le forze politiche del centrosinistra a noi affine: segno che abbiamo un nostro ruolo nel dibattito interno alla sinistra, portando idee e strategie nuove nel confronto e costruendo, con tutti, rapporti proficui.

E’ stato giusto farla in Campania: qui il Partito gioca la partita più importante e siamo venuti a dare il nostro sostegno. Ho poi colto l’occasione per visitare Napoli… è da vedere!

 

Quali i temi che, a tuo avviso, hanno contribuito a rendere il dibattito proficuo per il partito e, in generale, per la comunità socialista?

Sono tanti, ne indico due. Il primo riguarda il NO al referendum, dibattito a cui ho partecipato in qualità di relatore. I socialisti non hanno mai avuto dubbi su questa battaglia che è fondamentale: si tratta della difesa della nostra Democrazia. Nessuna retorica, sono più di vent’anni che la nostra Democrazia viene erosa da riforme demagogiche e anti-politiche. Ricordo ai compagni che ci leggono l’abolizione del finanziamento pubblico, leggi elettorali truffa e senza preferenze, l’uso spropositato delle fiducia in Parlamento e della decretazione d’urgenza e la riforma giustizialista della prescrizione. Con il taglio dei parlamentari, ed in particolare a queste condizioni, si realizzerà un’oligarchia da manuale. Altro tema che considero di rilievo attiene al municipalismo socialista, in particolare alla valorizzazione dei nostri amministratori locali ed il loro coordinamento. Ritengo che questo processo di potenziamento della classe politica locale socialista sia la strada giusta per rilanciare il Partito ed incidere maggiormente nella realtà sociale italiana.

 

Presto il referendum costituzionale (20 e 21 Settembre), cosa vuoi dire agli indecisi ed a chi, con convinzione, voterà sì?

Pensateci! Ci sono infinite ragioni per votare NO, che nelle ultime ore si stanno moltiplicando, nessuna per votare Sì. Votare sull’onda del “vaffa” alla politica ed “ai politicanti” è un regalo alle lobbies ed ai potentati economici. Pura irrazionalità fomentata da anni di martellante incapacità e propaganda anti-politica.

Il nostro dibattito pubblico è stato drogato, non siamo più in grado di vedere i problemi reali (ndr. Cambiamento climatico, occupazione, lavoro, tenuta del sistema sociale), che certamente non vengono risolti con il taglio della nostra rappresentanza parlamentare.

 

In questo clima di campagna elettorale, se dovessimo andare al voto domani, quali pensi sarebbero i temi fondamentali da proporre all’elettorato e perché.

Non possiamo permetterci di andare al voto domani perché l’Italia vive un momento molto delicato: la crisi del Covid è implacabile, l’abbiamo rallentata con misure emergenziali e con un massiccio assistenzialismo (doveroso).

Ora arriva la parte più difficile, decidere in cosa impiegare i finanziamenti che arrivano dall’Europa. L’Italia si gioca il tutto per tutto: o investiamo in ricerca, infrastrutture, manutenzione delle stesse e innovazione, oppure fra pochi anni l’Italia sarà un Paese con disoccupazione elevata, economia in recessione e mastodontico debito pubblico. Sarà la fine dell’Italia per come la conosciamo. Una campagna elettorale significherebbe rimandare le decisioni a chissà quando, con tutta l’Instabilità che deriverà dai vari tira-e-molla per formare le maggioranze e i relativi programmi. Dobbiamo, invece, fare bene e in fretta.

 

Antonio Catania Musmeci

 

Condividi.

Leave A Reply