giovedì, 17 Ottobre, 2019

BREXIT BOCCIATA

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Il Parlamento ha bocciato a grande maggioranza l’accordo sulla Brexit che la premier Theresa May ha raggiunto con l’Ue. I voti contrari sono stati 432, quelli favorevoli solo 202. La differenza di 230 voti, rappresenta il peggiore risultato alla Camera dei Comuni ottenuto da un primo ministro inglese in epoca moderna.

Sono stati ben 118 i deputati conservatori che hanno votato contro l’accordo con Bruxelles sulla Brexit. Significa la più alta ribellione all’interno del Partito dei Conservatori avvenuto in tempi relativamente moderni.

Il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha annunciato di aver presentato una mozione di sfiducia contro la premier britannica. La mozione ha già ricevuto il sostegno dello Scottish National Party. Jeremy Corbin ha anche commentato: “Una sconfitta catastrofica per il governo”.

Andrea Leadsom, la leader della Camera, ha annunciato: “La mozione verrà discussa domani alla Camera dei Comuni e poi votata alle 19 ora locale (le 20 in Italia)”.

La premier britannica, Theresa May, nell’ultimo appello rivolto ai suoi deputati ribelli per invitarli a rispettare la scelta democratica del popolo britannico fatta con il referendum del 2016, si è così espressa: “Il voto di stasera della camera dei Comuni sulla Brexit è storico e cambierà il futuro delle nostre generazioni per decenni. La responsabilità di ognuno di noi in questo momento è enorme. Un secondo referendum sulla Brexit porterebbe a ulteriori divisioni. Qualcuno pensa che votando contro questo accordo, il governo potrà andare a Bruxelles ed ottenerne uno migliore: ma l’Unione Europea non riaprirà i negoziati”. L’appello non è stato accolto.

Dopo il voto, Theresa May ha detto: “La Camera ha parlato e il governo ascolterà. E’ chiaro che la Camera non sostiene questo accordo, ma il voto non ci dice cosa invece la Camera sostenga. Non ci dice come si intenda onorare la decisione presa dal popolo britannico in un referendum. Per prima cosa, bisogna confermare se questo governo goda ancora della fiducia della Camera. Io credo di sì, ma è giusto che altri abbiano la possibilità di verificarlo, se vogliono. Se il governo otterrà la fiducia, terremo incontri in uno spirito costruttivo per arrivare ad ottenere un sostegno sufficiente in questa Camera. Verranno discusse eventualmente nuove idee e il governo le esplorerà poi con l’Unione Europea”.

Guy Verhofstadt, coordinatore per la Brexit del Parlamento Europeo, ha commentato: “Il Parlamento britannico ha detto quello che non vuole. Ora è tempo di scoprire che cosa vogliono i parlamentari britannici. Nel frattempo, i diritti dei cittadini devono essere salvaguardati”.

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha affermato: “Il Regno Unito dovrà chiarire le sue intenzioni il prima possibile. Il tempo è quasi finito. Il rischio di un ritiro disordinato del Regno Unito dall’Ue è aumentato con il voto di stasera. Anche se non vogliamo che succeda, la Commissione Europea continuerà il lavoro di emergenza per aiutare a far sì che l’Ue sia pienamente preparata ad ogni evenienza”. Juncker ha preso atto con rammarico del voto alla Camera dei Comuni ed ha aggiunto: “Il processo di ratifica dell’accordo di ritiro continua, da parte dell’Ue. L’accordo è un compromesso equo, il miglior accordo possibile ed è il solo modo di assicurare un ritiro ordinato del Regno dall’Unione. La Commissione, in particolare il nostro negoziatore capo Michel Barnier, ha investito un’enorme quantità di tempo e di lavoro per negoziarlo. Siamo stati creativi e flessibili. Io, insieme al presidente Donald Tusk, ho dimostrato buona volontà ancora una volta, offrendo chiarimenti aggiuntivi e rassicurazioni, in uno scambio di lettere con il primo ministro Theresa May questa settimana”.

Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, commentando il no di Westminster su Brexit, ha detto: “Se un accordo è impossibile, e nessuno vuole un’uscita senza accordo, chi avrà alla fine il coraggio di dire qual è l’unica soluzione positiva?”.

Il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha affermato: “Il voto di Londra sulla Brexit è una brutta notizia. Il nostro primo pensiero sono i 3 milioni e 600mila cittadini europei nel Regno Unito e i britannici che vivono nella Ue. Hanno bisogno di certezze sul loro futuro. Noi ci batteremo sempre per loro”.

A questo punto May potrebbe annunciare un ritorno a Bruxelles per degli ulteriori negoziati ottenendo allo stesso tempo una proroga tecnica dell’articolo 50 fino a luglio. La promessa, non ancora ufficializzata dall’Ue, darebbe maggior tempo per un eventuale nuovo voto. Questo è di fatto lo scenario ritenuto più probabile. Ma potrebbe anche essere votata la sfiducia alla Camera dei Comuni (data ormai quasi certa). In questo caso lo scenario potrebbe cambiare. La Brexit potrebbe arrestarsi, come da tempo ha ipotizzato questo giornale in diversi articoli. Il voto storico alla Camera dei Comuni, lascia pensare proprio al fallimento della Brexit.

Salvatore Rondello

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