mercoledì, 24 Luglio, 2019

Parte il Giro d’Italia.
Primo Primoz!

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Primoz Roglic vince a Bologna la prima tappa del Giro d’Italia 2019, edizione 102, sfoderando classe e potenza oltre che una invidiabile freschezza.
I primi sei chilometri in pianura se li mangia alla media oraria di 52,52 e poi riesce ad arrampicarsi lungo la salita che porta al Santuario di San Luca in 6 minuti e 5 secondi, tagliando il traguardo con il miglior tempo, che gli dà l’onore di indossare la sua prima maglia rosa.
Dietro di lui Yates a 19 secondi, con Vincenzo Nibali e Miguel Angel Lopez a completare il podio ex aequo con Tom Dumoulin.

Cronometro di soli 8 chilometri ma impegnativa, tanto che stamani molti direttori sportivi temevano addirittura di chiudere la giornata con corridori arrivati fuori tempo massimo.
Apprensione che poi in serata ha avuto infelice conferma per lo staff della Nippo Fantini Faizanè, visto che il giapponese Hiroki Nishimura, dopo soli 8 chilometri di Giro d’Italia, stasera riprenderà la strada per Tokio avendo perso ben 4 minuti e 36 secondi dal vincitore.

Clima ideale per correre. A Bologna si ripete in qualche modo il “miracolo della pioggia” del 1433 e non piove, nonostante le previsioni che annunciavano maltempo.
La città felsinea regala al Giro una splendida cornice, con tantissima gente lungo il percorso ad incitare i corridori, molti dei quali ansimanti sulle rampe terribili del San Luca, già palcoscenico di una impresa epica con protagonista Fiorenzo Magni.

Fiorenzo Magni

Siamo nel 1956, è lui a raccontare il gesto in una vecchia intervista del 1990: “Al Giro sono caduto nella di­scesa di Volterra e mi sono fratturato la clavicola. “Non puoi partire”, mi dice il medico. Io lo lascio parlare e faccio di testa mia: metto la gommapiuma sul manubrio e corro la crono. Poi, provando la cronoscalata di San Luca mi accorgo di non riuscire nemmeno a stringere il manubrio dal dolore; allora il mio meccanico, il grande Faliero Masi, decide di tagliare una camera d’aria, me la lega al manubrio e io la tengo con i denti, per non forzare le braccia. Il giorno dopo, nella Modena-Rapallo cado di nuovo e mi rompo anche l’omero. Svengo dal dolore. Sono sulla lettiga quando ri­prendo coscienza e ordino a chi guida l’am­bulanza di fermarsi. Mi butto giù, inseguo il gruppo, lo riprendo e arrivo sul Bondone sotto una tormenta di neve. Per questo gesto Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, che seguivano il Giro, mi ribattezzarono Fiorenzo il Ma­­gnifico“.

 

Meritano una citazione per la tappa di oggi l’italiano Giulio Ciccone, che ottiene il miglior tempo parziale nel tratto in salita con 6,02 minuti e partirà nella seconda tappa con la maglia azzurra di leader degli scalatori
e il giovane inglese Tao Geoghegan Hart, settimo al traguardo, giovanissimo atleta del Team Ineos già Sky, secondo classificato al del Tour des Alps di quest’anno e che rivedremo ancora protagonista in questo Giro, visto che non ha ordini di scuderia da rispettare dopo che pochi giorni fa ha dovuto rinunciare alla corsa rosa il capitano originariamente designato dal Team Ineos, il colombiano Egan Bernal, fratturatosi una clavicola.
La curiosità del giorno sta nel fatto che i corridori hanno avuto la possibilità di cambiare la bicicletta prima dell’inizio del San Luca, sostituendo in corsa la bici da cronometro con una più adatta alla salita. Qualcuno come l’olandese Mollema ne ha approfittato ma senza ottenere alcun vantaggio sostanziale.
Nella seconda tappa si punta il manubrio verso sud e si va a Fucecchio, comune toscano che ospiterà un arrivo adatto anche a fughe da lontano.

1 TAPPA – BOLOGNA – BOLOGNA
1 – PRIMOZ ROGLIC (Jumbo Visma) 12,54 minuti
2 – SIMON YATES (Mitchelton Scotto)
3 – VINCENZO NIBALI (Bahrain Merida) + 23
4 – MIGUEL ANGEL LOPEZ (Astana) + 28
5 – TOM DOMOULIN (Sunweb) + 28

Marco Burchi

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