mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Passerelle. Salvini dalla felpa allo smoking

0

È strano vedere Salvini in smoking e papillon. Il look in politica è una bandiera, un simbolo di identità. Negli anni il segretario della Lega ha cambiato più volte il look: da ragazzo indossò le camice verdi del Carroccio bossiano proiettato per l’indipendenza del Nord. Poi passò alle felpe federaliste padane, quindi a quelle della Lega non più Nord ma italiana e sovranista (la svolta da lui voluta per conquistare i voti del centro e del Sud Italia). Da ministro dell’Interno indossò quindi la felpa della polizia e dei vigili del fuoco.
Tante mutazioni per sottolineare la rivoluzione popolare, sovranista, anti Casta e anti élite della Lega. Il successo fu enorme. Il Carroccio sovranista salviniano divenne il primo partito italiano scavalcando il M5S, il Pd e Forza Italia. Il segretario leghista nelle elezioni europee del 2019 conquistò un trionfale 34% dei voti.
Adesso Matteo Salvini, assieme alla fidanzata Francesca Verdini, è arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia a bordo di un motoscafo e in un elegante smoking. Non ha nascosto qualche imbarazzo con i giornalisti: «Se sto a mio agio? Non tanto, a dire il vero, è la terza volta in vita mia che indosso uno smoking, l’ho fatto alla Scala e al Quirinale».
Perché la visita in smoking nella dorata cornice della Mostra del Cinema di Venezia? I motivi sono tre: assaporare «tre ore di relax», godersi «un bel film» (Padrenostro, una pellicola con Pierfrancesco Favino), «fare contenta Francesca, le cose intelligenti le decide sempre lei».
Salvini, dopo questa pausa, si ritufferà nella tumultuosa campagna elettorale per il voto delle regionali del 20 settembre. Il segretario della Lega nei comizi dal Nord al Sud non si risparmia. Porge una particolare attenzione alla Toscana, una roccaforte rossa del Pd, tuttavia evita accuratamente di politicizzare troppo la sfida. In Emilia Romagna si spese molto in prima persona offuscando la candidata leghista a governare la regione. Non andò bene. Stefano Bonaccini, Pd, resse all’urto e riuscì a conservare al centro-sinistra la regione rossa per antonomasia.
Così Zingaretti, dopo tante disfatte, evitò di essere disarcionato da segretario del Pd. Anche il presidente del Consiglio Conte tirò un sospiro di sollievo scongiurando la caduta del governo giallo-rosso. Adesso bisognerà vedere come finiranno queste regionali: se Zingaretti riuscirà a mantenere la Puglia e le Marche e se, soprattutto, conserverà la Toscana. È una nuova prova per il centro-destra a trazione salviniana. Ma da un po’ di tempo il Carroccio non è più sugli scudi, nei sondaggi elettorali oscilla attorno al 25% dei voti mentre avanza Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Rodolfo Ruocco
SfogliaRoma

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply