domenica, 23 Febbraio, 2020

Patto di Tripoli, la Turchia pronta al petrolio del mediterraneo

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C’era solo da aspettarselo, l’Italia non ha saputo gestire la politica estera e le conseguenze si vedono anche sul piano economico, Roma non è più il partner privilegiato di Tripoli, al suo posto Ankara che non solo si è mossa per tempo, ma
avvierà quest’anno “attività di esplorazione e perforazione” nel Mediterraneo nelle zone inquadrate dall’accordo sulla demarcazione dei confini marittimi con la Libia.
Lo scorso 27 novembre il presidente turco ha firmato due protocolli di intesa con il governo libico di Fayez al Serraj: il primo riguardante la giurisdizione turca nel Mediterraneo orientale, il secondo riguardante cooperazione militare, addestramento truppe, fino all’invio di militari turchi. La scorsa settimana Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin hanno lanciato un appello per il cessate il fuoco in Libia a partire da domenica. Tregua però non accettata dal generale libico Khalifa Haftar, che continua la sua offensiva su Tripoli. Memorandum che è stato condannato da gran parte della comunità internazionale, che non lo ritiene legittimo. In particolare, Grecia e Cipro denunciano violazioni delle rispettive frontiere.
“Non è più possibile per altri Paesi condurre attività di ricerca sismica e di perforazione senza il consenso della Turchia e della Libia nelle aree designate dall’accordo marittimo”, ha annunciato il Presidente Erdogan spiegando che “la nave Oruc Reis effettuerà inizialmente un’esplorazione sismica”.

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