venerdì, 3 Aprile, 2020

Pedofilia e Chiesa cattolica,
bene ma tardi

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Con un ritardo non scusabile il Papa ha detto di essere profondamente addolorato per uno dei tanti crimini commessi dalla sua Chiesa chiedendo perdono. Conosciamo (tranne la maggior parte dei media, soprattutto la Rai “servizio pubblico”) l’analfabetismo di questa Istituzione in materia di rigore morale, trasparenza, emersione, verità.  Fino a ieri l’anacronistica teocrazia dimostrava di non aver ben compreso le dimensioni dello scandalo della pedofilia. Ricordiamo la conferenza stampa nella sede dell’Osservatore Romano di appena tre anni fa con l’esclusione della stampa italiana,  dove, per giustificare gli “iniqui attacchi alla Chiesa per le coperture date dalle gerarchie ai preti pedofili”, vennero tirati in ballo spericolati confronti con le persecuzioni degli ebrei, argomenti insidiosi tanto più che sul quel versante la Chiesa cattolica non fu mai innocente.

Serve non dimenticarsi le ambigue dichiarazioni sul rapporto tra omosessualità e pedofilia rilasciate dal pessimo Bertone, Segretario di Stato opportunamente rimosso dal Papa in carica oggi (e soprattutto ricordarsi che Rai news 24, allora diretta dal coraggioso e rivoluzionario Mineo, evitò di tradurre le incresciose dichiarazioni dell’alto prelato che le espresse in spagnolo durante un viaggio in Cile) . E anche serve non dimenticare che i media vaticaliani, in ottemperanza alle dichiarazioni della Santa Sede, nessun risalto diedero alle denunce del vescovo di Bolzano Karl Golser, che  sulla scia dei colleghi tedeschi e austriaci aprì uno sportello che aveva già raccolto denunce, e che aveva chiarito che la pedofilia non ha rapporto né con l’omosessualità né con il celibato. 

Il Papa in carica ha stroncato l’arroganza e la protervia e l’improvvisazione dei suoi predecessori di qualche ora fa? Piano con i peana. Riuscire a dire e fare la cosa giusta anche nei momenti più bui e tragici e dolorosi della vita è una dimostrazione di intelligenza, ma perché questo sia vero bisogna avere un codice di comportamento condiviso al quale i vertici della Chiesa cattolica sono arrivati fuori tempo massimo lasciando troppe scie di sangue sulla strada. Cosa sarebbe la cosa giusta da fare per il Papa pop? Affrontare politicamente l’ammissione di una crisi profonda dell’istituzione ecclesiale  e del suo rapporto con la società. Chiedere scusa alle vittime, certamente se lo ritiene invitare il clero e i fedeli alla preghiera e alla penitenza, ma soprattutto non sottrarsi alla giustizia umana che prevede per i pedofili il carcere oltre al risarcimento economico per le vittime. Fino ad oggi la Chiesa cattolica ha sempre salvaguardato la ragione di Stato, forse è arrivato il momento di comprendere che una fede, seppur importante come quella cattolica, non può essere una sorta di società alternativa che legifera in base al diritto canonico. Questo è contro il pensiero occidentale, quello che ci fa rispettare la vita di tutti, bambini e donne comprese.  Sorprende come molti volenterosi pompieri mascherati da politici, giornalisti, intellettuali,  siano pronti a condannare (comprensibilmente) le teocrazie islamiche e chiudano un occhio sulla Chiesa fattasi Stato.

Tiziana Ficacci
dal blogliberelaiche

e a proposito di Chiesa cattolica e tasse

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