mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Pensionamento anticipato, la guida dell’Inps in otto passi

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Bonus 600 euro
AVVISO INPS PER NUOVI TENTATIVI DI TRUFFA AGLI UTENTI
L’Inps avvisa gli utenti che è in corso un nuovo tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente i dati della carta di credito. La falsa motivazione addotta è che il numero della carta di credito sarebbe necessario per ottenere un rimborso o il pagamento del Bonus 600 euro.
Conseguentemente, l‘istituto di previdenza invita tutti gli utenti a ignorare tutte le email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps.
Per ogni opportunità, l’Ente ricorda che l’Inps non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili e che tutte le informazioni sulle prestazioni erogate dall’istituto sono consultabili accedendo al portale www.inps.it.

Per i lavoratori interessati al pensionamento anticipato
GUIDA INPS IN OTTO PASSI
I lavoratori dei settori pubblici e privati hanno a disposizione da oggi una guida interattiva che riepiloga alcune prestazioni pensionistiche esistenti per orientare le proprie scelte.
La Guida in 8 passi per lavoratori interessati ad anticipare la pensione (pdf 454kb) suggerisce un percorso di navigazione del portale Inps che integra in una sequenza logica contenuti informativi e servizi dedicati, utili a conoscere la propria situazione contributiva e a valutare, in base ai requisiti anagrafici e contributivi richiesti da ogni prestazione, la propria possibilità e convenienza nell’inviare la domanda di pensione.
Nel percorso di navigazione in 8 passi la guida si offre come supporto all’utente per:
verificare i requisiti, anagrafico e contributivo, per la pensione di vecchiaia e anticipata nel 2019-2020 (passo 1);
controllare i contributi presenti nell’Estratto conto contributivo ed eventualmente inviare segnalazioni per rettifiche (passo 2);
verificare se il lavoratore ha già soddisfatto le condizioni richieste per accedere alla pensione anticipata: Quota 100, Opzione donna, per lavoratori cosiddetti precoci, per lavoratori addetti a lavori cd. Usuranti (passo 3);
valutare, attraverso un simulatore, la data in cui il lavoratore potrebbe perfezionare i requisiti per la pensione di vecchiaia, o per la pensione anticipata, e il presunto importo dell’assegno pensionistico (passo 4);
valutare possibili alternative per incrementare l’anzianità contributiva e verificare se il lavoratore rientra in categorie per le quali sono prefigurate maggiorazioni o altri benefici contributivi (passo 5);
valutare la possibilità di accedere a misure di accompagnamento alla pensione: Ape Sociale, assegno straordinario di sostegno al reddito, prestazioni di accompagnamento alla pensione in caso di crisi e ristrutturazione aziendale (passo 6);
verificare quale prestazione previdenziale a carico dell’Inps ( Tfr o Tfs o prestazione a carico del Fondo di Tesoreria) compete alla cessazione del rapporto di lavoro (passo 7);
inviare online l’istanza di pensione con il servizio presente nel portale Inps (passo 8).
La guida è in formato pdf con link attivi per accedere direttamente alle schede prestazioni del portale Inps e ai servizi fruibili in modalità telematica con codice fiscale e credenziali Pin, Spid, Cns o Cie. Può essere, inoltre, scaricata sul proprio computer per consultarla offline o per stamparla.
Con l’icona “cuoricino” in fondo alla pagina è possibile aggiungere questa news all’area MyInps, in modo da poterla ritrovare e utilizzare al successivo accesso al portale con le proprie credenziali.


Istituti di credito

VERIFICA IBAN PENSIONATI PER CESSIONE DEL QUINTO
Con il messaggio interno del 9 aprile scorso, n. 1564 l’Inps fornisce chiarimenti e istruzioni operative sulla funzionalità “Verifica Iban Pensionato” in uso presso gli istituti di credito che fruiscono del web service previsto dallo schema di Convenzione 2020-2022 Inps relativa alla cessione del quinto della pensione.
La funzione messa a punto permette alle suddette società di avere conferma della corrispondenza tra il codice Iban del pensionato cedente e quello registrato dall’Ente previdenziale, per prevenire e contrastare i rischi legati all’erogazione di finanziamenti, quali i furti di identità.
Tale conferma deve avvenire nella fase istruttoria, in sede di stipula del contratto, per evitare che il pensionato eventualmente vittima di attività fraudolenta subisca trattenuta sulla pensione.
L’obbligo di verifica sussiste in tutti i casi in cui la modalità di pagamento prevede un  Iban come:
l’accredito su conto corrente postale/bancario;
il versamento su libretto nominativo di risparmio postale dotato di codice IBAN;
l’accredito su carta prepagata ricaricabile dotata di codice Iban;
il versamento su libretto nominativo di deposito a risparmio bancario dotato di codice Iban.
Nell’ipotesi in cui il pensionato riscuota la pensione allo sportello postale o bancario, la società è esonerata dal controllo.
Nel caso di discordanza dei dati posti a verifica, è responsabilità della società finanziaria interessata effettuare i conseguenti ulteriori accertamenti ed eventualmente procedere al blocco dell’erogazione del finanziamento.
A tale proposito, infatti, si rammenta che l’Inps non è legittimato a fornire elementi informativi sull’Iban di accredito della pensione.


Calderone (consulenti lavoro)

CON CASSA INTEGRAZIONE SALARI A PICCO, EMERGENZA SOCIALE
“È un’emergenza sociale oltre che economica, a cui si aggiungono le condizioni in cui versano imprenditori e autonomi, che ormai sono al secondo mese di zero incassi ma con tante spese fisse”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, ha di recente commentato i dati dell’ultima ricerca della Fondazione studi dei professionisti, secondo cui è di circa 472 euro (il 36%) la perdita media mensile in busta paga dei lavoratori italiani che beneficeranno di cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, per l’emergenza Coronavirus.
Una perdita che, secondo lo studio ‘Cassa integrazione: quanto ci rimettono i lavoratori’, elaborato dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, tende a salire più è alta la retribuzione del lavoratore interessato dal trattamento. Si va, dunque, da una decurtazione media del 25% per le professioni non qualificate ad una del 45% per professioni scientifiche e di elevata specializzazione. ‘Solo’ il 39% dei cassintegrati riceverà una decurtazione minima del 20%.
Dati drammatici che per Calderone confermano “la criticità dell’attuale situazione economica, in cui si trovano tanti lavoratori dipendenti. Sono oltre 10milioni i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali, compresi i 3milioni destinatari della cassa in deroga gestita dalle Regioni. E molti di loro finiranno per percepire un assegno di molto inferiore alla propria retribuzione netta”, ha sottolineato. Per Calderone, “l’auspicio è che si possano riprendere le attività, nel rispetto delle regole sanitarie, per cercare di dare una scossa alla nostra economia in modo da farla riprendere”.
Sempre secondo la ricerca della Fondazione studi dei consulenti del lavoro per il 22% dei lavoratori in cig la riduzione del proprio stipendio netto sarà di fatto tra il 21% e 30%; per il 18% tra il 31% e il 40%; e per il 21% addirittura superiore al 40%. A farne le spese saranno soprattutto le professioni ad elevata specializzazione (764 euro in meno rispetto alla retribuzione netta di base); figure tecniche (646 euro in meno, pari a una riduzione del 41%); professioni esecutive nel lavoro d’ufficio (428 euro in meno, pari a una riduzione del 33%).
Stando ai dati contenuti nell’indagine, il quadro risulta molto differenziato, spiegano i consulenti del lavoro, anche da un punto di vista territoriale, rispecchiando le caratteristiche di una struttura occupazionale che varia nella geografia nazionale.
Con un “taglio” medio della busta paga che va dal 37% al Nord (pari a circa 512 euro) al 36% del Centro (469 euro in meno), per arrivare poi al Sud dove la maggior concentrazione di lavoratori con profili professionali e retributivi medio-bassi porta ad un taglio pari al 33% (396 euro). L’analisi conferma la criticità dell’attuale situazione economica, in cui si trovano tanti lavoratori dipendenti.
Ovvero, stando agli ultimi dati Inps diffusi il 27 aprile 2020, sono circa 7,3 milioni i lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali (Cig e assegno ordinario) che, dopo aver atteso a lungo per avere il sostegno al reddito, finiranno per percepire un assegno di molto inferiore alla propria retribuzione netta. Si tratta di una decurtazione che interesserà tutti, anche quei redditi da lavoro già bassi, a cui saranno chiesti ulteriori sacrifici e che prevedibilmente non avranno neanche dei risparmi sufficienti per sopperire alle mancate entrate.
A fronte di una spesa importante dello Stato (6,2 mld) per sostenere e supportare i tanti lavoratori italiani colpiti dall’emergenza economica conseguente a quella sanitaria, non va dimenticato, concludono i consulenti del lavoro, che a questa platea di lavoratori verranno a mancare circa 3,5 miliardi al mese. Insomma, un volume molto importante di risorse.

 

Carlo Pareto

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