sabato, 24 Ottobre, 2020

Pensionati, il cedolino di Ottobre 2020 in giornate diverse e verifica 14esima. La corte dei Conti boccia Quota 100

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Pensionati
IL CEDOLINO DELLA PENSIONE DI OTTOBRE 2020

Il cedolino della pensione, accessibile tramite servizio online, è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui tale importo può variare. Di seguito e per ogni opportunità si riportano le informazioni sul cedolino della pensione di ottobre 2020.
La data di pagamento
Il pagamento della mensilità di ottobre è stato effettuato in giornate diverse:
per coloro che hanno scelto di ricevere la pensione presso un istituto di credito, il pagamento è stato operato il 1° ottobre, primo giorno bancabile del mese;
per coloro che riscuotono presso Poste Italiane Spa è stata espressamente prevista, anche per ottobre, l’anticipazione del pagamento.
Per i pensionati, titolari di un conto BancoPosta, di un libretto di risparmio o di una Postepay Evolution, l’accredito della pensione è stato praticato in anticipo il 25 settembre.
Nel caso di riscossione allo sportello, Poste Italiane ha scaglionato le presenze dei pensionati dal 25 settembre al 1° ottobre, in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, secondo un apposito calendario.
Trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si è comunque maturato il primo giorno del mese. Di conseguenza, nell’ipotesi in cui, dopo l’incasso, la somma dovesse risultare non dovuta, l’Inps ne richiederà la restituzione.
Assistenza fiscale: conguagli da modello 730/2020
È Proseguita anche sulla mensilità di ottobre l’abbinamento dei conguagli dei modelli 730, i cui flussi siano pervenuti all’Agenzia delle Entrate dopo il 3 luglio. Per circa 2.150.000 posizioni, sul rateo di pensione di ottobre si è proceduto:
al rimborso dell’importo a credito del contribuente;
alla trattenuta, in caso di conguaglio a debito del contribuente. Giova, a tale proposito, precisare che l’eventuale rateazione degli importi a debito risultanti dalla dichiarazione dei redditi deve obbligatoriamente concludersi entro il mese di novembre per cui, qualora la risultanza contabile sia stata ricevuta dall’Istituto nei mesi successivi a quello di giugno, non potrà essere possibile garantire il numero di rate scelto dal dichiarante per il versamento dei debiti d’imposta.
Al riguardo, si ricorda che i contribuenti muniti di Pin che hanno indicato l’Inps quale sostituto d’imposta per l’effettuazione dei conguagli del modello 730/2020 possono verificare le risultanze contabili della dichiarazione e i relativi esiti attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, presente sul portale istituzionale e disponibile anche sull’app “Inps mobile”.
Verifica della quattordicesima erogata nel 2017 e 2018: recupero
A gennaio e febbraio 2020, sulla base del reddito 2017 consolidato, sono state effettuate le verifiche relative alla quattordicesima corrisposta nel 2017 e nel 2018.
All’esito di tale lavorazione, in presenza di indebiti, sono state inviate le relative comunicazioni informando i pensionati che il recupero sarebbe stato operato dal rateo di pensione di aprile 2020. A seguito degli eventi Covid, l’Inps ha sospeso l’effettivo avvio del recupero posticipandolo al mese di ottobre 2020. Parallelamente, in occasione del pagamento della quattordicesima sulle rate di pensione di luglio e di settembre 2020, si è provveduto, laddove possibile, a effettuare la compensazione totale o parziale tra il debito sospeso e l’importo della quattordicesima da erogare.
A partire dal mese di ottobre 2020 si procede, quindi, a recuperare gli importi indebiti che non sono stati oggetto di tale compensazione. Il recupero verrà praticato con trattenuta su pensione in 24 rate mensili.
Verifica dell’importo aggiuntivo erogato nel 2017 e 2018: recupero
A gennaio e febbraio 2020 si è proceduto anche alle verifiche relative all’erogazione dell’importo aggiuntivo ex comma 7, articolo 70, legge 23 dicembre 2000, n. 388.
A seguito dell’aggravarsi della crisi pandemica, il recupero delle somme risultate indebite è stato sospeso ed è stato bloccato l’invio delle relative comunicazioni.
Tale recupero verrà ora avviato con trattenuta su pensione, in 12 rate, a decorrere dal rateo del mese di ottobre 2020. I pensionati interessati verranno informati con un’apposita comunicazione.

Insostenibile nel lungo periodo
LA CORTE DEI CONTI BOCCIA QUOTA 100

La Corte dei Conti attacca la sostenibilità di Quota 100 per i conti Inps. Nella Relazione sul controllo della gestione finanziaria dell’Istituto di previdenza per l’esercizio 2018, la magistratura contabile scrive: “In un sistema pensionistico a ripartizione e in cui la maturazione del diritto a pensione prescinde dal regolare versamento dei contributi nel corso della vita lavorativa, va verificata la sostenibilità della spesa nel lungo periodo e agli effetti che sulla adeguatezza delle prestazioni produrranno le azioni normative poste in essere nel presente, vanno altresì considerate le conseguenze di dette azioni sulla sostenibilità del modello da parte del sistema produttivo, sia con riguardo al contributo richiesto alla fiscalità generale, che nei confronti dei soggetti tenuti al versamento della contribuzione”.
La Relazione è sul 2018 ma si evidenziano i cambiamenti intervenuti nel 2019 con il decreto numero 4 che introduce Quota 100 e blocca il collegamento con l’età per chi matura i 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 per le donne).
“In un sistema previdenziale che eroga ancora gran parte delle prestazioni ad elevata componente retributiva, peraltro, prosegue la Corte, misure ampliative della spesa attraverso l’anticipo dell’età di pensionamento rispetto a quella ritenuta congrua con l’equilibrio attuariale e intergenerazionale, il blocco dell’indicizzazione dell’età di uscita dal lavoro alla speranza di vita e la reintroduzione del sistema delle finestre, comportano sia esigenze di cassa immediate (tipiche, come detto, di un meccanismo a ripartizione), sia debito implicito, in quanto la componente retributiva del trattamento non viene corretta per tener conto della maggiore durata della prestazione”.
Le previsioni per il 2019 del Def mostrano un aumento della spesa per pensioni del 3,2 per cento che tiene conto di Quota 100 e delle altre misure correttive alla legge Fornero e, quindi, dei tassi di cessazione stimati sulla base degli elementi più aggiornati.
L’incidenza sul Pil è prevista al 15,6 per cento mentre si dovrebbe attestare nel triennio successivo su una percentuale stimata del 15,8, si legge nella Relazione della Corte dei Conti sull’Inps sul 2018 nella quale sono contenuti anche riferimenti sulle novità in materia previdenziale nel 2019 a partire da Quota 100.. La spesa per altre prestazioni sociali in denaro è prefigurata in crescita dell’8,3 per cento in confronto al 2018.
140 miliardi di versamenti contributivi in sospeso dal 2000
Dal documento dei magistrati contabili emerge anche che i crediti contributivi non riscossi dall’Inps tra il 2000 e il 2019 sono pari a 140,6 miliardi. Si tratta del carico residuo presso gli agenti della riscossione. I crediti al netto delle sospensioni e degli sgravi sono 180 miliardi ma da questi vanno detratte  le riscossioni che sono state pari a 39,392 miliardi. Le riscossioni – segnala la Corte – sono pari ad appena il 18,10% del totale (rapporto tra le riscossioni e il carico originario iscritto affidato agli AdR).

Per le imprese edili
CONFERMATA LA RIDUZIONE CONTRIBUTIVA PER IL 2020

Con il decreto del 4 agosto 2020 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha confermato, per il 2020, la riduzione contributiva prevista dall’articolo 29 del D.l. n. 244/1995, e successive modificazioni, a favore delle imprese edili.
Il beneficio consiste in una riduzione, nella misura dell’11,50%, sui contributi dovuti per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati a tempo pieno.
Con la circolare Inps del 29 settembre scorso, n. 110 l’Istituto fornisce precisazioni sulle caratteristiche della riduzione contributiva e da indicazioni operative per l’ammissione al regime agevolato, per l’invio e la gestione delle istanze, e per la compilazione del flusso Uniemens.

Carlo Pareto

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