martedì, 24 Novembre, 2020

Pensione, pagamento di novembre e delega ai carabinieri per riceverla a casa. Statali, nuove misure lavoro agile

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Inps
PAGAMENTO PENSIONI INPS DI NOVEMBRE

Come e quando saranno pagate le pensioni di novembre. Con ogni probabilità nei modi e nei tempi dei mesi scorsi. Con il Dpcm del 7 ottobre scorso, il Governo ha prorogato lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021, oltre che introdotto altre misure contenitive del Covid, come l’obbligo di mascherina all’aperto.
Quindi, considerando anche la situazione epidemiologica che purtroppo sta rapidamente peggiorando, è lecito supporre che pure per il pagamento delle pensioni di novembre l’Inps utilizzi la medesima modalità di questi ultimi mesi.
La stessa Protezione civile ha raccomandato in questi giorni a Poste Italiane di dare la possibilità di accedere ai propri sportelli, ai titolari del diritto alla riscossione delle pensioni, secondo modalità compatibili con le disposizioni in vigore adottate allo scopo di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid-19, salvaguardando i diritti dei pensionati.
Rata di novembre con gli aumenti
La buona notizia è che è arrivato finalmente l’aumento promesso delle pensioni di invalidità: gli invalidi troveranno nel cedolino di novembre gli arretrati maturati nei mesi precedenti, ma non solo, perché questi andranno a sommarsi all’aggiornamento dell’importo corrente, e in totale le pensioni di novembre potranno arrivare anche fino a 2mila euro.
Riguardo alla data di pagamento, anche se non c’è ancora nulla di certo, quasi sicuramente anche per il mese di novembre le prestazioni pensionistiche saranno accreditate in anticipo. Ma non per tutti.
Pensione di novembre, chi la riceve prima
Come nei mesi scorsi, a ricevere per primi il cedolino saranno i pensionati clienti di Poste Italiane titolari di un Conto BancoPosta, un Libretto di Risparmio o una Postepay Evolution.
L’erogazione dei trattamenti di cui trattasi potrebbe forse già essere disposta a partire da lunedì 26 ottobre, per continuare fino alla lettera Z il sabato 31 ottobre, ma, al momento, mentre scriviamo, si resta ancora in attesa di una conferma ufficiale dell’istituto di previdenza.
I possessori di carta Postamat, Carta Libretto o Postepay Evolution possono prelevare la pensione in contanti da oltre 7mila Postamat sparsi su tutto il territorio nazionale, senza bisogno di andare allo sportello.
Chi invece non è in una di queste condizioni e dunque non può evitare di ritirare la pensione in contanti alle Poste, dovrà rispettare il calendario indicato dall’Inps e da Poste Italiane, che ogni mese stabilisce un calendario per il ritiro dell’assegno pensionistico che sfrutta la lettera iniziale del cognome.
Tutti coloro che invece ricevono l’accredito pensionistico direttamente sul proprio conto corrente, bancario o postale, dovranno ancora una volta attendere il primo giorno bancabile utile del mese, cioè lunedì 2 novembre.
Con la delega ai Carabinieri la pensione si riceve a casa
Per chi ancora non lo sapesse, per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e fino a data da destinarsi, Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto una convenzione grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli uffici postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente la pensione a casa, delegando al ritiro i Carabinieri.
Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un Libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione.
Per maggiori informazioni i pensionati possono contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri.

Nuove modalità concorsuali e lavoro agile
RIVOLUZIONE P.A. AL VIA

Il suo cattivo funzionamento frena l’economia e i cittadini si sono ormai arresi: il grado di fiducia e di soddisfazione è tra i più bassi di tutta Europa. Stiamo parlando della nostra Pubblica amministrazione (Pa) che, come ha segnalato poco tempo fa, l’Ufficio studi della Cgia, da risorsa sta diventando il vero problema del Paese.
“Secondo uno studio presentato qualche mese fa – ha di recente segnalato in proposito il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – il costo annuo sostenuto dalle aziende per la gestione dei rapporti con la Pa ammonta a 57 miliardi di euro. Pari a 3 punti di Pil, questa spesa costituisce un freno allo sviluppo, agli investimenti e all’occupazione, penalizzando soprattutto le Pmi”.
Ormai non è più mistero che il coronavirus sta ridisegnando interi settori e categorie: la strada del cambiamento è ufficialmente aperta. Semplificazione, d’ora in poi, sarà la parola d’ordine, come del resto ha sottolineato in più occasione il Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone
Concorsi “snelli” – Procedure concorsuali più rapide e informatizzate, un reclutamento più uniforme sul territorio, una valorizzazione delle nuove competenze, a partire da quelle trasversali e digitali. E’ stato elaborato dal Dipartimento della Funzione pubblica il bando-tipo per il personale di Area II. Ma è solo un primo passo: secondo quanto recita una nota a breve sara’ pubblicato anche il bando-tipo per il reclutamento di personale di Area III.
I bandi-tipo sono un modello di riferimento per le assunzioni nella Pubblica amministrazione, pensati per semplificare e omogeneizzare, appunto, le modalità  di reclutamento sul territorio. Le innovazioni radicali riguardano innanzitutto il metodo: presentazione della domanda di partecipazione al concorso tramite Spid, svolgimento delle prove in modalità decentrata e attraverso l’utilizzo di tecnologia digitale, si legge, possibilità per la commissione esaminatrice e le sottocommissioni di svolgere i propri lavori in modalità telematica, garantendo comunque la sicurezza e la tracciabilità delle comunicazioni, secondo la normativa vigente.
Rivoluzione al via – Il cambiamento, però, non si ferma qui: spazio alle competenze trasversali, tecniche e attitudinali. Inoltre, alla commissione esaminatrice possono essere aggregati membri aggiuntivi per la valutazione delle conoscenze e competenze linguistiche, informatiche e digitali.
“L’obiettivo è quello di accrescere l’efficienza dell’organizzazione e dell’azione amministrativa, tenendo conto dell’esigenza di assicurare la migliore organizzazione del lavoro, assecondando la necessità di dislocare le prove sui territori con un’informatizzazione completa, dalla fase dell’iscrizione fino alla pubblicazione delle graduatorie”, ha spiegato il Ministro per la Pa, Fabiana Dadone.

Covid-19
ACCESSO DIRETTO A TUTTI I SERVIZI DELL’INPS

All’interno del dossier Coronavirus: le misure dell’Inps è stata pubblicata la nuova sezione Covid-19: tutti i servizi dell’Inps nella quale sono raggruppati tutti i servizi predisposti dall’Istituto, in ottemperanza delle disposizioni governative, per fronteggiare i risvolti economici e sociali derivanti dalla pandemia Covid-19. Gli utenti di patronato dovranno accedere dagli appositi servizi di patronato.
Dalla sezione Covid-19: tutti i servizi dell’Inps è possibile accedere direttamente ai seguenti servizi:
Istanza per l’emersione di un rapporto di lavoro subordinato irregolare;
Indennità 600/1000 euro;
Indennità Covid-19 per lavoratori domestici;
Reddito di emergenza;
Congedi Covid-19;
Bonus baby sitting.

Misure Covid-19
INPS: I DATI AL 10 OTTOBRE 2020

Al 10 ottobre 2020, sono 14,26 milioni i beneficiari delle misure adottate per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19. In particolare, 4.140.000 di persone hanno beneficiato del Bonus 600 euro. Le ore di Cassa integrazione autorizzate sono 3.058 milioni, mentre sono 600mila i nuclei familiari richiedenti il Reddito di emergenza.

Carlo Pareto

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