mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Pensioni, arriva il cedolino di gennaio 2021 e aggiornamenti cessioni del quinto

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Pensionati
IL CEDOLINO DELLA PENSIONE DI GENNAIO 2021

Il cedolino della pensione, accessibile tramite servizio online, è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui tale importo può variare.
Al riguardo si riportano di seguito le principali informazioni relative al cedolino della pensione di gennaio 2021.
La data di pagamento
Per il mese di gennaio 2021 il pagamento è avvenuto con valuta 4 gennaio per i pagamenti accreditati presso Poste italiane e 5 gennaio per i pagamenti localizzati presso gli Istituti di credito.
Come già avvenuto in precedenza, sulla base dell’ordinanza n. 723 della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche per i mesi di gennaio e febbraio 2021 per coloro che riscuotono presso Poste Italiane è stata prevista l’anticipazione del pagamento che, rispetto alle normali scadenze, è stato distribuito su più giorni.
In particolare, per il mese di gennaio, il pagamento presso Poste italiane è stato operato a partire dal 28 dicembre 2020 al 2 gennaio 2021.
Segnatamente nel caso di riscossione allo sportello, Poste Italiane ha scaglionato le presenze dei pensionati in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, secondo uno specifico, apposito calendario.
Trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si maturava comunque, per la rata di gennaio, il secondo giorno bancabile del mese.
Talché, nel caso in cui, dopo l’incasso, la somma dovesse eventualmente risultare non dovuta, l’Inps ne richiederà la restituzione.
Indice di rivalutazione definitivo per l’anno 2020
L’aumento di perequazione automatica, già attribuito alle pensioni, in via provvisoria, per l’anno 2020, è stato stabilito in via definitiva nella misura dello 0,5%. Conseguentemente, sul rateo di pensione di gennaio si è proceduto al conguaglio da perequazione rispetto al valore dello 0,4% utilizzato in sede di rinnovo per il 2020.
Rinnovo dei trattamenti assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione
Sono state effettuate le operazioni di rinnovo per il 2021, la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2020 è risultata pari allo 0,0% dal 1° gennaio 2021, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo; la variazione dell’importo delle pensioni è diventata, pertanto, nulla.
Per maggiori, ulteriori indicazioni sull’operazione di rinnovo per l’anno 2021, l’Istituto rimanda gli interessati alla consultazione della circolare Inps del 18 dicembre 2020 n. 148.
Trattenute fiscali: addizionali regionali e comunali, conguaglio 2020 e tassazione 2021
Per quanto attiene le prestazioni fiscalmente imponibili a decorrere dal rateo di pensione di gennaio, oltre all’ Irpef mensile, vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2020.
Giova, a tale proposito segnalare, che queste trattenute sono infatti effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono.
È stato, inoltre, effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali relative al 2020 ( Irpef e addizionale regionale e comunale a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche.
Laddove le trattenute siano state effettuate in misura inferiore rispetto a quanto dovuto su base annua, le differenze a debito vengono recuperate, come di consueto, sulle rate di pensione di gennaio e febbraio 2021. Nel solo caso di pensionati con importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18mila euro, per i quali il ricalcolo dell’ Irpef ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, la rateazione viene estesa fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 30 luglio 2010, n. 122). Le somme conguagliate saranno attestate nella Certificazione Unica 2021.
Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.
Con riferimento poi alla tassazione delle pensioni della Gestione privata i cui titolari non risultino percettori di altre prestazioni pensionistiche, l’Istituto ha comunicato che, al fine di garantire l’applicazione dell’imposta in maniera omogenea nel corso dell’anno, a decorrere dalla rata di gennaio 2021, le ritenute Irpef saranno calcolate con riferimento all’importo annuo della pensione e trattenute mensilmente al netto, per i mesi da gennaio a dicembre, delle detrazioni eventualmente spettanti. L’importo annuo dell’ Irpef trattenuta non varia ma si assicura, in tal modo, evidenzia l’Inps, che la tassazione gravante sulla tredicesima mensilità sia di importo simile a quello delle altre rate di pensione evitando che sull’ultimo pagamento dell’anno sia applicata una trattenuta più elevata.
Pensioni della Gestione pubblica
A seguito della verifica reddituale delle prestazioni collegate al reddito corrisposte in via provvisoria nel 2018, nell’ipotesi in cui, sulla base dei redditi esaminati, è risultato che sono stati erogati importi per prestazioni collegate al reddito superiori a quelli spettanti, è stato impostato a livello centrale il recupero a partire dalla rata di gennaio 2021. Ai pensionati coinvolti nell’operazione è stata inviata centralmente un’apposita comunicazione dedicata con raccomandata con ricevuta di ritorno.
Sulla rata di gennaio 2021 si è altresì provveduto all’attribuzione per l’anno 2020 delle provvidenze in favore dei grandi invalidi (art.1, comma 4, della legge 27 dicembre 2002). L’assegno corrisposto è pari a: 900 euro mensili per i pensionati affetti dalle invalidità di cui alla lettera A), numeri 1), 2), 3),4), secondo comma e A-bis della tabella E allegata al D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni; ovvero 450 euro mensili per i pensionati affetti dalle invalidità di cui alla lettera B) numero 1); C); D) e E), numero 1 della succitata tabella E.

Previdenza
LA CESSIONE DEL QUINTO DELLA PENSIONE

La cessione del quinto della pensione è un prestito che il pensionato può ottenere da una banca o da un intermediario finanziario, rimborsabile attraverso un addebito automatico mensile che l’Inps effettua sulla sua prestazione pensionistica. L’addebito non può superare un quinto dell’importo mensile della pensione. La cessione del quinto può essere chiesta dai titolari di tutte le pensioni, a eccezione di: assegni e pensioni sociali; invalidità civili; assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità; assegni di sostegno al reddito ( VoCred, VoCoop, VoEso, Cred27, Coop28); assegni al nucleo familiare; pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione; prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92; Ape Sociale.
Per ottenere un prestito con cessione del quinto della pensione, il pensionato deve prima richiedere personalmente, presso una qualsiasi sede territoriale Inps, la comunicazione di cedibilità della pensione, un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito.
Tale documento va quindi consegnato alla banca o alla società finanziaria con cui si andrà a stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato si rivolga a una società convenzionata con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla società attraverso un collegamento telematico con l’Istituto e i tassi di interesse applicati al contratto di prestito saranno quelli stabiliti dalla convenzione.
La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione. Una volta completate tutte le attività inerenti la stipula del contratto con l’istituto finanziario e a fronte dell’avvenuta notifica, l’Istituto provvede a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione.
Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della proprio trattamento pensionistico, la rata dipende dall’importo della pensione stessa. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, con salvaguardia del trattamento minimo stabilito annualmente dalla legge per l’Assicurazione generale obbligatoria (Ago). Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nel caso di titolari di più pensioni cedibili della medesima gestione pensionistica, il calcolo si effettua sul cumulo delle prestazioni di quiescenza percepite.
Adempimenti a carico degli istituti finanziari
Le banche e le società finanziarie interessate alla concessione dei prestiti con cessione del quinto della pensione, in possesso dei requisiti richiesti dalla legge, prima della stipula dei contratti devono richiedere l’accreditamento presso l’Istituto ai sensi della circolare Inps del 31 maggio 2007, n. 91.
Devono altresì richiedere l’accreditamento anche le società di cartolarizzazione che acquisiscono crediti relativi a finanziamenti con cessione del quinto già in corso di ammortamento sulle pensioni.
Le banche e le società finanziarie accreditate possono aderire, inoltre, alla convenzione con l’Inps (articolo 8, decreto ministeriale 27 dicembre 2006, n. 313), nell’ottica della tutela dei pensionati, per contenere il livello dei tassi di interesse e garantire saggi percentuali più favorevoli rispetto a quelli di mercato.
La tutela del pensionato
Prima di impostare il piano di ammortamento sulla pensione, in base alla durata e all’importo della rata pattuita da contratto, l’Inps verifica la presenza di alcune condizioni a tutela del pensionato:
la banca o la società finanziaria devono possedere tutti i requisiti richiesti dalla legge;
il tasso applicato al prestito non deve essere superiore al tasso soglia anti-usura per gli intermediari finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito, per la propria fascia di età, per il prestito erogato dagli intermediari finanziari convenzionati;
la rata prevista dal contratto non deve superare un quinto dell’importo cedibile della pensione;
nel contratto devono essere indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

Cessione quinto pensioni
AGGIORNAMENTO TASSI DI INTERESSE AL 1° TRIMESTRE 2021
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro ha indicato i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, rilevati dalla Banca d’Italia e invigore per il periodo 1° gennaio 2021 – 31 marzo 2021.
Con il messaggio Inps del 5 gennaio scorso, n. 29, l’Istituto riporta il valore dei tassi da applicarsi nel periodo indicato per i prestiti estinguibili con cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

Carlo Pareto

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