mercoledì, 18 Settembre, 2019

Pensioni. Cottarelli parla, ma non spiega nulla

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Il Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli, in un colloquio con il “Corriere della Sera” incomincia a spiegarci le sue ipotesi per quanto riguarda le politiche di contenimento della spesa e i tagli in campo previdenziale.

Nel promettere tagli nel campo previdenziale, afferma che essi non riguarderanno solo le pensioni d’oro, ma anche quelle d’argento. Si aggiunge, così, un’altra etichetta buona per alimentare le prossime polemiche, del tutto inutile invece per far capire di che cosa si sta parlando.

Il dott. Cottarelli confonde evidentemente molte cose, spingendosi a definire ottima la riforma Fornero, che assicurerebbe la riduzione dei flussi di spesa per i prossimi vent’anni. Aggiunge che pochi altri paesi sono riusciti a fare tanto.

Sottolinea, poi, che il nostro Paese ha una spesa previdenziale che, in rapporto al Pil, è troppo alta, “tra le più alte del mondo”.

Per questo, considera necessario toccare le pensioni d’oro e d’argento. La legge di stabilità deve inoltre congelare la perequazione e conclude affermando che esistono difficoltà a livello costituzionale, ma si tratta di una scelta da compiere.

Verrebbe davvero da osservare “chi ci capisce qualcosa, è bravo”.

Se alle pensioni d’oro non meglio definite, visto che almeno Cottarelli dovrebbe sapere che esiste una certa differenza tra due pensioni entrambe definite d’oro se una ha alle spalle versamenti di contributi molto alti e l’altra non ha quasi niente, si aggiungono poi altre etichette a scalare; potremmo allora parlare di pensioni di bronzo, di alluminio o di patata, si realizzerebbe una classificazione delle pensioni del tutto nuova, che porterebbe a fare a meno di qualsiasi riferimento al diritto previdenziale.

Spero che Cottarelli, proprio mentre ricorre al confronto tra il nostro Paese e altri Paesi, voglia gettare uno sguardo ai dati recenti di un confronto tra la situazione dei pensionati italiani con quella dei francesi e dei tedeschi, cercando di spiegare perché, arrivando in Italia accompagnato dalla fama di persona competente e in grado di non guardare in faccia nessuno, si presenta sulla scena e, almeno per quanto riguarda le pensioni, sembra non proporre di meglio che le ricette avanzate in ordine da Maroni, Sacconi e Fornero, che sono servite soltanto ad aggravare la situazione e a disastrare il sistema previdenziale.

Sul tappeto, però, non ci sono solo le ipotesi, a mio giudizio davvero irricevibili, avanzate da Cottarelli. C’è anche chi, a proposito di privilegi pensionistici, ci propone una scelta davvero drastica: ricalcoliamo tutte le pensioni come se il sistema contributivo fosse in vigore da sempre e verifichiamo quanti sono coloro che usufruiscono di una pensione superiore a quanto versato. Individuiamo, così, coloro che hanno comunque un trattamento superiore a quanto il contributivo garantirebbe.

L’idea in sé non sembra male ed è sicuramente accattivante, soprattutto quando si parla di pensioni d’oro.

Il risultato, però, sarebbe una vera sciagura. Milioni e milioni di pensionati (tutti i coltivatori diretti, i braccianti, i commercianti, gli artigiani, i pensionati integrati al minimo, coloro che hanno sopportato lunghi periodi di inoccupazione, disoccupazione o cassa integrazione, coloro che sono arrivati alla pensione sul filo di lana, con prosecuzione volontaria e riscatti di varia natura) emergerebbero come cittadini che hanno un trattamento superiore a quello spettante.

L’obiettivo non è evidentemente quello di rendere trasparente il sistema, ma di proseguire la criminalizzazione di milioni di pensionati, per poter rispondere alle loro giuste rivendicazioni sulla rivalutazione e la perequazione che dovrebbero tacere, visto che prendono già oggi più di quanto spetterebbe loro. Forse, non era necessario scomodare Cottarelli e farlo venire in Italia, considerato che nel nostro Paese non amici dei pensionati ne esistono già troppi, soprattutto nei palazzi dove si decide il loro reddito e il loro futuro.

Silvano Miniati
Network sinistra riformista

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