martedì, 22 Ottobre, 2019

Pensioni, da gennaio mini-aumenti degli importi delle minime

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Pensioni Inps 2019

AUMENTA DI POCO QUELLA MINIMA

Seppur di poco, dal primo gennaio salgono gli importi delle pensioni minime. Una variazione davvero minima, in attesa che venga introdotta la pensione di cittadinanza, che porterà a un incremento di pochi euro. L’aumento – come scrive Money – non si deve a un provvedimento preso dal governo in carica, ma al meccanismo della perequazione, con il quale l’importo delle pensioni viene adeguato periodicamente al costo della vita.

Nel 2019 quindi ci sarà una rivalutazione di tutti gli assegni previdenziali, nella misura del +1,1% (come ufficializzato nel decreto del 16 novembre 2018 del Mef, pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Considerando una maggiorazione dell’1,1%, quindi, il trattamento minimo passa da 507,42 a 513,01 euro (un incremento di circa 6 euro mensili, poco meno di 80 l’anno).

Gli effetti

L’incremento della pensione minima, quindi, avrà ripercussioni sull’integrazione al minimo dell’assegno. Ricordiamo che questo è quello strumento – previsto dalla legge 638/1983 – con il quale vengono tutelati quei pensionati con reddito non elevato e con un trattamento pensionistico non sufficiente per garantire loro una vita dignitosa.

A questi, infatti, viene riconosciuta un’integrazione al minimo dell’assegno previdenziale fino al raggiungimento dell’importo minimo (che appunto nel 2019 sarà pari a 513 euro). Per beneficiare dell’integrazione, però, non basta che l’importo della pensione sia inferiore al minimo garantito. Il pensionato, infatti, deve soddisfare determinati requisiti legati al reddito, con questo che non può superare i 13.192,92 euro annui.

Per l’integrazione piena, però, il limite di reddito è pari a 6.596,46 euro. Questi sono i limiti di reddito per il 2018, mentre quelli per il 2019 – che dovrebbero essere leggermente più alti – devono essere ancora ufficializzati.

Per adesso, quindi, i pensionati devono “accontentarsi” di un rialzo di pochi euro della pensione minima. Presto però l’incremento potrebbe essere maggiore perché con l’introduzione del reddito di cittadinanza partirà anche la pensione di cittadinanza, ossia un’integrazione al minimo fino al raggiungimento di un importo di 780 euro.

 

Pensionati all’estero

INPS: ACCERTAMENTO ESISTENZA IN VITA

Via libera dell’Inps all’accertamento d’esistenza in vita per i pensionati residenti all’estero. La consueta verifica, quest’anno, avverrà in due fasi e due scadenze, febbraio e giugno, alle quali potranno seguire la sospensione della pensione, rispettivamente, da aprile o da agosto. A renderlo noto è lo stesso istituto previdenziale con il messaggio n. 4077/2018.

La verifica è finalizzata a garantire la regolarità dei pagamenti dei trattamenti pensionistici da parte dell’Inps ai soggetti titolari residenti all’estero.

Lo scorso anno l’Inps ha comunicato tutte le novità relative alle modalità di accertamento dell’esistenza in vita per il 2017, quale controllo necessario per la corresponsione delle prestazioni di quiescenza a beneficiari residenti all’estero. La rilevazione per l’anno 2018, avverrà, come detto, in due fasi. La prima è in già corso: avviata durante il mese di ottobre terminerà a marzo del prossimo anno.

Nel messaggio del 30 agosto 2017, n. 3378 sono in particolare descritti il servizio affidato a Citibank e le modalità di frazionamento, che comprendono anche la segmentazione per aree geografiche di residenza e di pagamento della platea dei pensionati interessati.

L’Inps, con il messaggio del 2 novembre 2018, n. 4077, fornisce, inoltre, le istruzioni circa l’invio della prova dell’esistenza in vita e informa che Citibank ha attivato il processo di spedizione della lettera esplicativa e del modulo standard di attestazione. All’interno dello stesso messaggio sono disponibili anche gli allegati occorrenti per i pensionati residenti in Paesi compresi nella prima fase dell’anno 2018.

Nella lettera è tassativamente indicato che la restituzione del modulo di attestazione dell’esistenza in vita dovrà avvenire entro il 12 febbraio 2019; nel caso in cui l’accertamento non sia stato completato entro questo termine, l’erogazione della rata di marzo 2019 sarà localizzato presso gli sportelli Western Union per la riscossione in contanti, che costituirà prova dell’esistenza in vita.

Per i pensionati residenti in Australia, in Canada, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, l’Istituto ha messo a disposizione di Citibank una lista di operatori dei Patronati autorizzati ad accedere al portale specificamente predisposto dalla stessa Citibank, con il fine di attestare telematicamente l’esistenza in vita dell’interessato.

L’Inps ricorda, infine, che è operativo il Servizio Clienti della Banca a supporto di pensionati, operatori di Consolati, delegati e procuratori, per fornire assistenza riguardo alla procedura di attestazione dell’esistenza in vita con le seguenti modalità:

visitando la pagina web dedicata;

inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo inps.pensionati@citi.com;

telefonando ad uno dei numeri telefonici segnalati nella missiva esplicativa.

La seconda fase si svolgerà da febbraio a luglio 2019. Tutto sarà espletato nel prossimo anno. Le comunicazioni verranno inviate a febbraio. I pensionati dovranno far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro i primi giorni di giugno. In mancanza, la riscossione della pensione di luglio avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. In caso di riscossione personale non avvenuta o di omessa produzione dell’attestazione entro il 19 luglio, la pensione sarà sospesa dal mese di agosto.

 

Reddito di cittadinanza

BOERI AL GOVERNO, COME EVITARE ABUSI

Non è una chiusura totale al reddito di cittadinanza, quella di Tito Boeri, presidente dell’Inps. Ma bisogna entrare nel merito degli aspetti decisivi della misura per combattere la povertà progettata dal governo gialloverde, e smetterla di parlare di aspetti secondari. Lo ha detto in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Allo stato attuale solo principi generali. Si guarderà a redditi e patrimoni per decidere a chi concedere il trasferimento. E si terrà conto di chi ha la proprietà della casa, giustamente da trattare in modo diverso rispetto a chi è in affitto. Spero che ci diano gli strumenti per impedire abusi, compreso l’accesso all’anagrafe dei rapporti finanziari. Il problema è che neanche qui abbiamo un articolato e non si stanno discutendo gli aspetti decisivi”. Boeri sostiene che si parli solo di applicativi software per le domande in rete e di come utilizzare la social card. “Mi pare secondario. Finalmente abbiamo un governo che prende a cuore il problema della povertà, ma non illudiamoci che i veri poveri stiano davanti a un computer per una specie di click-day del reddito di cittadinanza. Per raggiungerli e evitare le frodi c’è bisogno di coinvolgere i comuni, che hanno la maggiore esperienza e prossimità”.

Nell’intervista il presidente dell’Inps, che negli ultimi mesi è entrato spesso in conflitto con i ministri del governo Conte sulle misure economiche previste nel programma di governo, sembra indicare una via per far digerire la legge di bilancio a Bruxelles (il cui giudizio finale della Commissione potrebbe purtroppo terminare con una procedura di infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia). Per questo ha detto Boeri: “La strada maestra è prefigurare più misure per la crescita. Una manovra che destina il grosso delle risorse a chi non lavora non può piacere in Europa. Se però documentassimo che staremo sotto ai limiti di spesa stabiliti sulle pensioni senza far salire l’esposizione debitoria pensionistica e che le misure sociali servono a dare un futuro ai tantissimi minori oggi al di sotto della soglia di povertà, questa scelta potrebbe essere vista anche come un investimento nei lavoratori del futuro. Gli altri Paesi europei sanno che c’è un problema di povertà nei Paesi del sud Europa causato dalla crisi. L’evoluzione del quadro politico li ha messi di fronte a questa realtà. Io vedo segnali di disponibilità, anche in Germania”.

Carlo Pareto

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