venerdì, 27 Novembre, 2020

Pensioni di invalidità, aumenti e arretrati. Riduzione assegno pensioni, effetto pandemia

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Istruzioni Inps
PENSIONI DI INVALIDITA’: AUMENTI E ARRETRATI

Dal 1 novembre, l’Inps effettua i pagamenti delle pensioni di invalidità civile al 100% con l’aumento che il Governo ha introdotto nel decreto Agosto.
Le novità
A partire dal mese di novembre, quindi, l’assegno è aumentato di circa 360 euro, con l’adeguamento che decorre dal 20 luglio, data dalla quale sono riconosciuti gli arretrati a tutti i beneficiari. Per loro è stato pertanto disposto un assegno una tantum di circa 2mila euro (arretrati per gli ultimi giorni di luglio a cui si somma quanto non corrisposto ad agosto, settembre e ottobre).
Le istruzioni Inps
Con l’ultimo messaggio del 28 ottobre, l’Inps ha voluto fare alcune precisazioni sul pagamento degli arretrati del mese di novembre e sul riconoscimento in automatico o a domanda dell’incremento al milione.
A chi spetta
L’Inps ha ulteriormente ricordato che gli aumenti riguardano gli inabili al 100%, compresi ciechi e sordomuti, che hanno un’età compresa fra i 18 e 59 anni, esclusi in precedenza dalla normativa. Rimangono fuori gli invalidi civili parziali e quelli civili totali con redditi superiori a una certa soglia. Per i soggetti disabili con età pari o superiore a 60 anni, gli aumenti sono già previsti dalla normativa vigente.
Pagamento automatico
Agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione, la maggiorazione economica è riconosciuta d’ufficio. Non è quindi necessaria alcuna domanda da parte degli interessati.
L’aumento per gli aventi diritto viene infatti corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre 2020, con le quali saranno messe in pagamento anche le competenze arretrate dovute dal 20 luglio 2020.
L’importo spettante, per il 2020, è di 651,51 euro per 13 mensilità, nel rispetto dei limiti di reddito prefigurati dalla norma (8.469,63 euro per i beneficiari single e 14.447,42 euro, cumulati con il coniuge, per quelli coniugati). Gli arretrati saranno riconosciuti, anch’essi, in automatico, assieme alla corresponsione delle competenze del mese di novembre e dicembre.
Variazione redditi
Se i redditi personali dei soggetti sopra indicati hanno subito una variazione nel corso del 2020, che incide sul diritto alla maggiorazione, ovvero non sono stati comunicati all’Inps attraverso le dovute modalità, non sarà possibile procedere d’ufficio al riconoscimento della maggiorazione.
In tali casi, l’interessato dovrà quindi inoltrare una domanda amministrativa di ricostituzione reddituale, utilizzando l’apposito servizio online sul sito Inps, oppure rivolgendosi alla Struttura territoriale di competenza o a un Istituto di patronato regolarmente abilitato a prestare tale servizio di assistenza. Una volta effettuata la ricostituzione reddituale la Sede periferica procederà alla verifica del diritto alla maggiorazione e, in presenza dei prescritti requisiti, al riconoscimento del beneficio.
Soglia dei 1.000 euro
Importante, con l’occasione l’Inps ha opportunamente segnalato che per legge i trattamenti di importo superiore ai 1.000 euro devono essere accreditati esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.
I pensionati che percepiscono l’assegno in contanti e che, per effetto della maggiorazione, hanno diritto a un importo mensile complessivo superiore ai mille euro, ove non ne siano già titolari, dovranno dotarsi di un conto corrente bancario o postale, di un libretto postale o di una carta prepagata, identificati dall’apposito codice Iban, intestato al titolare della prestazione, su cui desiderano che sia accreditata la pensione. Il relativo Iban dovrà essere immediatamente comunicato all’Inps, mediante variazione delle modalità di pagamento che potrà essere richiesta direttamente all’ufficio postale o sportello bancario dove è instaurato il rapporto finanziario. Sarà cura dell’Ente pagatore, come da contratto in essere, informare della variazione l’Inps tramite il Data Base condiviso. In alternativa, la comunicazione potrà avvenire utilizzando l’apposito servizio online “Variazione dell’ufficio pagatore per prestazioni pensionistiche” o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.

Pensioni
EFFETTO PANDEMIA SULLA RIDUZIONE DEGLI ASSEGNI
Di nuovo allarme sulle pensioni future degli italiani, questa volta lanciato dalla prima parte di uno studio suddiviso in tre fasi e svolto da MoneyFarm in collaborazione con Progetica, società indipendente specializzata in educazione e pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Milioni di lavoratori italiani andranno in quiescenza con metà dello stipendio, anche in caso di continuità lavorativa dai 25 anni in poi. E le donne avranno fino al 20% in meno degli uomini.
L’analisi
Il progetto ha analizzato 8 profili di italiani, pari a 3.251.626 abitanti, (poco più del 5% della popolazione), uomini e donne oggi trentenni, quarantenni, cinquantenni e sessantenni (ovvero i nati nel 1960, 1970, 1980 e 1990) che andranno in pensione tra il 2027 e il 2062. Per quanto attiene la pensione pubblica, per quel 44% di occupati in queste fasce d’età, rappresentativi di 1.430.877 lavoratori, l’età di pensionamento va dai 66 anni e 11 mesi delle sessantenni fino ai 72 anni dei trentenni e la stima dei valori dei trattamenti pensionistici medi netti varia tra i 1.227€ delle donne quarantenni e i 1.560€ degli uomini sessantenni, con una media complessiva per gli 8 profili di 1.337€ netti al mese.
I tassi di sostituzione percentuali si prefigurano in picchiata per le nuove generazioni, passando dal 71% di coloro che oggi hanno 60 anni al 48% per le donne che hanno compiuto 30 anni nel 2020. Purtroppo, sostiene la ricerca di MoneyFarm, i dati raccontano come l’obiettivo di poter contare sull’80% del proprio stipendio al momento dell’uscita dal lavoro appartenga al passato. Le stime sono peraltro ottimistiche rispetto agli scenari del mercato del lavoro, perché ipotizzano continuità lavorativa dai 25 anni fino al momento della quiescenza.
Effetto pandemia
In piena emergenza Covid-19, la Nota aggiuntiva al Documento di economia e finanza (NaDef) mostra, nel rapporto tra la spesa pensionistica e Prodotto interno lordo, una linea piatta. Il rapporto tra spesa pensionistica e Pil raggiungerà il record del 17,1 per cento a fine 2020 — parliamo di 300 miliardi, anche per effetto di Quota 100 — e resterà intorno al 16 per cento per gli anni successivi. Nell’Eurozona è oggi mediamente al 13 per cento.
“Il tema cruciale — ha di recente affermato al Corriere della Sera Raffaele Agrusti, fondatore insieme a Giancarlo Scotti di Propensione — non è solo quanto si avrà di pensione, del tasso di conversione che diminuisce con gli anni, ma quando la si potrà effettivamente riscuotere. La crisi pandemica rende ancora più pericolosa ed esplosiva una bomba sociale che facciamo finta di non vedere. Gente che non avrà più il lavoro ma dovrà attendere anni prima di andare in pensione. E che cosa farà? Dobbiamo abituarci a considerare il risparmio previdenziale un bene di prima necessità. I genitori comincino a farlo a favore dei figli appena nati, non aspettino. E le istituzioni promuovano campagne di informazione seria e documentata”.

QR-code invalidità civile
INPS: IMPLEMENTATO IL SERVIZIO
Con il messaggio del 30 ottobre 2020, n. 4019, l’Inps ha comunicato che è stato recentemente implementato il servizio online “Sistema QR-Code dell’invalidità civile”, per tutti i verbali di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità.
Il QR-Code (quick-response) è un particolare codice a matrice in grado di memorizzare informazioni leggibili e interpretabili da dispositivi mobili. La lettura avviene grazie ad apposite app, tra cui Inps Mobile, utilizzata per l’accesso da tablet e smartphone ai servizi informatici dell’Istituto.
Per ottenere il QR-Code è sufficiente utilizzare l’apposito servizio online, dopo aver effettuato l’accesso con le proprie credenziali. Una volta generato, il codice può essere stampato o conservato in formato digitale ed esibito per accedere a una delle agevolazioni previste. L’erogatore del beneficio potrà verificare in tempo reale la sussistenza dello stato di invalidità leggendo il QR-Code.

Carlo Pareto

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