sabato, 22 Febbraio, 2020

Pensioni, i danni di Quota 100 secondo le stime Ocse

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Nel rapporto Ocse “Pensions at a Glance” presentato oggi, si legge: “Nel sistema pensionistico italiano la priorità dovrebbe essere aumentare l’età effettiva di ritiro dal lavoro dato che al momento è a 62 anni, di due anni circa inferiore a quella media Ocse e di cinque più bassa rispetto all’età legale di vecchiaia (67)”.
Nella scheda sull’Italia nella quale si ricordano le nuove regole per il sistema previdenziale a partire da Quota 100. La sfida sarebbe quella di mantenere adeguate le prestazioni di vecchiaia limitando la pressione fiscale a breve, medio e lungo termine.
Dal rapporto risulta che l’Italia spende per il sistema pensionistico il 16% del Pil, il secondo livello più alto nell’area Ocse. Inoltre, il reddito medio delle persone con più di 65 anni è simile a quello dell’intera popolazione mentre nella media Ocse è più basso del 13%. L’Ocse ha sottolineato che l’età di ritiro legale della pensione è a 67 anni, tre anni superiore a quella della media Ocse, ma ha anche osservato che recentemente ha peggiorato con l’introduzione di ‘Quota 100’.

Secondo l’Ocse, l’aumento dell’età pensionabile effettiva in Italia dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita, a proposito dell’introduzione di regole che consentono il ritiro anticipato rispetto alla vecchiaia come la Quota 100. Poi, bisognerebbe concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili, il che ridurrebbe l’utilizzo futuro delle prestazioni sociali di vecchiaia.
Nel rapporto si legge: “L’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con almeno 38 anni di contributi rallenterà la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo, aumenterà la diseguaglianza intergenerazionale e farà aumentare il debito pubblico”. L’OCSE poi prosegue con un invito all’Italia che sembrerebbe una provocazione ma potrebbe anche esser l’unica soluzione possibile per i nostri conti: “Abrogare le modifiche alle regole sul pensionamento anticipato introdotte nel 2019 e mantenere il nesso tra l’età pensionabile e la speranza di vita”.

L’ingabbiatura congiunturale in cui si trova l’Italia, potrebbe essere superata da maggiori investimenti nella ricerca scientifica e da un piano di investimenti nelle opere pubbliche per il rifacimento delle infrastrutture diventate troppo obsolete tra cui molte sono prossime allo sfaldamento.

Salvatore Rondello

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