domenica, 26 Maggio, 2019

Pensioni. Il decreto legge con le norme approvato tra il 10 e il 12 gennaio

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Pensioni

DECRETO ENTRO IL 10 – 12 GENNAIO

Il decreto legge con le norme sulla previdenza dovrebbe essere approvato tra il 10 e il 12 gennaio. Lo ha recentemente fatto sapere il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon sottolineando che ci saranno le norme sull’accesso alla pensione con la cosiddetta Quota 100, sul blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, sulla proroga dell’Ape sociale e sull’opzione donna. Non ci sarà nel testo invece l’abbassamento dal 2,8 a 2 volte il trattamento minimo della soglia per l’accesso alla pensione anticipata nel regime contributivo.

Nel decreto sulla previdenza che il Governo sta mettendo a punto – secondo quanto si è appreso da fonti vicino al dossier – dovrebbe essere inserita anche una norma sul ritorno del consiglio di amministrazione per l’Inps e l’Inail. In attesa della riforma della governance degli enti quindi si abolirebbe la norma sul presidente unico tornando a un sistema più collegiale.

Per la sicurezza nelle Sedi territoriali dell’Istituto

CONVENZIONE INPS – POLIZIA DI STATO

È stata recentemente firmata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, e dal capo della polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, una convenzione per lo svolgimento di un’attività di collaborazione connessa al servizio di video sorveglianza presso le strutture Inps”.

La convenzione è stata sottoscritta nel corso della giornata di chiusura delle celebrazioni per i 120 anni dall’istituzione della Cassa Nazionale di Previdenza per l’Invalidità e la Vecchiaia degli Opera, cassa da cui è poi derivato l’Inps.

La collaborazione con la Polizia di Stato rappresenta un efficace strumento per contrastare gli episodi di aggressione che possono verificarsi nelle sedi dell’Istituto mettendo in pericolo l’incolumità dei dipendenti e dei cittadini che si trovano temporaneamente presenti.

La cooperazione fra le parti si concretizzerà in particolare nella connessione dei sistemi di videosorveglianza dell’Inps con le sale operative delle Questure, in modo che gli operatori della Polizia di Stato possano intervenire tempestivamente al verificarsi degli episodi che risultano pericolosi per le persone presenti nelle sedi dell’Istituto.

 

Inail

CON BANDO ISI 2018 370 MLN EURO PER SICUREZZA NELLE IMPRESE

Il bando Isi 2018, pubblicato di recente nella Gazzetta ufficiale, mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza quasi 370 milioni di euro di incentivi a fondo perduto. È l’importo più alto delle nove edizioni dell’iniziativa dell’Inail, che a partire dal 2010 ha stanziato complessivamente più di due miliardi di euro per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il bando Isi – ha spiegato il presidente dell’Inail, Massimo De Felice – è un’iniziativa ormai strutturale unica a livello nazionale per la concessione di finanziamenti in conto capitale, che non ha eguali neppure in Europa. Organizzarla è complesso, ma con ogni nuova edizione stiamo cercando di semplificare il più possibile la procedura: per aiutare le aziende a individuare gli interventi per cui richiedere gli incentivi, ottimizzare l’utilizzo dei fondi e aumentare la partecipazione”.

“Il nuovo meccanismo di redistribuzione delle risorse stanziate ma non assegnate introdotto l’anno scorso – ha sottolineato il direttore generale dell’Istituto, Giuseppe Lucibello – ha permesso di accedere ai finanziamenti a un numero maggiore di imprese. Il considerevole incremento dei fondi messi a disposizione con il bando 2018 ci consentirà di sostenerne ancora di più, con ricadute positive sulla salute e sicurezza dei lavoratori e, di conseguenza, anche sul sistema del welfare e sulla società”.

“Come governo siamo impegnati in prima linea sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il bando Isi è un impegno importante che aiuta concretamente le aziende a investire in sicurezza”, ha affermato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. “Puntiamo – ha recisato ancora Di Maio – come esecutivo a trasmettere il messaggio che realizzare processi di prevenzione del rischio diventi sempre più il modus operandi dell’agire aziendale, oltre le prescrizioni normative, come elemento culturale dell’impresa”. “Attraverso questo bando, che vede impegnati 35 milioni di euro per il comparto agricoltura, sarà possibile – ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio – ammodernare il parco macchine in uso, aumentando così i livelli di sicurezza sul lavoro, molto spesso condizionati da dispositivi vecchi e non revisionati. Occorre, soprattutto in agricoltura, fare riferimento a tecnologie innovative che permettano di fare quel salto di qualità già realtà nel resto d’Europa. Un’agricoltura moderna e innovativa è innanzitutto un’agricoltura sicura”. Come nell’edizione precedente, i fondi del bando Isi 2018 sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati: Asse 1 (Isi Generalista) 182.308.344 euro, suddivisi in 180.308.344 euro per i progetti di investimento e due milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale; Asse 2 (Isi Tematica) 45 milioni di euro per progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi; Asse 3 (Isi Amianto) 97.417.862 euro per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto; Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese) 10 milioni di euro per progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori della pesca e del tessile, abbigliamento, pelle e calzature; Asse 5 (Isi Agricoltura) 35 milioni di euro per progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, suddivisi in 30 milioni per la generalità delle imprese agricole e cinque milioni riservati ai giovani agricoltori (under 40), organizzati anche in forma societaria.

In confronto a un anno fa, la novità principale è rappresentata dall’introduzione del sub-asse di finanziamento da due milioni di euro dedicato specificatamente ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la diffusione di questi interventi di prevenzione. La platea dei destinatari degli incentivi Inail comprende le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. È stata confermata, inoltre, la possibilità per gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, di essere ammessi al secondo asse di finanziamento dedicato ai progetti di riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi. La presentazione delle domande di accesso agli incentivi avverrà, come per i bandi precedenti, in modalità telematica, attraverso una procedura ‘valutativa a sportello’ articolata in tre fasi: 1. compilazione della domanda nella sezione ‘Servizi online’ del sito Inail dall’11 aprile 2019 fino alle ore 18 del 30 maggio 2019; 2. inoltro della domanda online nei giorni e orari di apertura dello sportello informatico (il cosiddetto ‘click day’), che saranno pubblicati sul sito dell’Istituto a partire dal 6 giugno 2019; 3. conferma della domanda online da parte delle imprese collocate in posizione utile per accedere al contributo, tramite l’invio della documentazione indicata nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto.

Il contributo sarà erogato in conto capitale e può coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto autorizzato, sulla base dei parametri e degli importi minimi e massimi specificati dal bando per ciascun asse di finanziamento. Per ottenere informazioni e assistenza è possibile contattare il contact center Inail al numero 06.6001, utilizzabile sia da rete fissa sia da rete mobile secondo il piano tariffario del proprio gestore telefonico.

 

Manovra e previdenza

SALVINI FA I CONTI ALLE PENSIONI

Matteo Salvini ha di nuovo fatto i conti alle pensioni: “Voglio smontare tutte le bufale che ho letto in questi giorni, rimettere a posto giornalisti e politici che hanno parlato di massacro, di povertà di tagli – ha annunciato il ministro dell’Interno e vicepremier in una diretta su Facebook -. Chi nel 2018 ha preso 800 euro di pensione prenderà 9 euro in più al mese; chi ne ha presi 1.000 ne prenderà 11 in più al mese; 1.200 euro al mese avrà un aumento di 13 euro; 1.500 al mese ne avrà 16,5 euro al mese, quindi nell’arco dell’anno sono circa 200 euro. E via via a salire: 1.700, aumento 18 euro al mese; 2.000 avrà aumento di 21 euro. Nessuno prenderà una lira di meno. Sfido i tg e i giornali a dimostrare che non è vero quello che ho detto”. Poi, tornando sul voto alla manovra che ha espresso di recente, un 7, Salvini ha aggiunto: “questo è un governo che fa e che li rende nervosi. Non facciamo miracoli, infatti ho messo sette e non dieci, quando mi hanno chiesto di dare un voto alla manovra economica, perché siamo solo all’inizio di un percorso positivo”.

Consulenti del lavoro

NEL 2018 600 MLN IN PIU’ PER TREDICESIME

Ammonta a 21,5 miliardi di euro, 600 milioni in più rispetto al 2017, il volume complessivo di tredicesime erogato quest’anno ai 14,7 milioni di dipendenti del settore privato extraagricolo, ad esclusione di apprendisti e dirigenti. A fornire questi numeri sono i consulenti del lavoro che, assistendo ogni giorno oltre un milione e mezzo di imprese e gestendo circa otto milioni di rapporti di lavoro, si trovano nel mese di dicembre a gestire anche i pagamenti delle tredicesime. L’aumento del volume 2018 della tredicesima mensilità aggiuntiva – spiegano i consulenti del lavoro – è determinato prevalentemente dall’effetto congiunto degli incrementi contrattuali (che mediamente, rispetto all’anno precedente, hanno fatto crescere le retribuzioni dell’1,6%) e da un incremento dei dipendenti privati di circa l’1,2%. L’importo medio della tredicesima erogata dai datori di lavoro ai lavoratori nel mese di dicembre sarà pari a 1.459 euro (24 euro in più rispetto al 2017), con un’ampia forbice fra operai e impiegati. I 6,1 milioni di operai avranno a disposizione una tredicesima pari a 1.267 euro, con un incremento di soli 9 euro rispetto al 2017, mentre gli 8,6 milioni di quadri e impiegati percepiranno 330 euro in più rispetto agli operai, con una tredicesima mensilità media pari a 1.597 euro (in aumento di 36 euro rispetto all’anno precedente). Analizzando poi il volume complessivo delle tredicesime per regione di residenza del lavoratore, si nota che in Lombardia si concentra il 21,2% del totale delle tredicesime del 2018. Un dato che si deve all’alto numero di occupati dipendenti e agli stipendi più alti della Regione rispetto alla media nazionale (circa 94 euro in più). A seguire la Regione Lazio (2,3 miliardi) e il Veneto (2 miliardi).

Carlo Pareto

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