martedì, 1 Dicembre, 2020

Pensioni, Uil al governo: “Ancora temi aperti”

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La proroga di Ape Sociale e Opzione Donna in attesa di superare la sperimentazione di Quota 100, che dal 2022 cesserà i suoi effetti. Il tema pensioni è stato al centro di un nuovo confronto tra governo e sindacati che si è svolto in mattinata tra la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

La finanziaria dovrà inglobare la conferma delle misure di accesso flessibile all’Inps in scadenza entro la fine dell’anno, ma al centro della discussione ci saranno anche altre tematiche collegate (come nel caso della previdenza integrativa).

Tra le misure più urgenti c’è da evitare la chiusura dell’APE sociale, che consente l’uscita anticipata dal posto di lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 20 anni di versamenti per le categorie di lavoratori in situazione di disagio indicate dal legislatore (disoccupati, disabili, caregiver e persone che hanno svolto le attività gravose o usuranti riconosciute). Secondo le ultime indiscrezioni, quest’ultime potrebbero allargarsi anche in favore di coloro che presentano rischi di salute per via dell’emergenza sanitaria e della diffusione del Coronavirus.

Ma tra i provvedimenti in attesa di una nuova conferma c’è anche l’opzione donna, che con la nuova manovra dovrebbe vedere l’arrivo di una nuova proroga della durata di almeno un anno. L’opzione consente alle lavoratrici di ottenere l’accesso alla pensione a partire dai 58 anni (59 anni se autonome) con almeno 35 anni di versamenti, accettando la penalizzazione del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

L’incontro di oggi è stato definito positivo dal segretario confederale della Uil Domenico Proietti per il quale però “rimangono alcuni temi, per noi decisivi, ancora aperti.
Il Ministro si è detto disponibile a prorogare l’Ape sociale, con l’inserimento dei lavoratori fragili e inabili alla mansione, e Opzione donna, ad equiparare il part time verticale a quello orizzontale ai fini previdenziali, a rendere esigibile il Fondo esattoriali e, semplificare il contratto di espansione per le aziende fino a 500 dipendenti e a prevedere un nuovo semestre di silenzio-assenso per i fondi pensione. La Uil ha ribadito, per l’Ape sociale, l’esigenza di varare misure che rivedano i codici Istat, i quali precludono l’accesso a molti lavoratori che, per tipologia di mansione ne avrebbero diritto, e che riducano il requisito contributivo richiesto per settori particolari come gli edili, gli agricoli ed i marittimi nei quali i limiti richiesti diventano escludenti.
Occorre poi mettere la parola fine alla vicenda degli esodati rispondendo alle attese dei lavoratori interessati. Per la Uil è necessario un intervento sulle pensioni in essere fortemente penalizzate in questi anni, attraverso l’estensione della 14esima per gli importi fino a 1.500 euro. La Uil si aspetta, su questi temi, una risposta positiva da parte del Governo che vada incontro alle esigenze dei lavoratori e dei pensionati”.

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