mercoledì, 12 Agosto, 2020

Pensioni, le ipotesi in campo per superare Quota 100

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Braccianti agricoli
ESTENSIONE DEI BENEFICI PER IL 2019
La circolare Inps del 27 dicembre 2019, n. 161, richiamando la legge 21 maggio 2019, n. 44, ha ampliato la platea dei destinatari del beneficio del “trascinamento delle giornate”, previsto dalla legge 23 luglio 1991, n. 223.
In base a questo principio, per i braccianti agricoli iscritti negli elenchi dei comuni colpiti da calamità eccezionali o avversità atmosferiche è possibile ottenere il riconoscimento, ai fini previdenziali e assistenziali, di un numero di giornate lavorative aggiuntive a quelle prestate, necessarie per raggiungere il numero di giornate effettivamente svolte nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici, presso gli stessi datori di lavoro.
Il beneficio è destinato ai lavoratori occupati a tempo determinato nel 2018 per almeno cinque giornate che ricadano in un’area dichiarata calamitata ai sensi dell’articolo 1, comma 1079, legge 27 dicembre 2006, n. 296.
La legge 44/2019 ha incluso, inoltre, i lavoratori agricoli ricadenti nelle zone colpite da calamità naturali di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile 15 novembre 2018, n. 558.
La circolare, infine, ha precisato che le aziende interessate dovranno trasmettere per via telematica la dichiarazione di calamità entro il 25 febbraio 2020.
Sempre restando sul settore agricoltura, con il messaggio dell’8 novembre 2019, n. 4099 l’Inps ha reso noto le istruzioni operative utili per fruire dell’incentivo per l’assunzione dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ai sensi della legge 28 marzo 2019, n. 26.
Con il messaggio del 20 dicembre 2019, n. 4791,invece, l’Istituto ha chiarito che i datori di lavoro che intendano avvalersi dell’incentivo, compresi quelli agricoli, dovranno rivolgersi alla struttura territoriale Inps di riferimento per il recupero dell’incentivo da aprile 2019 a ottobre 2019, mentre dal mese di novembre 2019 dovranno esporre il beneficio nelle relative denunce.

Pensioni
LE IPOTESI DI RIFORMA PER QUOTA 100
Il pensionamento con quota 100 che ha riscosso molto consenso tra i lavoratori che vogliono uscire prima della pensione di vecchiaia dal mondo del lavoro, ha una scadenza fissata: dopo il 31 dicembre 2021, infatti, la misura non potrà più essere utilizzata. Cosa succederà, quindi, nel 2022, quando rimarranno in vigore solamente le possibilità di pensionamento che richiedono molti anni di età o, in alternativa, un considerevole numero di contributi versati?
La quota 100, dal 2019 al 2021 permette il pensionamento con 62 anni di età unitamente ad almeno 38 anni di contributi corrisposti. Al termine della misura potrebbe crearsi, però, uno scalino non indifferente per il pensionamento: chi non raggiunge i requisiti anagrafici entro il 31 dicembre 2021, difatti, potrebbe trovarsi a dover continuare a lavorare anche 5 anni in più per accedere al pensionamento e il governo, entro la fine del 2020 dovrà prevedere una misura per evitarlo.
Secondo Alberto Brambilla, presidente del centro studi Itinerari Previdenziali, la quota 100 è stato un flop ed ora c’è bisogno di una misura strutturale, che duri nel tempo e che sia un’alternativa valida alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi e alla pensione di vecchiaia con 67 anni di età. L’idea di Brambilla sarebbe quella di portare la quota 100 alla sua naturale scadenza per poi tentare di mettere mano alla revisione del sistema previdenziale italiano una volta per tutte. L’esperto di previdenza propone la sua riforma ideale: una misura che richieda 64 anni di età unitamente a 36/38 anni di contributi con ricalcolo interamente contributivo. Il ricalcolo abbasserebbe sensibilmente l’assegno pensionistico, ma di contro lascerebbe la scelta di un’uscita anticipata per chi non è nella possibilità di raggiungere l’anticipata ordinaria. Insieme a tale misura propone in parallelo il blocco dell’aspettativa di vita stoppata per sempre per la pensione anticipata che richiederebbe 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne per sempre. Senza dimenticare, inoltre, la cosiddetta Pensione di garanzia di 630 euro per gli attuali giovani che riescono a maturare almeno 30 anni di contributi. Oltre al trattamento di casi di usuranti e gravosi con gli esuberi.
Anche Leonardi, Prima consigliere dei governi Renzi e Gentiloni, ora consigliere del ministro Gualtieri, dice la sua in proposito chiedendo sicurezza per gli italiani grazie ad una riforma strutturale. Oltre al restyling di quota 100 (anche lui opta per un 64 +36) propone un rafforzamento dell’Ape sociale che permetta il pensionamento “a tutto il lavoro manuale, ai disoccupati espulsi dal lavoro in tarda età, ai disabili e assistenti di parenti non autosufficienti”. A quel punto, i lavoratori più fragili potrebbero uscire a 63 anni con 30 o 36 anni di contributi, a seconda dei casi. “Dobbiamo ripartire laddove M5S e Lega si fermarono nel 2018: la commissione sui lavori gravosi”.

Per l’inclusione sociale delle fasce più deboli della popolazione
POVERTA’: ACCORDO INPS – SANT’EGIDIO
Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, hanno recentemente firmato un accordo che ha l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale, la formazione e l’assistenza alle fasce più deboli della popolazione. L’intesa prevede la collaborazione tra “Inps per tutti” e il progetto sperimentale di Sant’Egidio “Roma per tutti”, con la creazione, nella zona Est della Capitale, di un centro di integrazione per facilitare l’erogazione dei servizi di base e il loro accesso alle persone in condizioni di fragilità e a tutti i cittadini che rischiano di restarne esclusi. L’auspicio è quello di istituire in futuro nuovi “punti territoriali” all’interno dei grandi centri urbani nell’intero territorio nazionale. Per il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, si tratta di “un progetto importante perché contribuisce ad intercettare chi ha bisogno ma, a causa delle sue condizioni di vita, non riesce a godere pienamente dei suoi diritti”. “L’accordo – ha commentato il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo -risponde alle domande di chi vive ai margini e bisogna andare a cercare nei luoghi più difficili delle nostre città, una sinergia positiva al servizio di tanti poveri con i quali siamo in contatto tutti i giorni”.

Per 8 professionisti su 10
2020 ANNO GIUSTO PER CAMBIARE LAVORO
Il 2020 sembra essere l’anno giusto per cercare un nuovo lavoro. È quanto emerge da un recente sondaggio, di cui ha dato notizia l’Adnkronos, svolto da Hays, azienda leader nel recruitment specializzato, che ha coinvolto oltre 5.500 professionisti provenienti da 150 Paesi. L’80% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di voler cercare un nuovo impiego il prossimo anno. I motivi? Il 40% ha affermato di ritenere i tempi maturi per cambiare ruolo e progredire nella propria carriera; il 22%, invece, ha lamentato una mancanza di formazione e crescita professionale; infine, il 13% ha dichiarato di essere insoddisfatto della propria retribuzione e dei benefit corrisposti dall’azienda.
I professionisti, invece, che hanno risposto di non essere attivamente alla ricerca di un nuovo impiego (11%), hanno affermato che potrebbero convincersi a cambiare lavoro nel caso in cui venissero offerti loro stipendio e gratificazioni migliori (32%); se il ruolo futuro prevedesse maggiori stimoli e mansioni diversificate (23%); e se fossero disponibili opportunità di training e progressione di carriera più allettanti (22%). Le risposte sono state raccolte attraverso un sondaggio online condotto sul blog di Hays, Viewpoint, tra il 1° novembre e il 2 dicembre 2019.
“I risultati del nostro sondaggio mostrano chiaramente che moltissimi professionisti ritengono il 2020 l’anno decisivo per dare una svolta alla propria carriera”, ha dichiarato Carlos Manuel Soave, Managing Director Hays Italia. “L’importante – ha sottolineato – è che coloro che si attivano per cercare una nuova opportunità professionale abbiano ben chiaro cosa desiderano dalla futura posizione lavorativa e che non si buttino a capofitto sulla prima vacancy disponibile. Inoltre, è fondamentale prepararsi adeguatamente per la ricerca, aggiornando il curriculum vitae e i profili social, rendendoli il più possibile appealing per i recruiter”.
E per coloro che si apprestano a cercare lavoro con l’arrivo dell’anno nuovo, ecco i consigli degli esperti Hays.
– Sei mosso dalle giuste motivazioni? Le ragioni per cui si sceglie di cambiare impiego sono importanti. Se si è persa completamente la passione per il proprio lavoro e si trascorre la maggior parte della giornata guardando l’orologio in attesa di andare a casa, allora è davvero arrivato il momento di una svolta. Se, invece, è solamente una questione di mancanza di stimoli nel proprio ruolo, ma l’azienda offre ancora numerose opportunità di crescita, è bene considerare prima di tutto la possibilità di un ricollocamento interno.
– Cosa desideri dal tuo prossimo lavoro? Prima di attivarsi nella ricerca, è fondamentale chiedersi quale sarebbe il proprio lavoro ideale in termini di mansione, potenziale percorso di crescita, dimensione dell’azienda, cultura organizzativa e settore.
– Hai aggiornato il curriculum vitae e i profili social? Prima di candidarsi per qualsiasi posizione, è bene assicurarsi di aver aggiornato il proprio cv e i propri profili social, aggiungendo tutte le skill acquisite, le esperienze, gli eventuali riconoscimenti ottenuti e i percorsi di formazione svolti. È fondamentale prestare particolare attenzione alla struttura del curriculum, che deve essere in linea con gli ultimi trend del mondo della selezione, fortemente influenzata dagli sviluppi della tecnologia digitale. Per rendere il cv più facilmente selezionabile da chi si occupa di reclutamento, gli esperti Hays consigliano di selezionare le parole chiave più pertinenti, utilizzare ruoli professionali ben riconoscibili, mettere bene in evidenza competenze e obiettivi raggiunti, aggiungere sempre una breve descrizione personale e usare, di volta in volta, il giusto formato di file (Word o Pdf) a seconda di ciò che viene richiesto sul sito dell’azienda per cui si vuole applicare.
– Sei pronto per il colloquio? Durante le interviste è importante saper collegare le proprie competenze ed esperienze con quelle richieste nella job description. È fondamentale, difatti, specificare come la propria attuale occupazione ci renda il candidato ideale per ricoprire il ruolo per cui si sta facendo domanda.
– Sii motivato. È importante mantenere alto il morale durante la ricerca di lavoro, anche se non si ottiene un colloquio per il posto desiderato. Non tutte le candidature andranno a buon fine, ma è fondamentale non arrendersi. Infine, dopo una sessione di ricerca di lavoro particolarmente produttiva, concedersi qualche piccola gratificazione aiuta a rimanere motivati.

Carlo Pareto

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