martedì, 20 Ottobre, 2020

Pensioni, Opzione donna e Ape sociale prorogati fino al 2021

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Pensioni
PROROGATI FINO AL 2021 OPZIONE DONNA E APE SOCIALE
Mentre continua a farsi strada l’idea di una quota 102 che sostituisca Quota 100 e si studiano nuovi meccanismi di uscita anticipata, il governo ha deciso di prorogare al 2021 due percorsi pensionistici che interessano particolari categorie di lavoratori e cioè quelli relativi all’Ape sociale e all’Opzione donna.
Ape sociale
L’Ape sociale è una misura sperimentale che consente di anticipare la quiescenza, senza alcun onere economico, a specifiche categorie di lavoratori che abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età. La sperimentazione, la cui durata era stata al principio fissata fino al 31 dicembre 2018 (con possibilità di differimento per l’anno successivo), è stata prorogata dapprima anche per il 2019 e, quindi, a seguito della Legge di Bilancio per il 2020, anche per l’anno in corso.
L’Ape Sociale permette a categorie di lavoratori ritenuti a rischio (come disoccupati, caregiver, invalidi al 74%, addetti a mansioni gravose) di andare a riposo a 63 anni con 30 anni o 36 anni di contribuzione.
Il predetto trattamento anticipato si concretizza in un sussidio di accompagnamento alla pensione, entro un tetto di 1.500 euro lordi (circa 1.200 euro netti), corrisposto per 12 mensilità e non rivalutabile in base dall’inflazione. Il sussidio è interamente a carico dello Stato: non si tratta quindi di una prestazione previdenziale vera e propria, ma piuttosto di un aiuto economico elargito unicamente a soggetti in particolare stato di bisogno.
Opzione donna
L’Opzione donna è riservata alle lavoratrici che hanno perfezionato 35 anni di contributi, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione o prestazioni equivalenti, e hanno un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).
Le lavoratrici che hanno i requisiti per poter essere ammessi all’opzione donna ottengono la pensione di anzianità a partire dai 12 o dai 18 mesi successivi alla data di maturazione degli stessi, a seconda che si tratti di dipendenti o di autonome.
Ampliamento Ape sociale
È allo studio un allargamento dell’Ape sociale per includere altre categorie, come hanno chiesto le organizzazioni sindacali: “Negli incontri precedenti – ha infatti spiegato Domenico Proietti, segretario confederale Uil, – abbiamo illustrato al governo tutte le nostre proposte, tra cui la proroga dell’ampiamento della platea delle categorie dell’Ape sociale, la proroga di Opzione Donna, il completamento della salvaguardia degli esodati, il rafforzamento della quattordicesima e la promozione delle adesioni ai fondi pensione”.
Pensione di garanzia giovani
Altro tema sponsorizzato dai sindacati è quello del sostegno ai giovani con la creazione di una pensione di garanzia in grado di attenuare l’impatto relativo ai salari bassi, alle carriere discontinue e alla disoccupazione.
L’obiettivo della pensione di garanzia giovani è quello di garantire anche a chi è entrato nel mondo del lavoro dopo il 1996 (quando è stato introdotto il sistema contributivo per tutti) un assegno previdenziale che non sia calcolato soltanto sui contributi effettivamente versati ma anche su una contribuzione figurativa per i periodi discontinui e di formazione, oltre ai periodi di disoccupazione involontaria.

 

Pensioni Inps
IL CALENDARIO DEI PAGAMENTI DI OTTOBRE
L’Inps ha reso note le date dell’anticipo per il pagamento delle pensioni di ottobre, secondo le direttive dall’ordinanza del capo Dipartimento della Protezione civile.
L’accordo stipulato tra Inps e governo è stato pensato già dal mese di aprile, per non concentrare il pagamento delle pensioni da parte di Poste italiane in un’unica data, in modo da evitare assembramenti durante l’emergenza Covid-19.
Secondo il provvedimento le pensioni anticipate saranno corrisposte fino alla fine dello stato di emergenza, stabilito per il 15 ottobre.
Come è successo per i mesi precedenti, dunque, anche il pagamento delle pensioni di ottobre, si svolgerà in anticipo, a partire dal 25 settembre: come si legge nel messaggio Inps n. 3127: “in considerazione del permanere dell’emergenza Covid e della necessità di evitare gli assembramenti per evitare il rischio di contagio da Coronavirus, si procede ancora per questo mese con la modalità scaglionata per il ritiro presso gli sportelli degli uffici postali”. La turnazione è stata definita in base alle norme anti-Covid vigenti, secondo lo stato d’emergenza che è stato prorogato, come detto, fino al 15 ottobre 2020.
Date e modalità
A partire dal 25 settembre 2020, sarà possibile richiedere il pagamento delle pensioni in anticipo. Sarà altresì possibile richiedere l’ accredito da remoto per chi ha un libretto di Risparmio, un conto BancoPosta e una Postepay Evolution. Chi possiede carta Postamat, carta Risparmio e Postepay Evolution potrà prelevare direttamente in contanti dagli sportelli automatici di Postamat.
Chi invece non ha altro modo di ricevere l’assegno previdenziale se non recandosi all’Ufficio postale, deve seguire il consueto calendario e rispettare la turnazione in ordine alfabetico secondo il proprio cognome. Si inizia, come detto, venerdì 25 settembre per terminare giovedì 1° ottobre. Ricordiamo che la pensione in contanti resta disponibile per 60 giorni, a partire dal primo “giorno bancabile” del mese di riferimento. Dunque, la si potrà riscuotere fino al 28 novembre 2020.
Il calendario
Al fine di evitare assembramenti all’interno degli uffici postali e tutelare la salute e la sicurezza di lavoratori e clienti, per il ritiro delle pensioni si dovrà seguire l’ordine alfabetico. Il ritiro del pagamento delle pensioni partirà il 25 settembre 2020 e si suddividerà – secondo le predisposizioni dell’Inps – nel seguente modo:
Cognomi dalla A alla B: 25 settembre;
Cognomi dalla C alla D: 26 settembre;
Cognomi dalla E alla K: 28 settembre;
Cognomi dalla L alla O: 29 settembre;
Cognomi dalla P alla R: 30 settembre;
Cognomi dalla S alla Z: 1° ottobre.
Coloro i quali avessero difficoltà a recarsi alle Poste nel giorno prestabilito, potranno farlo ad esaurimento del calendario, quindi a partire dal 2 ottobre.
Sarà, invece, possibile ritirare la propria pensione in banca esclusivamente a partire dal 1° ottobre 2020.
Possibile delegare i Carabinieri alla riscossione della pensione
I cittadini di età pari o superiore a 75 anni che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione possono rivolgersi ai carabinieri, affidando loro una delega gratuita per il ritiro dell’assegno previdenziale e la consegna a casa. Per richiedere il servizio è necessario chiamare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o la più vicina Stazione dei Carabinieri.

 

Osservatorio Rdc, Rem e Pensione di cittadinanza
INPS: I DATI DI SETTEMBRE 2020
È stato di recente pubblicato dall’Inps l’Osservatorio su Reddito e pensione di cittadinanza con i dati, aggiornati all’8 settembre 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e pensione di cittadinanza e Reddito di inclusione, tra aprile 2019 e agosto 2020, e di Reddito di emergenza (Rem), tra maggio e agosto 2020.
Alla data dell’8 settembre, 2.110.172 di nuclei hanno presentato una istanza di Reddito/Pensione di cittadinanza all’Inps: 1.464.835 domande sono state accolte, 101.052 sono in lavorazione e 544.285 sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi, 160.576 nuclei sono decaduti dal diritto.
Le regioni del sud e delle isole, con 1.174.469 nuclei (55,7%), detengono il primato delle domande pervenute, seguite dalle regioni del Nord, con 587.502 nuclei (27,8%), e da quelle del Centro con 348.201 nuclei (16,5%).
Al 31 luglio 2020, risultano 599.940 nuclei richiedenti il Reddito di emergenza: 285.234 sono le domande accolte, 300.619 sono state respinte e 14.087 domande sono in lavorazione.
La distribuzione geografica delle richieste pervenute rispecchia quella già osservata per il Reddito di Cittadinanza: maggiore concentrazione nelle regioni del sud e delle isole (45,8%), a seguire le regioni del Nord (33,8%) e infine quelle del Centro (20,4%).
È possibile – ricorda l’istituto – consultare i dati relativi ai nuclei beneficiari del Reddito/Pensione di Cittadinanza e Reddito di Inclusione, alle persone coinvolte e all’importo medio del beneficio attraverso l’Osservatorio statistico navigabile. I dati, ottenuti attraverso la selezione personalizzata, sono esportabili anche in formato excel.
Nella sezione “Dati cartacei” vengono in aggiunta forniti i dati dall’istituzione della prestazione fino al momento della rilevazione. Sempre nella sezione “Dati navigabili”, inoltre, vengono forniti i dati per anno di competenza della prestazione.

 

Carlo Pareto

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