sabato, 16 Febbraio, 2019

Pensioni. Quota 100, ecco cosa occorre per accedervi

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Pensioni Inps

QUOTA 100: COSA OCCORRE PER ACCEDERVI

Con la firma del presidente Mattarella al decreto legge che, di fatto, introduce il Reddito di cittadinanza e Quota 100 per la pensione, il provvedimento è ufficialmente entrato in vigore.

E’ diventato quindi possibile presentare la domanda online o direttamente, se si è muniti del pin dell’Istituto, o attraverso il call center o ai patronati e agli altri “soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio”.

Come fare – Il cittadino in possesso delle credenziali di accesso (il Pin rilasciato dall’Inps, lo Spid o la Carta nazionale dei servizi) – spiega l’Ente di previdenza – può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione che si trova disponibile fra i servizi on line, sul sito inps.it, nella sezione “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Ecocert, Ape Sociale e Beneficio precoci”. L’istanza può essere inviata anche per il tramite dei Patronati e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle richieste di servizio all’Inps ovvero, in alternativa, può essere inoltrata utilizzando i servizi del Contact center.

Requisiti per quota 100 – Per andare in pensione all’età di 62 anni, anticipando così di cinque anni, bisogna aver perfezionato 38 anni di contribuzione. Potrebbe essere molto difficile averli, soprattutto per coloro che hanno iniziato a lavorare ad età più avanzata (ad esempio dopo aver terminato un ciclo di studi universitario) o che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua. In realtà per “contributi utili” si intende la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo in favore dell’interessato come peraltro espressamente specificato nel decreto stesso.

Chi risulta iscritto a due gestioni previdenziali Inps, inoltre, può cumulare gratuitamente i contributi accreditati per raggiungere i 38 anni di contribuzione richiesta. Lo stesso non vale per chi è iscritto anche a una cassa professionale. In tal caso l’unico modo per riunificare i contributi è quello della ricongiunzione, che però è a titolo oneroso per l’interessato.

Per quanto attiene i contributi figurativi, ossia quelli corrisposti dall’Inps senza alcun onere per l’interessato nei periodi in cui questo non ha potuto svolgere la normale attività lavorativa (come durante il congedo di maternità), dovrebbe continuare a valere quanto stabilito dalla Legge 153/1969 secondo la quale – solo nel caso dei dipendenti privati – ai fini del conseguimento del titolo alla pensione, almeno 35 anni di contribuzione deve essere raggiunta al netto dei contributi accreditati durante la malattia o la disoccupazione ordinaria.

Tolto questo limite, quindi, per Quota 100 varranno i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto o volontari. Giova evidenziare però che per i beneficiari di Quota 100 non si applica quanto prefigurato dalla nuova pace contributiva e dal riscatto agevolato della laurea il primo, infatti, è riservato a coloro che non hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, mentre nel secondo caso soltanto gli under 45 possono accedere al riscatto agevolato della laurea. In entrambe le situazioni, quindi, sono esclusi – seppur non dichiaratamente – i beneficiari di questa nuova opzione per il pensionamento anticipato.

Circolare Inps

PENSIONE QUOTA 100 PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA

Vediamo per la pensione anticipata Quota 100 nel comparto scuola, cosa prevede al riguardo la circolare Inps e quando, in particolare, fare domanda se si maturano i requisiti al 31 dicembre 2019.

Quota 100: cosa prevede per il comparto scuola
La pensione quota 100  ha una durata di tre anni dal 2019 al 2021. La circolare n. 11 del 29 gennaio 2019, stabilisce che:

“nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, con un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e con un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni tra quelle indicate dalla norma e amministrate dall’Inps, si può conseguire il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorso il periodo previsto per l’apertura della c.d. finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.”

Inoltre, viene indicato che per il personale del comparto Scuola ed Afam, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

L’articolo 59, comma 9, della legge 449 del 27/12/97 prevede che: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno.”

Quindi, stando a quanto disposto dall’articolo 59, si può fare domanda di pensionamento per quota 100 entro il 28 febbraio 2019.

Le novità

PRONTO IL NUOVO 730

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate i modelli 2019 delle dichiarazioni 730, Certificazione unica, Iva, Iva 74 bis, 770, e Cupe, con le relative istruzioni. L’Agenzia delle Entrate segnala che sono diverse le novità.

Nel 730, ad esempio, fa il suo ingresso la detrazione per le spese per l’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico, mentre nel modello Iva trovano spazio le ultime disposizioni in materia di Gruppo Iva. La Certificazione unica, inoltre, apre al credito Inps relativo all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (cd Ape).

Nel Modello 730 del 2019 entrano anche le detrazioni per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo. Inoltre, trovano spazio le nuove riduzioni d’imposta per gli strumenti e gli ausili in caso di disturbi dell’apprendimento, per la sistemazione a verde di aree private e per gli interventi su parti comuni condominiali volti sia al risparmio energetico sia alla riduzione del rischio sismico.

L’Agenzia ricorda che per fruire delle agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio che comportano un risparmio energetico è necessario comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus).

Modello Iva/2019: Novità anche per i contribuenti Iva. Nel modello è stato inserito il rigo VA16 per i soggetti che dal 1° gennaio 2019 parteciperanno a un Gruppo Iva (artt. 70-bis e seguenti del Dpr n. 633/1972). I contribuenti interessati dovranno barrare la casella per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente l’ingresso nel Gruppo. È stato inoltre inserito il campo 2 del rigo VX2, per indicare la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti Iva effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo dal 1° gennaio 2019. Infine, nel rigo VO34, è stata inserita la casella 3 per i contribuenti che nel corso del 2015 avevano optato per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio previsto dal Dl n. 98/2011, e che dal 2018 hanno revocato la scelta accedendo al regime forfetario della legge n. 190 del 2014.

Certificazione Unica: nella Certificazione unica 2019 vengono inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’Inps a fronte del pagamento degli interessi e del premio sul rischio di premorienza maturati sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. Ape) previsto dalla legge n. 232/2016. Nel modello è stata inoltre introdotta una nuova sezione per individuare alcune tipologie reddituali per le quali è previsto un inquadramento fiscale diverso rispetto a quello previdenziale.

Modello 770 e Cupe: Disponibili da oggi anche il modello 770/2019 e lo schema di Certificazione degli utili e dei proventi equiparati, con le relative istruzioni. Tra le principali modifiche l’equiparazione del trattamento fiscale delle partecipazioni di natura qualificata a quelle di natura non qualificata con riferimento ai redditi di capitale percepiti dal 1° gennaio 2018 dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. È stato, inoltre, previsto un nuovo prospetto

per gestire il regime fiscale dei proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme peer to peer lending) e per i prestiti finalizzati al finanziamento ed al sostegno di attività di interesse generale (Social Lending).

Carlo Pareto

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