martedì, 7 Luglio, 2020

Pensioni, rinviata a 8 giugno scadenza modello RED. Reddito di Emergenza, come fare domanda

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BREVE GUIDA ALLA LETTURA DEL CEDOLINO DI GIUGNO

Chi, in questi giorni, ha avuto modo di ritirare la propria pensione dall’ufficio postale (seguendo il nuovo calendario di pagamento dei trattamenti previdenziali) potrebbe aver avuto una sorpresa poco gradita. E’ molto probabile, infatti, che la rata di giugno sia inferiore a quella dei mesi precedenti, anche di diverse decine di euro.
Per comprendere come mai l’assegno di giugno potrebbe essere più basso degli altri mesi è sufficiente leggere il cedolino della pensione di giugno 2020, che l’Inps ha pubblicato nella propria intranet già nei giorni scorsi. Nell’informativa, come già anticipato dallo stesso Istituto di previdenza, è possibile scoprire tutte le voci che compongono la propria prestazione pensionistica: assegno lordo, ritenute varie e accrediti. In pratica, esattamente come accade con la busta paga che il datore di lavoro consegna ogni mese ai propri dipendenti, il cedolino pensionistico dà modo di conoscere tutto sulla propria pensione mensile.
I debiti fiscali
Come spiegato anche dall’Ente di Previdenza sul portale ufficiale, la ragione principale degli scostamenti del rateo di giugno dovrebbe soprattutto dipendere dai debiti di natura fiscale dei pensionati. Nel mese di giugno, difatti, iniziano ad essere addebitati eventuali conguagli fiscali derivanti dal ricalcolo della base imponibile delle prestazioni erogate nell’anno precedente. Nel caso in cui dovesse risultare un “debito fiscale”, l’Erario detrarrà quella somma dall’ammontare della pensione di giugno.
Per i titolari di rendite previdenziali con importo annuo lordo complessivo inferiore ai 18 mila euro e con un debito fiscale superiore ai 100 euro, le trattenute vengono divise in sei rate mensili di pari importo. Con una esposizione debitoria di 120 euro, ad esempio, il pensionato subisce una trattenuta di 20 euro al mese per i sei ratei successivi.
Trattenute Irpef e addizionali
I debiti di natura fiscale potrebbero non essere le uniche voci a intaccare, in maniera negativa, l’assegno pensionistico di giugno 2020. Tra le trattenute operate potrebbe comparire anche una maggiore tassazione Irpef, dovuta proprio al ricalcolo dell’importo imponibile dell’anno precedente.
Le aliquote fiscali della pensione sono cinque (al di sotto dei 15.000 euro, tra 15.001 e 28.000 euro, tra 28.001 e 55.000 euro, tra 55.001 e 75.000 euro, al di sopra dei 75.000 euro) e, nel caso la base imponibile dovesse aumentare, salgono ovviamente anche le trattenute Irpef.
A giugno, infine, vengono addebitate le varie rate delle addizionali regionali (acconto e saldo) e comunali. Che, come è agevole intuire, potrebbero variare in relazione alla base imponibile del pensionato.

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RINVIATA ALL’8 GIUGNO IL TERMINE DI PRESENTAZIONE DEL MODELLO RED

I pensionati che devono presentare il modello Red hanno un poco più di tempo: il termine per l’invio è slittato di nuovo, la scadenza fissata ogni anno per l’ultimo giorno del mese di febbraio e poi rinviata già due volte quest’anno a causa del coronavirus è stata ulteriormente prorogata all’otto giugno 2020. Lo ha di recente comunicato l’Inps nel messaggio n. 2232/2020. Il differimento si è reso necessario, si legge nel messaggio, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria nazionale per coronavirus.
Modello Red
I titolari di prestazioni collegate al reddito erogate dall’Inps hanno per legge l’obbligo, a pena di revoca della prestazione, di comunicare all’Istituto la situazione reddituale che incide sul diritto o sulla misura della prestazione stessa. Ogni anno, quindi, l’Inps lancia le campagne Red con lo scopo di acquisire i redditi rilevanti con riferimento ai percettori di determinati trattamenti assistenziali e previdenziali il cui diritto o la misura degli stessi dipenda dai redditi del beneficiario e dei propri familiari che non sono già noti all’Istituto di previdenza tramite il casellario generale dei pensionati o le dichiarazioni reddituali all’amministrazione fiscale.
Si tratta, in particolare, dell’integrazione della pensione al trattamento minimo, delle maggiorazioni sociali, dei trattamenti di famiglia, delle pensioni ai superstiti, della somma aggiuntiva per pensioni basse (“quattordicesima”) e delle prestazioni erogate nei confronti dei minorati civili con meno di 65 anni.
Attualmente sono attive: la campagna Red e Inv Civ 2019 e la campagna Red e Inv Civ 2018 (in pratica i soggetti sollecitati che non hanno adempiuto all’obbligo).
I termini di scadenza per tali dichiarazioni erano originariamente fissati al 29 febbraio 2020 (poi prorogato al 31 marzo 2020 e successivamente ancora al 18 maggio 2020).
I soggetti tenuti alla comunicazione reddituale
L’Inps specifica chi sono i soggetti che dovranno dichiarare se e quali redditi hanno incassato durante il periodo in cui hanno percepito anche la pensione. In particolare si tratta di:
pensionati che negli anni precedenti a quello oggetto di verifica non hanno avuto altri redditi oltre a quello da pensione (propri e, se previsto, dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente;
i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all’amministrazione finanziaria tutti i redditi influenti sulle prestazioni, perché non devono essere denunciati all’Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).
coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e in possesso di redditi ulteriori a quelli da pensione. Per esempio coloro che hanno un reddito da pensione e un reddito da abitazione principale;
i titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti ai fini previdenziali e che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all’Agenzia delle Entrate (modelli 730 o Redditi PF), come per esempio, i redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati e lavoro autonomo, anche occasionale.
Chi non deve presentare il modello Red
Non devono presentare all’Inps la dichiarazione reddituale i pensionati residenti in Italia beneficiari delle prestazioni collegate al reddito che abbiano già dichiarato all’Agenzia delle Entrate (tramite modello 730 o Redditi PF) integralmente tutti i redditi (propri e se previsto dei familiari) che rilevano sulle prestazioni collegate al reddito in godimento. Sarà infatti l’Istituto ad acquisire le informazioni reddituali rilevanti per le prestazioni collegate al reddito direttamente dall’Agenzia delle Entrate o da altre banche dati delle pubbliche amministrazioni.
Modello Red, e modalità di presentazione
Al riguardo, si ricorda, soprattutto per coloro che non possono farlo online direttamente dal sito Inps, che in alternativa al canale telematico, la dichiarazione reddituale potrà essere presentata direttamente agli sportelli territoriali Inps, prendendo contatti con il Contact Center Inps al numero verde 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile), oppure rivolgendosi ai Caf che svolgeranno la pratica gratuitamente fornendo anche adeguata assistenza sulla compilazione del modello.
I redditi andranno dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali per il lavoro autonomo e per quelli derivanti da reddito d’impresa. Per chi omette o si dimentica di trasmettere il modello Red è prevista una sanzione pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione reddituale.

Reddito di emergenza
COME FARE LA DOMANDA

È attivo dal 22 maggio scorso il servizio per la presentazione delle domande di reddito di emergenza, misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica.
Dopo aver effettuato l’autenticazione al servizio, sul sito Inps sono consultabili i manuali che forniscono le indicazioni per la corretta compilazione della richiesta. A breve sarà disponibile la circolare esplicativa, con le indicazioni di dettaglio relative alla disciplina della misura straordinaria messa in campo dal governo nel decreto Rilancio per le famiglie in condizioni di difficoltà economica, rese ancora più vulnerabili dalla pandemia di coronavirus.
Come fare la richiesta all’Inps
Per ottenere il Reddito di emergenza è necessario inviare entro la fine di giugno la domanda all’Inps, l’ente che eroga il sussidio (e che ha pubblicato i modelli per le richieste). È possibile presentare la richiesta anche nei Caf e negli istituti di patronato, con cui Inps e ministero del Lavoro stanno aggiornando le convenzioni. Per l’inoltro delle istanze ci sono 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore del decreto.
A chi compete il Rem
Il sussidio spetterà per il mese di maggio a quei nuclei familiari economicamente vulnerabili che hanno subito maggiormente l’impatto della crisi per l’emergenza coronavirus. E che non hanno accesso ad altre misure di sostegno, come il Reddito di cittadinanza o la Naspi.
Si prevede quindi che ne facciano ricorso per il beneficio lavoratori in nero, che non sono quindi stati coperti dagli ammortizzatori sociali durante il lockdown, e disoccupati che hanno esaurito il diritto alla Naspi. Viene invece negato l’accesso alla misura a chi ha ricevuto il bonus di 600 euro destinato ai lavoratori autonomi, a chi percepisce la pensione, e a chi si trova in stato detentivo.
L’importo del Rem
Il sussidio sarà corrisposto in due diverse quote che potranno andare dai 400 agli 800 euro, arrivando fino a un massimo di 840 euro per quelle famiglie in cui sono presenti componenti in condizioni di grave disabilità e non autosufficienti. Per poter essere ammessi a fruire del trattamento economico il nucleo familiare deve avere un Isee non superiore ai 15mila euro. Sono esclusi i beneficiari di Reddito di cittadinanza e i pensionati, mentre le giacenze da patrimonio finanziario non devono superare i 10mila euro per un single (ma il limite è rimodulato in base al numero di figli e alla presenza di persone disabili). Il valore del reddito familiare ad aprile dovrà essere più basso di 400 euro.

Carlo Pareto

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