lunedì, 18 Novembre, 2019

Per i Rom un Casal bruciato?

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Una famiglia di Rom, in base alle graduatorie, ha dunque legittimamente preso possesso di una abitazione del Comune di Roma, in un quartiere della periferia romana chiamato Casal bruciato. In un altra fase nessuno avrebbe contestato questa naturale decisione. Invece, su iniziativa di Casa Pound, ma anche su pressione di gruppi di cittadini, si è levato un coro di proteste culminate in minacce alla sindaca Raggi e alla famiglia di origine bosniaca. Mentre esprimiamo solidarietà al sindaco di Roma, che si é limitato ad applicare la legge, restiamo sconvolti di fronte a tanta insofferenza. Vero é che le periferie sono state spesso abbandonate e si trovano in condizioni degradate e spesso senza servizi adeguati e con evidenti problemi di sicurezza. Ma che c’entra tutto questo coi diritti di una famiglia a cui, seguendo le normative vigenti, si assegna una abitazione? Inaccettabile davvero questo atteggiamento discriminatorio e razzista. Ma non si è sempre sostenuto che i rom non devono sostare nei campi, ma abitare in case? E quando gliene viene assegnata una scoppia il putiferio giustificato, in polemica con la Raggi, dal suo amico o ex amico Di Maio? Se una famiglia deve essere discriminata in base alla razza e se non la si vuole nei campi e nella case non resta che il Casal bruciato. Orrore.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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