martedì, 29 Settembre, 2020

Per il 25 tutti in strada, ma la destra dà forfait

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Migliaia di manifestanti, una siepe infinita di bandiere tricolore e arcobaleni, simbolo della pace, sventolati a grappoli. La Capitale si risveglia al ritmo dei cori festanti e orgogliosi del corteo organizzato dall’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi) per celebrare l’anniversario della Liberazione. La manifestazione è partita alle 10 di questa mattina dall’Arco di Travertino, vicino al Colosseo e arriverà, dopo aver percorso viale Aventino, a Porta San Paolo, luogo-simbolo della Resistenza romana. Il serpentone di manifestanti, che alla testa ha proprio il comitato regionale dell’Anpi, è variegatissimo: non mancano bandiere con falce e martello, vessilli dello Stato ebraico, striscioni di Sel e Pd.

ALESSANDRA, RESTO A CASA A FESTEGGIARE MIO NIPOTE – Mentre ogni tanto qualcuno grida “viva i partigiani”, a contornare il leit-motiv  “Bella ciao” c’è anche l’occasionale “Camerata al cimitero”. La tensione tra fazioni è genetica ma il riferimento più immediato è all’attacco polemico lanciato ieri dal deputato Pdl Alessandra Mussolini che, microfoni della Zanzara di Cruciani, ha polemizzato: «Il 25 Aprile? Non ho nulla da festeggiare. Domani è solo una giornata che spezza la settimana», ha contestato Mussolini, precisando che festeggerà piuttosto «San Marco, onomastico di mio nipote. C’è pure brutto tempo. È una giornata solita, di quelle che purtroppo ricorrono ogni anno». Sulle previsioni climatiche però c’è anche chi la pensa diversamente.

PIU’ BELLA LA GIORNATA SENZA GIANNI E RENATA – «Ci hanno appena comunicato che la presidente Polverini non interverrà al corteo per motivi istituzionali». L’annuncio è stato dato dal presidente dell’Anpi Roma, Vito Francesco Polcaro. «L’Anpi – dice Polcaro – ringrazia la presidente per il senso di responsabilità». Subito pronta la risposta al vetriolo di alcuni esponenti dei centri sociali presenti alla manifestazione: «La Polverini ha fatto bene a non venire – dicono alcuni partecipanti – non vogliamo fascisti al corteo e sul palco il 25 aprile. Se fosse venuta, sicuramente sarebbe stata contestata».

QUEST’ANNO NIENTE UOVA MARCE PER LA POLVERINI – E’ facile pensare che la Polverini tema che si ripeta la “calorosa” accoglienza riservatale lo scorso anno nella medesica occasione: i manifestanti, al suono delle sue parole commemorative e poco convincenti, cominciarono a  bersagliarla con uova marce.Intanto all’interno del corteo spuntano i primi cartelli polemici, sventagliati con forza da quanti ritengono che gli “illustri assenti” (tra i quali risulta anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti) avrebbero fatto bene a non farsi vedere. «Senza Gianni e Renata è più bella la giornata» fa bella mostra di sé alla testa del corteo, da dove poi sono partiti anche slogan-insulto più che eloquenti all’indirizzo di Alemanno e Polverini.

NAPOLITANO, 25 APRILE NON DIVIDA – Il 25 aprile «è la festa di tutto il popolo e la nazione italiana. Nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile». È quanto ha dichiarato ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, aprendo le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione.

MONTI, RESISTENZA PILASTRO DELLA DEMOCRAZIA – Il primo ministro Monti, accompagnato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dai due presidente delle Camere Schifani e Fini, ha visitato oggi il Museo storico della Liberazione di via Tasso, a Roma. A margine della visita, il premier ha promesso che «riusciremo a superare le difficoltà economiche e sociali se tutti, forze politiche, economiche, sociali e produttive, lavoreremo nell’interesse del Paese e del bene comune». La Resistenza è oggi per Monti il simbolo della sofferenza e di come il Paese sia già riuscito a rialzare la testa dopo periodi difficili. «La Resistenza – ha aggiunto il premier – è, con il Risorgimento, uno dei pilastri su cui sono fondate la nostra democrazia e nostra libertà, beni inalienabili dell’individuo. La visita di queste stanze è stata per me commovente: su queste pareti – conclude Monti – è testimoniata l’esperienza di chi ha sofferto per il Paese che ci richiama al fatto che il 25 Aprile è la Festa di Liberazione di tutti gli italiani».


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