mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Per il NYT non c’è angolo d’Italia immune dal crimine

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Italia-NYT-criminallita“Non c’è angolo d’Italia immune dal crimine”. Lo scrive in prima pagina il New York Times nell’edizione internazionale in una corrispondenza da Roma. L’articolo parte dall’inchiesta che ha coinvolto la Capitale. Secondo il quotidiano, virtualmente, non c’è angolo dell’Italia che sia immune dall’infiltrazione criminale. “Perfino per un Paese in cui la corruzione è data per scontata nella vita quotidiana – osserva inoltre il quotidiano statunitense – le rivelazioni hanno sbalordito i cittadini”.

Un’inchiesta, quella sulla mafia a Roma, che “solleva nuove domande circa la capacità dell’Italia di riformasi e soddisfare le richieste di una responsabilità di bilancio fatte dai suoi partner dell’eurozona”.

L’autrice dell’articolo, Elisabetta Povoledo, non ha dubbi: “La diffusa e incontrollata corruzione di fondi pubblici rivelata dall’inchiesta è un’esempio della situazione che ha portato il debito pubblico dell’Italia ad uno dei livelli più alti in Italia”.

E ovviamente ora si corre ai ripari. Nel consiglio dei ministri di oggi, infatti, neanche farlo apposta, al primo posto dell’ordine del giorno vi è la giustizia. In particolare un disegno di legge anti-corruzione annunciato già mercoledì scorso dal premier Matteo Renzi. Le misure, stando a quanto anticipato dallo stesso presidente del Consiglio, dovrebbero prevedere l’innalzamento delle pene ai corrotti, la restituzione del maltolto, l’allungamento dei termini di prescrizione. E, proprio su questo ultimo punto, già si profilano all’orizzonte frizioni in maggioranza, con Ncd pronta a dare battaglia.

Insomma una storia che si ripete. Ogni volta che scoppia un nuovo caso di corruzione o di malaffare si cerca di rimediare con l’innalzamento delle pene o con la riduzione dei tempi di prescrizione lasciando tutto il resto invariato. Ma ormai i buoi sono scappati dalla stalla. Evidentemente ogni occasione viene sfruttata a livello mediatico o elettorale che sia. Uno spot per chi si indigna ogni volta che ascolta un telegiornale o legge un quotidiano. Quando scopre che i soldi degli italiani vanno a gonfiare le tasche del malaffare la reazione è quella della pancia. Ovviamente.

Come ha detto su questo giornale Tiziana Parenti più si alzano le pene, più si allontana la prescrizione, più i processi non si celebrano. In questo modo la giustizia non funzionerà mai. Il problema non è la durezza delle pene, ma la sua applicazione. Ma evidentemente l’occasione è ghiotta per un bel titolo in prima pagina.

Redazione Avanti!

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