venerdì, 25 Settembre, 2020

Per ognuno di noi, una Grande Opera

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Il Ponte sullo Stretto di Messina non si farà. Il Cipe ha cancellato il finanziamento per 1.624 milioni di euro che doveva collegare la Sicilia alla punta dello Stivale. E’ l’occasione per riflettere sulla necessità, l’opportunità, la strategicità delle grandi opere infrastrutturali, nel 2012. Il nostro Paese ha infatti una solida tradizione: recepire con qualche decennio di ritardo le novità in ambito infrastrutturale: le metropolitane di Londra e Parigi correvano puntuali quando a Roma c’erano ancora solo carretti trainati da buoi. Vogliamo rovesciare questa condotta della storia? Oggi possiamo farlo. Possiamo prendere anche solo la metà di quei 1624 milioni di euro, e impiegarli nella miglior rete possibile: la banda larga. Possiamo permettere a internet di viaggiare alla velocità della luce e senza alcun freno, scambiando dati consistenti, interfacciando server, connettendo in una sola rete tutti, da Nord a Sud, con costi sempre più prossimi allo zero. Investiamo sulla dotazione di pc in tutte le scuole, nei centri civici, nelle biblioteche pubbliche, nei circoli per anziani. Stabiliamo una connessione pubblica Voip, gratuita grazie alla rete, per cui chiunque può ricevere e telefonare senza costi.

Non siamo più ai tempi in cui i Faraoni dovevano giganteggiare: il vero ponte non è quello monumentale ma quello telematico, e perciò insieme fluido e denso, che unisce ciascuno di noi alla società, e arricchisce entrambi. C’è bisogno di questa vera Grande opera per tornare a investire sulla crescita e perché no? Per tornare a unire di più gli italiani.

Aldo Torchiaro

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