giovedì, 28 Maggio, 2020

Per vivere facciamo la pace

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Cessate il fuoco per sconfiggere la pandemia. Approfitto del monito lanciato in questi giorni dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, appello forte e comprensibile. Antonio Guterres la più alta carica delle Nazioni Unite chiede una tregua per fronteggiare  una furia virale senza precedenti. Una tregua per sciogliere fazioni e creare alleati, in una battaglia che  impone un stop immediato ad ogni conflitto armato. E ciò va fatto adesso per difendere l’umanità intera.

Guardiamo dal Vaticano alla Mecca ai  Santuari alle Moschee tra Israele e Iran, i principali luoghi di culto e le mete di grandi pellegrinaggi hanno chiuso i battenti per evitare contagi. Anche il “Sacro Recinto” della  Madonna di Lourdes resta aperto con sorveglianza sanitaria. Dove le piazze di tutto il mondo sono deserte e la Russia sta costruendo l ospedale da campo più grande al mondo, una  spettrale Time Square ci porta in un paesaggio apocalittico. Allora il monito di Guterres aggiunge qualcosa alla gravità del momento e ci fa capire meglio come l’essere umano può decidere di salvarsi anche attraverso una tregua mondiale.

Non bisogna essere un virologo per capire che questa pandemia  non guarda ne frontiere ne etnie, ne poveri ne ricchi. Nella sua “democrazia” covid 19 attacca tutti. Ma strada facendo si avvicinerà alle zone più deboli, dove indifese popolazioni lo affronteranno a mani nude.

Questo appello ci ricorda la speranza perché il Covid19 non è invincibile – in particolare attraverso la pace e la messa in sicurezza delle persone – lo percepiamo nella ripresa, della Cina e delle sue regioni più colpite oggi in ripartenza. La pace diffusa nei territori colpiti permetterà  aiuti e sostegni – grazie alle organizzazioni internazionali- alle popolazioni più vulnerabili offrendo strumenti per poter predisporre contenimenti virali in molti paesi. Penso ai popoli  sconvolti dagli scontri, dalla  povertà. Sfollati e rifugiati in primis.

Ma sui conflitti armati – se non interviene la pace – Covid19 troverà  terreno fertile  e ucciderà da ambo le parti distruggendo ogni colore, uniforme, bandiere. Infine sistemi sanitari nei paesi poveri -già fragili e poco forniti- faranno il resto.

Ogni comunità di questo pianeta  deve promuovere e far suo l’appello del Segretario Generale delle Nazioni, per avviare l’accesso sanitario e umanitario, sfruttando il vantaggio attuale rispetto la situazione ItaloEuropea. Una tregua affinché si trasformi in pace perpetua: il bisogno immediato della  famiglia umana.

La comunità internazionale deve assumersi pienamente la responsabilità di questo appello e avviare -con effetto immediato- ogni  operazioni di contenimento della capacità virale attraverso il cessate il fuoco.

Paesi in guerra per vivere fate la pace.

Per fare ciò si utilizzi la cooperazione internazionale, multilaterale ispirata dalla pace globale. E’ uno strumento attivo nei 100 e più  paesi già fragili. Solo attraverso una grande cooperazione si potrà garantire alle organizzazioni mondiali sanitarie e scientifiche  di arrivare prima possibile ad una soluzione.
Stare a casa pensando che qualcuno si occupi della pace nel pianeta è un grande errore. Bisogna invece attivarsi affinchè gli appelli non cadano negli angoli remoti dei social tra il delirio di Instagram o Facebook o in schizofreniche auto celebrative videoconferenze o dei media in continua competizione con i social. Basta per una volta concentriamo sulla rete lo sforzo per la pace. Fermiamoci un attimo a riflettere, perché il pianeta è in difficoltà e lo è per colpa nostra. Sarebbe già un grande passo in avanti per l’umanità se lo faremo tutti insieme già da domani, da oggi, da ieri.


Corrado Oppedisano

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