martedì, 25 Febbraio, 2020

Perché diciamo sì a Bonaccini Presidente

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Domenica 26 Gennaio si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del presidente dell Emilia-Romagna. I Socialisti ed i Repubblicani romagnoli, con la loro lista “Bonaccini Presidente” voteranno con convinzione la riconferma di Stefano Bonaccini. Questo accadrà non solo perché Socialisti e Repubblicani appartengono per tradizione e cultura all’area di centrosinistra, ma soprattutto perché riconoscono nella Giunta regionale uscente le doti di una buona amministrazione della Cosa Pubblica.

Pensiamo ad “Unica”, sistema di trasporto integrato che permette ai lavoratori pendolari di usufruire dei mezzi pubblici con il solo abbonamento ferroviario, con un sensibile risparmio mensile (2 Milioni di investimenti).
Pensiamo ai 500000 Euro stanziati per permettere a circa 500 famiglie Forlivesi di portare i propri bambini all’ asilo nido senza oneri.
Pensiamo ai corsi professionali regionali, anche essi cospicuamente finanziati da Regione e Comunità Europea, per essere pronti ad intercettare le professioni del futuro.
Pensiamo all’imminente arrivo della Facoltà di Medicina e Chirurgia in terra di Romagna, un grande passo in avanti in termini di salute e ricerca scientifica che va ad innestare e ad arricchire l’eccellenza sanitaria Pubblica Romagnola.

Noi, Socialisti e Repubblicani, che da oltre un secolo ci battiamo per la Libertà, la Giustizia Sociale, la Democrazia partecipata, vediamo in Stefano Bonaccini il degno erede di una tradizione di buon governo, pragmatico, inclusivo e solidale che proprio noi, con le Società di Mutuo Soccorso, il movimento contadino, il movimento sindacale abbiamo costruito per dare futuro e benessere alle nostre Terre.

Certo, se le premesse sono buone, si può osare di più nei prossimi cinque anni.
Chiediamo reti di infrastrutture nuove per una Romagna Metropolitana.
Chiediamo risposte, dopo la sciagurata eliminazione delle Provincie, per i Comuni delle nostre vallate, affinché il tesoro paesaggistico e culturale venga valorizzato e porti nuovo benessere sostenibile ai cittadini Romagnoli; ripopolare le vallate significa cura del Territorio, dei fiumi, delle montagne e quindi prevenzione di fronte ad eventi climatici o sismici avversi.
Chiediamo che la questione Ambientale venga messa al centro del discorso Pubblico, poiché è ormai evidente che è proprio su questa questione si giocherà il futuro delle prossime generazioni.

I Socialisti ed i Repubblicani Romagnoli amano, conoscono e governano i nostri territori da lungo tempo ma sono anche pronti ad immaginare e creare il futuro.

Per questo l’Edera ed il Garofano scelgono Stefano Bonaccini. Il candidato Socialista del collegio di Forlì-Cesena sarà il Compagno Edoardo Maria Pedrelli

Luca Pellegri

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Direzione Nazionale PSI

3 commenti

  1. Paolo Bolognesi on

    Non me ne voglia Luca, ma nelle sue parole mi sembra di intravvedere una qualche contraddizione, quando afferma che i Socialisti sono stabilmente collocati nell’area di centrosinistra, ma poi l’immagine di questa non ne esce un granché bene, a cominciare dalla “sciagurata eliminazione delle Province”, che egli riprende e che oggi in molti, anche della suddetta area, considerano esser stato un grave errore, anche perché ha preceduto la risposta referendaria in materia.

    Poi egli chiede di avere risposte riguardo al “ripopolare le vallate”, così da valorizzare il tesoro paesaggistico e culturale, e da aver cura del territorio …., il che dà di fatto ragione a quanti teorizzano che in tanti anni di Governo regionale della sinistra questa si è sostanzialmente dimenticata dei territori montani, con tutte le annesse conseguenze ambientali, tanto che sembra essersi resa necessaria una giovanissima ragazza svedese per portare alla luce il tema ambientale.

    Tutto ciò fa pensare che il tanto declamato modello emiliano-romagnolo, che pareva non avere eguali a detta dei suoi sostenitori “ideologici”, mostri ormai il fianco a più di una critica, il che deve servire a “farci stare coi piedi per terra”, nel senso di darci la consapevolezza che ci sono diverse cose che non vanno, e che la sinistra non è stata in grado di correggere, o delle quali non si è neppure accorta in quanto “prigioniera” della propria autoreferenzialità.

    Non credo sia questa la sinistra cui dovrebbero aspirare i riformisti, ossia i socialisti liberali, una sinistra che dà l’impressione di comprendere quasi sempre in ritardo le trasformazioni dei nostri tempi, e ciò non la rende sovente in grado di dare le giuste risposte ai problemi che si susseguono nelle odierne realtà, e del resto ha lasciato passare decenni prima di accorgersi, o ammettere, che Craxi aveva doti e tempra da statista, dopo averlo qualificato in ben altro modo (il che autorizza a non fidarsi troppo delle capacità di tale sinistra, quanto al preparare “il futuro della prossime generazioni”).

    Paolo B. 01.01.2020

  2. Luca Pellegri on

    Caro Paolo,

    Innanzitutto Buon Anno e grazie per il commento (funzione che credo dovrebbe essere più usata sul nostro giornale, piuttosto della canea social). Francamente, e non per difendere il “pezzo” a tutti i costi, non vedo contraddizioni nel ragionamento. Provo a spiegarmi meglio; ho fatto un piccolo elenco di cose buone e concrete fatte negli ultimi 5 anni. Questo fa sperare che nei prossimi 5 si possa fare di più. Gli effetti negativi dell’abolizione delle Provincie potevano essere previste ( ed il PSI lo ha fatto) ma gli effetti si sentono ora: le unioni dei Comuni non funzionano, le Città metropolitane sono oggetti misteriosi, il gap tra capoluoghi e provincia, a mio parere, tende ad aumentare sul piano dei servizi, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo. E’ ragionevole pensare che Bonaccini abbia ben chiaro il problema e lo dimostra “per acta”. Per fare un esempio forse marginale ma simbolico, dopo questo articolo abbiamo saputo che Bonaccini chiuderà la campagna elettorale a Forlì e non nella tradizionale Piazza Maggiore a Bologna; è politicamente significativo. In ultimo rilevo che l’entusiasmo “ideologico” verso il modello Emilia-Romagna viene quasi sempre da fonti che Emiliano-Romagnole non sono, come fosse una fiaba. La realtà ci dice (e qualche riferimento storico c’è) che lo sviluppo della Regione è avvenuto con il “fare”, unendo debolezze e sviluppando una economia mutualistica e solidale che è forse il carattere precipuo delle nostre terre. Tuttavia sedersi sugli allori sarebbe esiziale, soprattutto di fronte ad una destra che tutto vuole e nulla sa fare -è di questi giorni la notizia che Sardegna e Basilicata sono in esercizio provvisorio poichè non in grado di fare un Bilancio-. Ha forse la Lega un Programma per la nostra regione? Ad oggi non ne ho notizia, magari è una mia mancanza; di certo ha una lista fitta fitta di nomine da fare, loro unica attività.

    Cordialità

    Luca

  3. Paolo Bolognesi on

    Caro Luca, in primo luogo un Buon Anno anche a te, dopo di che ti lascio senz’altro alle tue convinzioni, che vedo legittimamente molto ferme e determinate, come del resto lo sono pure quelle mie, di tutt’altro segno, così che facciamo una sorta di “pareggio”, e non è da escludere che la nostra diversità di vedute dipenda dai rispettivi luoghi di residenza, dove le cose procedono verosimilmente in maniera differente.

    Tornando alla abolizione delle Province, ammesso e non concesso che gli effetti negativi fossero all’inizio inavvertibili, resta il fatto, per me affatto irrilevante sul piano politico, che si sia proceduto a una tale decisione prima del passaggio referendario, e se la mettiamo poi insieme alla fusione dei Comuni, mi sembra rientrare in una logica “anti identitaria” che io non riesco a condividere (e credo di non essere il solo a pensarla così).

    Un cordiale saluto anche da parte mia.

    Paolo 02.01.2020

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