venerdì, 20 Settembre, 2019

Perché il voto a Più Europa

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Perché i socialisti italiani hanno contratto un accordo che li vede presenti con cinque candidate donne nelle sue liste. Questo per un socialista potrebbe bastare per dare il voto a Più Europa alle elezioni europee. Ma non si tratta solo di un conseguente comportamento. Partiamo da una valutazione politica. Cos’é Più Europa? E’ un’aggregazione tra radicali, che fanno riferimento a Emma Bonino (dispiace che in essa non siano coinvolti i radicali del partito pannelliano transnazionale coi quali noi socialisti abbiamo sviluppato rapporti di amicizia e di solidarietà in particolare dalle elezioni politiche ad oggi), cattolici che fanno riferimento a Bruno Tabacci e socialisti, appunto. In essa sono coinvolti anche i movimenti che fanno riferimento al sindaco di Parma Pizzarotti e a Francesco Rutelli.

Più Europa, si dice, é legata all’Alde, il partito d’ispirazione liberaldemocratica, mentre le liste del Pd, aperte al gruppo di Calenda e agli ex Articolo uno Mdp, contengono il simbolo del Pse. Vero. Con due precisazioni. La prima: le nostre candidate se elette si iscriveranno al gruppo socialista europeo così come Calenda e i suoi, presenti nel Pd, non lo faranno. Dunque sia Più Europa sia il Pd sono in questo momento liste composite. Secondo: se il Psi avesse aderito alla lista del Pd cosa si sarebbe detto e scritto? Che ancora una volta i socialisti si mostravano succubi, proni, e via cianciando. O sbaglio?

Potevamo fare altro? Ad esempio presentare il nostro simbolo o quello della Rosa nel pugno? Nel primo caso non avremmo potuto utilizzare quello del Partito socialista europeo perché non ci sarebbe stato rilasciato. Nel secondo caso, con zero possibilità di superare il 4 per cento, saremmo stati costretti a raccogliere le firme. Con quante probabilità concrete di farcela e di rilevare la disponibilità di candidati senza alcuna possibilità di elezione lascio a voi giudicare.

Ma c’é un altro punto da sottolineare. Più Europa é oggi il secondo partito della coalizione di centro-sinistra. Un polo liberal riformista competitivo anche se alleato col Pd. Non é la strada giusta questa dal momento che il Pd vuole esistere ancora e non farsi promotore di un nuovo e unitario soggetto di centro-sinistra? Non é sempre stata la nostra proposta quella o di creare un nuovo contenitore del riformismo italiano o di creare un soggetto in competizione con l’attuale Pd? Verificheremo domani sera la consistenza di questo progetto. Fin d’ora si chiede a tutti i socialisti di renderlo possibile.

Inviato da iPad

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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