sabato, 26 Settembre, 2020

Petra, letteratura, serialità e cinema

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Arriva su Sky Cinema e in streaming su Now Tv, PETRA, dal 14 settembre per 4 puntate, ogni lunedì alle 21.15.
La serie (una produzione Sky Original con Cattleya e Bartlebyfilm) in realtà nasce dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett e in particolare si ispira al romanzo “Riti di morte” (1996), pubblicato in Italia nel 2002 da Sellerio, editore di tutti i suoi romanzi, che hanno ottenuto uno straordinario successo nel nostro Paese, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

L’ispettrice Petra (interpretata da Paola Cortellesi) è un personaggio femminile complesso, ricco di sfumature e contraddittorio, ma fondamentalmente cinico, freddo, molto lontano dallo stereotipo di debolezza/dipendenza/adattamento ha abbracciato quello maschile, il più criticabile. Questa donna proviene da una serie di fallimenti esistenziali (con due separazioni alle spalle), le sue esperienze di vita l’hanno trasformata in una figura anticonformista, libera, senza necessità di alcun tipo di legame affettivo, “una donna che soprattutto non si preoccupa di piacere, perché ha già fatto il giro, ha già dato”, così come sostenuto dalla Cortellesi nel corso della conferenza stampa di presentazione.
Un personaggio positivo, sia per la Cortellesi che per la regista Maria Sole Tognazzi, alle prese con la sua prima produzione seriale.
“E’ molto diversa da me, è la donna che avrei voluto essere, tutti vorremmo smettere di mediare, però nella vita di tutti i giorni è alquanto difficile. Petra è un archetipo nuovo, è tutti noi”, ha concluso la Cortellesi. Petra Delicado recupera un po’ di umanità nel rapporto con il vice ispettore Antonio Monte – interpretato da Andrea Pennacchi – poliziotto vecchio stampo prossimo alla pensione, ricco di saggezza umana e di grandi intuizioni. “Una esperienza straordinaria – in questo modo Pennacchi ricorda il lavoro sul set con Paola Cortellesi – E’ bello vedere come si costruisce il rapporto tra me e questa meteora che appare all’improvviso nella mia vita, al mio personaggio mi sono subito affezionato, ma anche alla relazione tra i due, viva, realistica e non unidimensionale”.

Una serie che pone interrogativi su dove stiamo andando come universo femminile, perché una donna come la Delicado se da un lato suscita fascinazione per l’archetipo da guerriera, per l’essere priva di condizionamenti e sicura di sé, dall’altro deve metterci in guardia, mostrandoci quello che potremmo diventare se adottassimo come modus di vita ‘l’archetipo maschile del macho insensibile ed indifferente’. Un personaggio così bene raccontato da Alicia Gimenez da impegnare sia la regista che il cast (Cortellesi inclusa), che gli sceneggiatori Giulia Calenda, Furio Andreotti, Ilaria Macchia, Enrico Audenino, nell’essere il più fedeli possibile al racconto originale.

“E’ stata una grossa responsabilità – ha dichiarato Maria Sole Tognazzi – mettere in scena sia una sceneggiatura scritta da altri, che tratta da un libro famoso molto amato dal pubblico, anche se ero già una lettrice della Gimenez ed avevo riscontrato affinità nel raccontare un tipo di figura femminile anticonformista”.
La serie (primo crime firmato da Sky e da Cattleya) inaugura una nuova stagione Sky in cui le donne saranno sempre più centrali. “Lavoreremo molto sulla varietà di genere, la tendenza sarà anche quella di portare sullo schermo narrazioni drammaturgiche adattandole a prodotti di più larga fruizione, nel rispetto dei punti forza delle nostre produzioni. Saremo insomma più pop, ma non a discapito della qualità”, ha spiegato Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming di Sky Italia.

L’idea di realizzare una serie che potesse lanciare un nuovo personaggio, “una ispettrice”, una sorta di Rocco Schiavone (con qualche somiglianza anche nei toni scuri/grigi della fotografia), è di Cattleya, il suo presidente Riccardo Tozzi ne spiega le ragioni: “Eravamo e siamo alla ricerca di storie e personaggi al femminile con un carattere anticonformista, il romanzo di Alicia era perfetto, la scelta per la regia è ricaduta su Maria Sole Tognazzi, ma non in quanto donna, quello che conta è lo sguardo e il suo ci è sembrato il più adatto. Petra è in generale una operazione che ci somiglia molto, amiamo muoverci tra letteratura, serialità e cinema, riportando nella serialità una qualità che viene da un retroterra cinematografico”.

 

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