mercoledì, 23 Ottobre, 2019

“Pianisti” al Senato, Buemi (Psi): «Grillino attento. Qualcuno può esercitare la diffamazione anche contro di te»

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M5S-pianisti

«Come insegna anche la vicenda Malan, c’è qualcuno che esercita la diffamazione come arte o professione, forse per vocazione oppure per interesse». Il mònito giunge dal neosenatore del Psi Enrico Buemi che ieri è voluto intervenire sulla bagarre tra i senatori M5S e il senatore Pdl, Lucio Malan, accusato di essere un “pianista” (espressione utilizzata per indicare quei casi di parlamentari che votano non solo per sé, ma anche per i colleghi, ndr). Buemi, oltre a commentare quanto accaduto al collega ha voluto richiamare il caso che lo ha recentemente visto protagonista, quando “Libero.it” lo ha posizionato in testa alla classifica degli assenteisti nei lavori di Palazzo Madama, senza ricordare che l’esponente socialista è subentrato a Ignazio Marino – candidato sindaco di Roma – solo lo scorso 22 maggio. Il neosenatore, nonché segretario regionale del Psi Piemonte all’Avanti! ha voluto denunciare l’ormai diffuso «uso spregiudicato dell’informazione e della comunicazione».

Senatore Buemi, il presidente del Senato Pietro Grasso ha prontamente difeso Malan, definendo «regolare» il suo voto.

Sì, ma non solo. Il presidente Grasso ha anche annunciato di voler convocare una riunione dell’ufficio di presidenza per chiarire meglio come gestire l’uso di videocamere o telefoni durante le sedute «visto che il Regolamento ai tempi che è stato scritto non li contemplava».

Oltre a esprimere solidarietà a Malan, la vicenda le ha consentito di richiamare un episodio che l’ha vista protagonista pochi giorni fa: Libero.it l’aveva infatti indicata tra i principali assenteisti nei lavori a Palazzo Madama.

Esatto. E avevano anche detto di aver consultato il sito del Senato, ove risulto essere presente al 100%. Ma di quale consultazione parlano? Qui o c’è una scarsa professionalità o una criminalizzazione dei socialisti. Devo dire che è un comportamento diffuso dei media: quando possono partono all’attacco, anche in modo non pertinente. Questo perché rispondono a logiche di bottega, che fanno venire meno la precisione e la veridicità delle informazioni. Si inventano graduatorie non rispondenti alla verità, rilevano comportamenti non verificati, ponendo questioni non vere. E poi quando si tratta di un socialista viene piuttosto facile criminalizzare.

Buemi, ha chiesto una puntualizzazione sul suo caso?

Sì, l’ho chiesta alla presidenza del Senato, ma non c’è stata.

«I grillini stiano attenti perché c’è sempre qualcuno che può diffamare anche te’!». Questo il mònito che ha lanciato loro, parafrasando un’espressione di Pietro Nenni.

Sì. I grillini pensano di poter attaccare e sanzionare sempre e comunque. Ma devono pensare che ci può essere qualcuno che decide di farti le pulci o che richiama le tue malefatte. O che intenda anche criminalizzare su fatti non rispondenti al vero, come è accaduto nel mio caso.

Un uso storto e distorto della comunicazione e dell’informazione, dunque.

Sì, lo definirei anche un uso spregiudicato. Grillo ne è uno dei maggiori esponenti contemporanei. Lui distribuisce patenti di professionalità e competenze a suo piacimento.

Cioè?

Prima aveva osannato Milena Gabanelli, indicandola alla presidenza della Repubblica, poi l’ha apostrofata come una venduta ai poteri forti. Noi socialisti siamo e restiamo garantisti. Prima ci deve essere l’informazione corretta, che deve corrispondere in modo puntale ai fatti, poi come diretta conseguenza vi è la nostra totale disponibilità a sottoporci al giudizio degli elettori e dei lettori.

Silvia Sequi

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