venerdì, 20 Settembre, 2019

Pil. Ancora al ribasso le stime di Moody’s sull’Italia

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Pil ancora in discesa nella stime di Moody’s. sull’Italia. Avevamo una stima dell’1,3% sulla crescita del Pil italiano. Quest’anno sarà sicuramente sotto l’1%, probabilmente un valore tra 0 e 0,5%”. Lo ha detto Kathrin Muehlbronner, lead analyst per l’Italia di Moody’s. Quanto al rating di Moody’s sull’Italia, abbassato lo scorso ottobre, “abbiamo un outlook stabile, copre un arco di 12-18 mesi e non vediamo cambiamenti”, ha aggiunto sottolineando che “abbiamo assunto una crescita bassa, per un paio di anni al massimo, e sotto 1%.

L’Italia è in recessione tecnica e “questa è una fonte di preoccupazione, ma non prevediamo recessione per l’intera area euro. Mi aspetto che le stime sull’Europa saranno riviste leggermente al ribasso (le precedenti parlavano di una crescita dell’1,9% nel 2019)”,  ha detto Kathrin Muehlbronner, durante la Credit Trends Conference in corso a Milano. Muehlbronner ha sottolineato che “parlando da un punto di vista europeo, in una prospettiva più ampia, vediamo che non c’è un elevato rischio contagio dall’Italia, ma neppure da altri Paesi, che hanno fatto progressi”. E ha detto che “è positivo” che nonostante le tensioni di vario segno non ci sia stato un contagio.

Inoltre, “i costi di finanziamento rimangono bassi nell’Eurozona, ma sono saliti in Italia a causa del rischio politico interno”, ha detto Muehlbronner, sottolineando che l’agenzia di rating ritiene che in Europa “il rischio politico resterà elevato e in Italia sta già incidendo sui conti pubblici”.

L’agenzia di rating Moody’s vede “un significativo rischio di elezioni anticipate in Italia, probabilmente dopo le elezioni europee” in calendario in primavera. Lo ha detto Kathrin Muehlbronner, senior vice president e lead analyst per l’Italia di Moody’s, a margine della Credit Trends Conference in corso a Milano. Questo perché potrebbero cambiare gli equilibri all’interno dell’attuale maggioranza, ma per il momento non è facile prevedere quali saranno le evoluzioni: “Non è chiaro cosa succederà al Governo dopo le elezioni europee” e, anche da un punto di vista di mercato, la situazione resta nebulosa perché gli investitori fanno fatica a ‘prezzare’ il rischio politico, “quindi stanno a guardare e in parte questo è quello che abbiamo visto a settembre”. Potrebbe esserci bisogno di formare una nuova coalizione di Governo, se non emergesse una maggioranza netta, “cosa che porterebbe nuova incertezza”, ha detto l’economista.

Nel quarto trimestre del 2018, rispetto al precedente, il pil dell’Eurozona e della Ue-28 è cresciuto di 0,2%, ha comunicato Eurostat. Per l’italia si conferma l’unico segno meno della Ue: -0,2%, il più basso, seguito dallo 0% della Germania. Nel terzo trimestre il pil dell’Eurozona era salito di 0,2% e nella Ue-28 di 0,3%. Su base annua l’aumento è rispettivamente di 1,2% e 1,4%. In base ai dati Eurostat, il Pil dell’Eurozona nel 2018 è cresciuto di +1,8%, quella della Ue-28 di +1,9%.

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