lunedì, 22 Aprile, 2019

Il Pil Italiano al ribasso anche per l’Ocse

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Dopo Bankintalia e il Fondo Monetario internazionale anche l’Ocse potrebbe rivedere al ribasso le stime del Pil italiano, dopo averlo già fatto lo scorso novembre. Il segretario generale dell’organizzazione parigina, Angel Gurria, ha risposto con un “forse sì, vedremo” ai giornalisti che a margine dei lavori del Wef gli chiedevano se verranno riviste le previsioni.

La prossima occasione sarà nel mese di marzo, quando l’Ocse renderà pubbliche le nuove stime. C’è da dire che l’Ocse ha già tagliato le stime del Pil italiano riducendole dello 0,2% sia nel 2018 sia nel 2019 (rispettivamente all’1% e allo 0,9%).

“La questione italiana – ha aggiunto Gurria – c’è, ma dobbiamo considerare che si tratta del primo anno di vita del Governo, va lasciato lavorare”. Gurria ha sottolineato che va valutato anche il fatto che “è vero che c’è per l’Italia una riduzione della crescita” ma “ci vorrebbe anche una maggiore flessibilità da parte dell’Unione europea”. In questa situazione di “limitata espansione globale”, fare una manovra espansiva così come nelle intenzioni del Governo è d’altronde “molto più difficile”, ha osservato Gurria.

Il segretario generale dell’Ocse ha ricordato che a novembre le stime sono state riviste al ribasso per il nostro paese: l’1% del Pil nel 2018 (-0,2% rispetto alle precedenti previsioni), lo 0,9% per quest’anno (-0,2% rispetto alle precedenti previsioni) e lo 0,9% anche nel 2020. Per l’Italia, dice Gurria, “ne ho già parlato diverse volte con il ministro Tria e con il premier Conte: c’è un problema di equilibrio tra la riduzione della crescita e le misure sociali che si ritengono necessarie. Un governo nuovo in genere vuole fare tutto nei primi tre giorni invece si deve avere una visione di medio termine, tutti devono avere una visione di medio termine”.

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