martedì, 10 Dicembre, 2019

Pisa, interrogazione Psi sul piano strutturale del comune

0

Il Partito Socialista del comune di Cascina in questi mesi, ha incontrato le rappresentanze di diverse parti sociali ed ha raccolto una serie di istanze su cui sollecitare, fin da subito e per quanto di competenza, impegni seri e circostanziati da parte della giunta comunale di Cascina. Nello specifico, si legge  in una interrogazione del Consigliere Comunale socialista Fabio Poli, impegna la Giunta comunale a riferire da subito, in Consiglio Comunale, per promuovere ogni immediata e possibile iniziativa che garantisca pari dignità ad entrambi i territori interessati dal Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina.
Inoltre impegna la Giunta a:

  • ad adottare ogni iniziativa opportuna per la revisione ed il rilancio del Polo scientifico e tecnologico, quale elemento di rilievo del territorio cascinese, per favorire sia l’insediamento di ulteriori start up, che con investimenti esigui creano lavoro diffuso, che di incubatori ed acceleratori di impresa del settore hi-tech per facilitare le connessioni tra il mondo dell’industria e quello della ricerca;
  • a predisporre iniziative efficaci e di radicale revisione della politica territoriale sul commercio per restituire all’area commerciale del Nugolaio la necessaria attrattiva d’impresa e una dignità insediativa volutamente sottratta dalle scelte che hanno consentito la trasformazione di una zona del territorio pisano, inizialmente destinata alla cantieristica, in un’area dedicata alla grande distribuzione;
  • a prevedere specifiche iniziative tese a migliorare il trasporto pubblico prevedendo un servizio metropolitano di superficie, Empoli-Pisa, che consenta il collegamento di tutti i piccoli centri del nostro territorio con la città. La sostituzione della gomma con la rotaia ridurrebbe gli attuali tempi di percorrenza del bus, ormai improponibili, e favorirebbe, oltre ad un uso più razionale e godibile dell’automobile, la drastica diminuzione del traffico giornaliero sulla T. Romagnola e sulla Fi-Pi-Li nella tratta Pontedera – Cascina – Pisa, che rende il nostro territorio uno dei più attenzionati per inquinamento da polveri sottili;
  • a promuovere, presso il MIT, tutte le iniziative necessarie per prevedere la possibile pianificazione di una linea ferroviaria veloce, con tempi di percorrenza europei, tale da consentire il collegamento tra lo scalo Aeroportuale di Pisa e la dorsale dell’alta velocità di Firenze. Ciò favorirebbe il livello di competitività dello scalo pisano, ormai condizionato dall’asse Firenze-Bologna, ponendo Pisa all’avanguardia nel panorama italiano e europeo dal punto di vista della mobilità sostenibile. Facilitando l’indubbio incremento del traffico passeggeri, e dei flussi turistici, si innescherebbe un ciclo economico virtuoso di cui beneficerebbe non solo Pisa ma anche l’intera cintura territoriale e, non in ultimo, gli operatori di Toscana Aeroporti. Allo scopo, non si può sottacere quanto avvenuto in passato quando l’area costa ha usufruito di investimenti importanti ed accordi di programma esclusivamente dedicati al raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca, alla riqualificazione dell’area portuale di Livorno e alla costruzione della nuova Darsena Europa, alla complanare di Lucca per migliorare i collegamenti con la Valle del Serchio e con il nuovo Ospedale cittadino, allo sviluppo infrastrutturale della linea ferroviaria Lucca-Castelnuovo Garfagnana con la creazione di uno scalo merci che possa favorire l’operatività delle industrie cartiere, di rilevanti dimensioni, presenti;
    ad attuare specifiche iniziative finalizzate ad incrementare il sistema di ciclovia e l’uso della bicicletta che veda naturalmente coinvolto il territorio di Cascina per meglio integrare l’attuale pista ciclabile dedicata al percorso turistico delle Pievi Romaniche, al collegamento con la Certosa di Calci e con il Monte Pisano, all’accesso al parco termale di Uliveto Terme utilizzando quanto già realizzato sul territorio di Vicopisano;
  • a promuovere la previsione di un terzo ponte tra gli abitati di Zambra e San Lorenzo alle Corti così da ridurre i flussi di traffico, ancora costretti all’utilizzo dei due ponti sull’Arno realizzati nel periodo pre-bellico, razionalizzare il nodo stradale di Caprona, e favorire un miglior collegamento tra il nostro territorio e la S.P. Vicarese che, una volta adeguata, consentirebbe una miglior connessione con il Lungomonte e la variante nord-est di Pisa;
  • ad intraprendere ogni opportuna iniziativa affinché Cascina si veda assegnato un posto permanente presso la Conferenza Università Territorio. Si rende indispensabile un’azione sinergica e condivisa perché il ruolo di periferia, che oggi si va delineando, diventi invece la grande scommessa urbana dei prossimi decenni e non antesignana di un possibile degrado. La periferia per diventare urbana, nel senso anche di civile, non deve essere ampliata a macchia d’olio ma cucita e fertilizzata con strutture pubbliche creando quella “green belt”, quella cintura verde, come la chiamano gli inglesi, che definisca con chiarezza il confine invalicabile tra città e campagna;
  • a promuovere e sostenere un’idea di città che ponga un limite a una crescita economicamente insostenibile rendendo i trasporti pubblici e la raccolta della spazzatura sempre più disordinati e lontani. Oggi la crescita deve essere implosiva anziché esplosiva, si deve costruire sul costruito per portare nella periferia un mix di funzioni. La città giusta è quella in cui si dorme, si lavora, si studia, ci si diverte e si fa la spesa. Se ci sono funzioni come teatri, ristoranti, musei, dipartimenti universitari, si creeranno dei luoghi per la gente, dei punti d’incontro e di aggregazione, dove condividere dei valori e celebrare un rito che si chiama urbanità;
  • a prevedere iniziative che favoriscono lavori di rammendo e di riparazione in ogni ambito: idrogeologico, sismico e estetico. Con l’adeguamento energetico e funzionale degli edifici esistenti si possono ridurre in pochi anni i consumi energetici del 70-80 per cento. Il consolidamento, l’adeguamento energetico, il piccolo ampliamento necessario a riunificare i nuclei familiari, il riuso degli edifici degradati, i cantieri leggeri da destinare ad interventi di microchirurgia che rendono le abitazioni più belle, vivibili ed efficienti, consentirebbero alla piccola impresa artigiana di innescare con piccoli capitali un ciclo virtuoso favorendo una sorta di bellezza che non è per nulla inutile o cosmetica, ma che si traduce in cultura, arte, conoscenza, e in un serbatoio di occupazione. Nelle periferie non bisogna distruggere, bisogna trasformare e, per questo, occorre il bisturi e non la ruspa o il piccone;
  • ad attuare, nel caso in cui tali linee di sviluppo non trovassero formale accoglimento nel Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina, attualmente in fase di elaborazione, l’uscita immediata dal tavolo di lavoro recentemente costituito.

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply