domenica, 5 Aprile, 2020

Maraio: “Politiche innovative per il Paese”

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Segretario Maraio, l’Italia è in emergenza. Ieri hai scritto una lettera al Ministro Gualtieri…

Per sollecitargli un intervento da applicare su tutto il territorio nazionale. Siamo difronte ad una emergenza nazionale e che non riguarda solo le regioni del nord. Ci sono interi comparti produttivi che stanno registrando innumerevoli perdite e il Governo dovrà fare di tutto per sostenerli ed evitare di mandare in crash l’intero settore produttivo italiano.


Gualtieri ha fermato la sua campagna elettorale per affrontare l’emergenza. Cosa succederà a Roma il 1 Marzo?

Mi auguro che vinca Gualtieri. Abbiamo apprezzato molto la sua scelta di sospendere la campagna elettorale per affrontare meglio e senza distrazioni l’emergenza coronavirus. La candidatura di Gualtieri nasce bene perché a Roma l’intero centrosinistra si è seduto intorno ad un tavolo e ha proposto la migliore candidatura che si poteva mettere in campo. Mi auguro che vinca. I socialisti lo sosterranno.

 

Il centrosinistra unito ma composto da chi?

Da tutti i partiti che si riconoscono negli ideali riformisti, socialisti, progressisti, popolari e moderati del paese. Noi come Psi ne siamo soci fondatori dalla nascita e vogliamo continuare a farne parte, con la nostra autonomia ma in un quadro di raccordo politico che negli ultimi tempi è mancato.

 

Esistono le condizioni per la costituzione di una Margherita 2.0, come sembra sia stata lanciata da Calenda?

Ho partecipato qualche giorno fa a un dibattito organizzato da Azione al quale hanno partecipato Stefano Parisi, Benedetto Della Vedova e Carlo Calenda. Ho chiesto nel mio intervento un passo indietro a tutti per fare due, tre passi avanti e facilitare la costituzione di una area lib lab da affiancare al Pd ma non ho visto grandi condivisioni né disponibilità lungo questa strada. Peraltro sono contrario alle formule politiche emulative, preferisco quelle innovative.

 

Cosa ti hanno risposto?

Se nel centrosinistra non si abbandona un po’ di egocentrismo non nascerà mai qualcosa di serio. È una area che al momento non esiste ed è alquanto improbabile che nasca. Tra l’altro basta leggere i quotidiani e le dichiarazioni degli esponenti dei vari soggetti.

 

Che pensi del Governo? Renzi sta pungolando e portando avanti battaglie condivisibili…

Qualche giorno fa ho lanciato un appello per ‘normalizzare’ il dibattito politico al Presidente del Consiglio Conte, al fine di recuperare lo spirito iniziale della formazione dell’esecutivo, chiamando ad un tavolo tutte le forze politiche che sostengono il Conte-bis.
Abbiamo bisogno di una svolta. L’antisalvinismo da solo non basta. In alcune occasioni anche noi abbiamo votato contro questo governo. Penso al decreto sull’Ilva, al taglio dei parlamentari, alla prescrizione. Nel merito alcune battaglie di Renzi sono condivisibili, ma nel metodo un po’ meno.


In Senato il Psi è nello stesso gruppo di Italia Viva.

Il gruppo comune in Senato Italia Viva – Psi nasce con l’obiettivo di allargare il perimetro del centrosinistra ad altre sensibilità politiche. Se però deve diventare uno strumento per destabilizzare, senza responsabilità, il già precario quadro politico, comincio a nutrire delle perplessità sulla opportunità di continuare a stare insieme.


Quale è il perimetro delle alleanze per il Psi?

Oggi la nostra linea è definita ed è chiarissima: dobbiamo restare concentrati su noi stessi. Abbiamo l’esigenza di rilanciare il partito, che per troppi anni è rimasto colpevolmente seduto. Lo abbiamo stabilito nei nostri organismi. Abbiamo pronte alcune campagne programmatiche sulle quali ci prepariamo ad affrontare anche le imminenti sfide regionali. Quanto alle alleanze, non c’è dubbio che bisogna dialogare con tutte le forze del centrosinistra dal Pd ad Azione di Calenda, a +Europa di Bonino e Della Vedova. Ma il tema delle alleanze non è all’ordine del giorno. Fra qualche mese si vota per 7 importanti regioni nelle quali si vince se si prende un voto in più dell’avversario. E il Psi acquisisce di nuovo un peso specifico nella coalizione se si misura con le proprie gambe. In una riunione con i segretari regionali delle regioni che andranno al voto, abbiamo stabilito di dotarci di una strategia politica unitaria, provando a costruire liste di partito ove possibile o stabilire alleanze con movimenti che condividono programmi e valori con il Psi. Aggiungo, infine, che la politica delle alleanze presuppone una nostra ritrovata dimensione politica e programmatica, senza la quale rischia di ridursi ad un mero quanto infruttuoso tatticismo.


La Segreteria ha deliberato ufficialmente che i socialisti voteranno No al prossimo referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Votiamo convintamente per il No a una riforma che distrugge l’assetto parlamentare della Repubblica e sacrifica la rappresentanza delle persone e dei territori sull’altare del populismo anticasta. Siamo in campo e molti di noi hanno già aderito al Comitato Socialista per il No promosso Bobo Craxi e Roberto Biscardini.

 

Quali sono i prossimi appuntamenti del Psi?

Siamo pronti con proposte sulla riforma del sistema fiscale, dell’assetto dello Stato, del mondo del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia. Gli italiani chiedono alla politica riforme e non più rivoluzioni ed è su questo perimetro che il Psi deve misurarsi. A testa alta, con umiltà e con grinta.

 

Daniele Unfer

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