domenica, 25 Ottobre, 2020

Polonia, Kaczynski ispiratore della politica sovranista

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Non è un rimpasto di routine quello che ha interessato nei giorni scorsi il Governo della Polonia. Il leader storico del Pis (Diritto e Giustizia), partito di destra che dal 2016 controlla l’Esecutivo, Iaroslaw Kaczynski è diventato Vicepremier oltreché Ministro. Tutto meno ordinaria amministrazione visto la notorietà e il carisma del personaggio, rimasto in secondo piano fino ad ora ma in realtà vero ispiratore della politica sovranista di Varsavia. Un modo sicuramente pensato dal Premier Mateusz Morawiecki per rafforzare un coalizione in affanno soprattutto nelle grandi città e che, pur vincente nelle ultime presidenziali che avevano confermato alla Presidenza della Repubblica Andrzej Duda, era dovuta ricorrere al ballottaggio e aveva visto crescere i consensi dell’opposizione. Ma soprattutto che aveva visto accentuare i contrasti interni in quanto l’altro partito di destra Polonia solidale aveva dimostrato molta irrequietezza differenziandosi in Parlamento su alcune iniziative legislative come quella sulla protezione degli animali e su alcune disposizioni riguardanti la pandemia da coronavirus.

 

Si era particolarmente distinto a questo riguardo il leader di Polonia solidale Zbigniew Ziobro autore delle riforme nella Giustizia che avevano indispettito l’Unione Europea e che avevano fortemente messo in dubbio lo Stato di diritto nel Paese. La regia di Kaczynski che appunto dovrà occuparsi del coordinamento tra i settori della Difesa, della Giustizia e dell’ Interno la dice lunga sulla volontà del Premier Morawiecki di assicurare all’Esecutivo un percorso più lineare e più coeso. Intanto ieri, a Varsavia, si è svolta una manifestazione contro la nomina del Ministro dell’Istruzione Czarnek, noto per i suoi atteggiamenti omofobi e contrario all’adozione per persone dello stesso sesso. Singolare è apparsa la scelta di creare con l’Ungheria un istituto per monitorare lo Stato di diritto nei Paesi dell’Unione Europea, quasi una risposta che ha i toni della presa in giro per le critiche rivolte dalla Commissione Europea a questi due Stati.

 

Del resto Morawiecki e Orban sono ormai strettamente legati e lo si è visto quando insieme all’Olanda e Danimarca hanno contestato l’entità del Recovery fund concesso dalla Commissione all’Italia. A loro si sono unite anche Slovacchia e Repubblica Ceca , Paesi ormai legati dal cosiddetto accordo di Visegrad, citta- castello magiara in cui si riunirono nel 1991 i leader dei quattro stati del Centro Est Europa e trovarono un’intesa per affrontare comunemente questioni importanti come le risposte al pericolo dell’invasione dei migranti, alcune riforme istituzionali e anche un certo allontanamento dalle politiche europee. Sia il Pis che Polonia solidale aderiscono nel Parlamento europeo al Gruppo dei conservatori e riformisti di cui pochi giorni fa è diventata Presidente Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia. E proprio la Meloni ha difeso le scelte autoritarie e sovranista del Governo polacco sia sul piano interno che su quello internazionale difendendo la posizione euroscettica di Morawiecki.

 

Alessandro Perelli

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