venerdì, 14 Agosto, 2020

Polonia, il Governo approfitta del Coronavirus

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Approfittando dell’emergenza Coronavirus il Governo polacco cambia le leggi elettorali e colpisce i diritti civili e delle donne. Non si può che giungere a questa conclusione se si analizzano le ultime iniziative del PiS (Diritto e Giustizia), partito di maggioranza nell’Esecutivo. Prima ha presentato e fatta approvare alla Camera una normativa che consentirà il voto postale alle elezioni presidenziali del 10 maggio . Questo proprio per blindare la vittoria di Andrzej Duda, Presidente della Repubblica uscente e ricandidato dal PiS. Oltre a riconfermare la data delle elezioni nonostante la diffusione del contagio e provocando così la protesta delle opposizioni, parte delle quali ha già annunciato il boicottaggio, si è voluto inserire la possibilità di voto postale proprio per impedire una bassa partecipazione soprattutto nelle zone periferiche e agricole dove il PiS raccoglie un gran numero di voti.

Pur essendo in vantaggio nei sondaggi, infatti, Duda può temere il voto delle grandi città come Varsavia, dove, nelle ultime elezioni amministrative, aveva trionfato il candidato dell’opposizione.

Ma ancora più vergognosa è la manovra tendente a eliminare la legge sull’aborto. Infatti questa settimana il Parlamento si troverà a discutere un provvedimento che in sostanza nega la possibilità di abortire anche nei già ridotti casi previsti e cioè lo stupro, l’incesto o il comprovato pericolo per la salute del bambino o della donna. Un tentativo che era già stato fatto nel 2016 ma che era fallito proprio per la mobilitazione di migliaia di donne che con le loro associazioni e ONG aveva riempito in segno di protesta le piazze e le strade di Varsavia e di molte città. Allora era stata l’attivista Marta Lempart a organizzare, con la sua associazione femminista , le donne polacche in difesa dei loro diritti e della loro autodeterminazione.

Oggi sempre da parte del PiS si ripropone lo stesso tentativo usando strumentalmente l’arma del coronavirus, la cui diffusione ha imposto limiti severi alla libertà di circolazione e ovviamente di manifestazione impedendo così la protesta delle donne e della società civile sensibile ai loro diritti e conquiste. Non è sicuramente una coincidenza che il periodo di blocco delle riunioni e delle manifestazioni determinato dalla paura del contagio non consente un regolare processo democratico . La Polonia si appresta a scrivere una pagina molto oscura della sua vita politica e istituzionale.

 

Alessandro Perelli

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