martedì, 29 Settembre, 2020

Polonia nelle mani dei sovranisti di PIS, la speranza è Trzaskowski

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Diritto e Giustizia (Pis), il partito di Jaroslaw Kaczynski, il precursore dei movimenti sovranisti dell’Est Europa, avrebbe voluto tenerle il 10 maggio. Invece le elezioni presidenziali in Polonia, causa il contagio da coronavirus, si svolgeranno domenica 28 giugno e saranno, dopo quelle serbe, la prima prova elettorale post emergenza Covit 19. Una consultazione, quella polacca, molto interessante e dall’esito finale per nulla scontato. Sicuramente il candidato del partito di Governo, il Pis, Andrej Duda, Presidente uscente è il favorito. I sondaggi lo danno a circa il 40%, non sufficiente a varcare la soglia della metà più uno dei voti che gli consentirebbe la rielezione immediata evitando il ballottaggio. Più distanziati i due principali avversari, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, leader del movimento liberale “Piattaforma civica”, dato al 27% e il giornalista, conduttore televisivo Szymon Holownia, valutato al 15%. Gli altri sette candidati riportano numeri molto inferiori ma in ogni caso espressione di svariate forze politiche, dall’estrema destra ai popolari, al radicali di sinistra che comunque conteranno molto nel ballottaggio. È su questo appuntamento, previsto per il 12 luglio, che di concentrano le attenzioni a livello interno e internazionale.
Una affermazione finale di Duda sarebbe la conferma del trend sovranista che ha monopolizzato la linea politica del Governo polacco in questi ultimi anni e che lo ha reso protagonista dell’accordo di Visegrad con Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, relegandolo ai margini dell’Unione Europea. In questo contesto si inquadra la recente visita di Duda a Washington da Trump, in cui, a suggello del legame sempre più forte che unisce i due Presidenti, e stato deciso lo spostamento in Polonia di più di cinquemila soldati americani dalla Germania. Il Pis e Duda nel corso della campagna elettorale hanno portato avanti un’azione contro i diritti civili e l’omosessualità che ha rasentato l’omofobia, cercando anche di far approvare in Parlamento la cancellazione della già ristretta normativa sull’aborto, tentativo poi fallito per le proteste delle associazioni femminili e della società civile. Vi è stata inoltre l’emanazione di una legge che consentirà il voto per posta, cercando di favorire i consensi nelle zone rurali, notoriamente favorevoli al Pis. Ma nel ballottaggio un’ opposizione unita sul nome di Trzaskowski, che a Varsavia è stato eletto con una grande maggioranza sul candidato governativo, potrebbe ribaltare la situazione. È quello che si augurano le forze europeiste, riformiste, ambientaliste e liberali per arrivare poi preparate al prossimo appuntamento elettorale del Parlamento per ora saldamente in mano ai sovranisti.


Alessandro Perelli

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