sabato, 7 Dicembre, 2019

Popolazione e Sviluppo. Violenza di genere, obiettivo zero

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Zero violenza di genere, zero mutilazioni genitali femminili, zero matrimoni precoci e forzati, zero mortalità materna, zero richieste inevase di pianificazione familiare!
Sono gli obiettivi della conferenza ICPD25, Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo, tenutasi a Nairobi dal 12 al 14 novembre per rilanciare la Piattaforma di Azione della Conferenza Onu del Cairo di 25 anni fa. In quella occasione 179 governi avevano adottato un Programma di

Azione rivoluzionario che metteva al centro i diritti e la salute riproduttiva delle donne per lo sviluppo rilevando il legame tra popolazione, sviluppo e benessere individuale; in particolare avevano affermato con convinzione che la salute riproduttiva, l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne sono la via maestra per lo sviluppo sostenibile.
Nel post-Cairo si sono fatti passi aventi e la salute e i diritti sessuali e riproduttivi sono entrati a far parte dell’agenda globale ma è ancora un unfinished business, un lavoro da completare anche se i progressi, pur lenti, sono innegabili.

Nel 1994 le donne dei Paesi meno sviluppati avevano una media di sei figli; il 59% delle donne in età fertile usavano metodi contraccettivi ma la percentuale scendeva al 15% delle donne sposate dei Paesi meno sviluppati; in quell’anno si registravano 543.000 morti materne, donne morte a seguito di gravidanze o parti.

Dopo 25 anni, forse soprattutto grazie alla conferenza del Cairo che alle donne ha riconosciuto il diritto di decidere se, quando e quanti figli avere, i figli per donna dei Paesi meno sviluppati sono scesi a meno quattro, alla contraccezione ricorre il 64% delle donne nel mondo ed il 37% delle donne dei Paesi più poveri. Resta però alta la mortalità materna: 4 donne su 100 muoiono durante la gravidanza e il parto e oltre 20.000 muoiono ogni anno per complicazioni a seguito di aborti clandestini, fuori dalle strutture sanitarie.

Accelerating the promise, dare una accelerata alla realizzazione degli impegni assunti 25 anni fa è stato il motto della Conferenza/Summit che ha riunito 9000 delegati di oltre 170 Paesi. Promosso dal Governo del Kenya, da UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e dal Governo danese, il Summit ha riunito capi di stato, ministri, parlamentari, esperte ed esperti, organizzazioni della società civile, istituzioni finanziarie internazionali, università, associazioni di persone disabili, organizzazioni di afro-discendenti, tantissime donne di tutte le età e tanta gioventù, tutte e tutti interessati a lavorare su salute e diritti sessuali e riproduttivi.

L’impegno è di arrivare a tanti zeri: zero violenza, zero mutilazioni genitali, zero morti materne….entro 10 anni, collocandoli all’interno del contesto dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sono mete possibili ma raggiungerle in dieci anni costerà al mondo 264 miliardi di dollari secondo uno studio di UNFPA in collaborazione con la John Hopkind Unversity: 115 miliardi di dollari è la cifra calcolata per cancellare le morti da gravidanza e parto, che è quanto si spende per 46 tra i più costosi aerei militarti; quasi 70 miliardi andranno stanziati per i servizi di pianificazione familiare accessibili a tutte le età; oltre 40 miliardi la previsione per porre fine alla violenza sulle donne in tutte le sue tragiche manifestazioni.
Il Summit di Nairobi ha lanciato lo ICPD25 Youth Engagement Toolkit, una sorta di cassetta degli attrezzi per coinvolgere le giovani generazioni nel lavoro di educazione e coinvolgimento sulle tematiche della Conferenza che li riguardano direttamente. In numerosi panel si è evidenziato il ruolo fondamentale che la scuola può avere nella promozione della salute e i diritti sessuali e riproduttivi, in particolare per le ragazze; ma perché sia “trasformativa, l’educazione deve essere di buona qualità, sfidare norme e stereotipi negativi, essere davvero completa e capace di dare autonomia e padronanza.
Oggi le nuove generazioni, a partire dall’adolescenza, sono più coinvolte nelle tematiche del mondo e sono attivisti globali grazie alle reti e ai social; il loro impegno su temi di grande attualità e sensibilità ha un forte impatto sul mondo intero. Le nuove tecnologie hanno messo le nuove generazioni in condizioni di agire in un modo efficace come mai prima: anche a loro il compito di realizzare le mete ambiziose lanciate a Nairobi.

Pia Locatelli
Delegata alla ICPD25 di Nairobi per la Internazionale Socialista Donne

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