domenica, 31 Maggio, 2020

Portogallo. Nato il governo
monocolore socialista

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Il Portogallo ha il suo primo governo esclusivamente di sinistra. Dopo 51 giorni dalle elezioni, infatti, il Presidente della Repubblica Aníbal Cavaco Silva ha nominato il nuovo Primo Ministro e ieri ha accettato la sua squadra di governo. Il nuovo premier portoghese è dunque ufficialmente António Costa, leader del Partido Socialista.

Antonio Costa

Antonio Costa

La notizia è del tutto eccezionale, in quanto la situazione di stallo succeduta alle elezioni pareva destinata a protrarsi ancora a lungo. Le consultazioni si erano infatti concluse con la vittoria del Partido Social Democrata (che al di là del nome, appartiene all’area di centro-destra e aderisce al PPE) dell’ormai ex premier Pedro Passos Coelho, che aveva ottenuto la maggioranza relativa dei voti e dei seggi (rispettivamente 38.53% e 107).

Tuttavia, Passos Coelho non è riuscito a trovare il modo di formare una coalizione, in quanto gli altri partiti entrati in parlamento appartengono esclusivamente alla sinistra (oltre al Partido Socialista, anche i comunisti del Bloco de Esquerda e i verdi della Coligação Democrática Unitária) che, insieme, possono vantare 123 seggi su 230.

Forti le incertezze e le controversie. Costa ha dovuto firmare al Presidente della Repubblica una lettera di garanzia nella quale si impegna a rispettare gli impegni internazionali di Lisbona nelle sedi internazionali della NATO e dell’Unione Europea. Su tale punto si è imperniato lo scontro post-elettorale tra i socialisti e i comunisti lusitani, data la contrarietà di questi ultimi riguardo l’appartenenza al Patto Atlantico.

Ciononostante, Socialisti, Comunisti e Verdi saranno per la prima volta insieme tra i banchi della maggioranza. L’esecutivo, però, sarà un monocolore socialista, con il Bloco e la Coligação a dare il proprio appoggio esterno. Per Costa e i socialisti non sarà facile rimanere in carica per i prossimi quattro anni, soprattutto per la maggioranza risicata e i contrasti a sinistra con il Bloco de Esquerda, che promuove istanze simili a quelle di Syriza.

Giuseppe Guarino

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