giovedì, 2 Luglio, 2020

“Praga tragica”. Una storia drammatica che pochi conoscono

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blankPraga tragica è il titolo di un volume che Sergio Tazzer ha dato di recente alle stampe con l’editore LEG . E’ una storia drammatica ch’egli racconta che davvero pochi conoscono. Milada Horakova è stata un avvocato ceco che allorquando la Germania nazista invase il paese organizzò la Resistenza. Catturata dai nazisti fu imprigionata e torturata. Alla fine della guerra uscì dal carcere e partecipò alla ricostruzione della democrazia nel suo paese. Nelle prime consultazioni elettorali fu eletta in Parlamento e nominata presidente del gruppo parlamentare socialista nazionale.

Nel 1948 Klement Gottwald attuò il colpo di stato divenendo il proconsole del Cremlino realizzando così un regime sanguinario. Milada Horakova si oppose alla soppressione della democrazia nel suo paese e venne arrestata. Contro di lei fu organizzato uno di quei processi farsa che caratterizzava allora quei regimi comunisti. La deputata socialista venne condannata a morte come spia e impiccata il 27 giugno del 1950 nel carcere praghese di Pankrac , il suo corpo fu cremato e le sue ceneri disperse lungo una strada.

Caduto il regime nel 1989 il processo fu riaperto e il magistrato donna che sostenne l’accusa fu condannato a nove anni di carcere. La Horadova è stata dichiarata eroe nazionale della Repubblica Ceca con Jan Palach e una via principale di Praga è stata a lei dedicata.

Concludendo possiamo dire che questa donna è nella storia Ceca quello che Giacomo Matteotti è in quella italiana e certamente sarà una socialista che non sarà dimenticata dal suo popolo.


Fabrizio Ferrari

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1 commento

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    Mario Mosca on

    Mia figlia, che ha sedici anni ed è per metà praghese, conosce bene la storia della Horaková, avendo visto inisieme alla sua classe, il film Milada, e avendolo approfondito con gli insegnanti, Grazie a Dio, in Repubblica Ceca questa storia tragica è conosciutissima, nonostante i recenti tentativi, da parte del duo Zemán-Babiš, di riscrivere il Dopoguerra.
    La Cecoslovacchia del 1945-46 era il Paese dell’Europa centro-orientale in cui più forti erano sia il partito comunista, che godeva di un sostegno piuttosto genuino e lungi dall’essere solo un’imposizione moscovita, sia i valori della democrazia borghese che era stata tradita dall’Occidente alla conferenza di Monaco del 1938. L’accorta strategia dello stalinista Gottwald, con la sua coalizione governativa aperta ai non comunisti, e l’ingenuità dei socialnazionali della Horaková, prepararono la strada al colpo di stato del febbraio ‘48. È vero che forse il destino della Cecoslovacchia era già stato deciso a Potsdam e che quindi una Cecoslovacchia comunista rientrava nella logica del nuovo assetto europeo, ma è anche vero che se dopo le elezioni del 1946 tutti i partiti non comunisti si fossero uniti in coalizione governativa, Gottwald e compagni, con il loro 38 %, sarebbero stati in minoranza, il che avrebbe forse ridotto le possibilità di riuscita di un colpo di stato sovietico.
    Saluti,
    Mario.

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