venerdì, 18 Ottobre, 2019

Predicatori di sventure

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“Con l’approssimarsi della fine del 2017 il settore manifatturiero in Italia ha registrato un tasso di crescita impressionante…”, parole di Paul Smith direttore di IHS Markit Pmi, una citazione presa a caso tra gli osservatori stranieri. Ma non c’è un indicatore che non sia orientato in senso positivo delineando una situazione complessiva in continuo e quindi strutturale miglioramento. Ma nei nostri dibattiti televisivi quali erano (e continuano ad essere) i messaggi agli spettatori? Tutta la catena di La 7 (Floris, Formigli, Paragone, la Gruber, etc) Rai 3 con in testa la Berlinguer, le reti Mediaset, tutti a rappresentare una situazione di crisi profonda e insopportabile. Nei dibattiti sempre la stessa compagnia di giro con la sistematica presenza dei “predicatori di sventure” del “Fatto quotidiano”, con l’affabulatore Travaglio a fare la parte del leone in tutte le trasmissioni. Anche la presenza dei politici, dovendo seguire il criterio pluralista risultava sempre squilibrato a favore delle opposizioni che erano tante a fronte del partito governativo. Rara la presenza di un economista equilibrato o di un rappresentante di un centro studi di economia che potesse rappresentare la situazione vera in cui si trovava il Paese.

La percezione da parte dell’opinione pubblica delle condizioni generali è risultata completamente falsata. Frasi come queste rimaste senza repliche: “I giovani non avranno pensioni, ormai non abbiamo futuro, etc.”. Del resto anche nella rete erano molto frequenti espressioni del tipo: “Al punto in cui siamo ridotti”. Ridotti come? Ottimi fondamentali; bilancia dei pagamenti in forte attivo. Deficit, debito, pressione fiscale disoccupazione in riduzione. Tasso di attività occupazione, crescita, esportazioni, investimenti in aumento. Tutto ciò è ben presente presso i mercati finanziari e le società di rating che non ci hanno punito malgrado i negativi risultati delle elezioni.

In questa situazione un nuovo governo diretto da Di Maio o da Salvini può solo fare danni al paese è ai lavoratori. È stato innescato infatti un pilota automatico alla nave Italia che va nella direzione giusta. Meglio dunque un periodo, il più lungo possibile, senza governo. A meno che i nostri campioni di demagogia e di trasformismo non rinneghino quelle sciocchezze che hanno scritto nei loro programmi e con cui hanno vinto le elezioni.


Nicola Scalzini

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