martedì, 1 Dicembre, 2020

Prescrizione. Renzi: “Attenzione a non sbattere contro il muro”

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Non si ferma l’attacco frontale di Matteo Renzi e di Italia Viva alla modifica della prescrizione così come voluta e concepita dal ministro pentastellato della Giustizia Bonafede. Il giudizio è senza appello. Una riforma che fa fermata prima che produca i proprio effetti dannosi. “Non minaccio il governo – ha precisato Renzi ospite di ‘L’aria che tira’ su La7 – ho solo messo in guardia il ministro Bonafede che non solo ha contro tutti gli avvocati, la stragrande maggioranza di magistrati e commentatori, ma non ha numeri in Parlamento. Occhio che se continui ad andare a tutto fuoco, come si dice a Firenze, senza renderti conto che c’è una curva, vai a sbattere contro un muro”.

“Noi siamo dalla parte del garantismo, non del giustizialismo. La riforma Bonafede/Salvini viola i principi del costituzionalismo”. Ha scritto nella sua enews Matteo Renzi dopo lo scontro andato in onda domenica con l’attacco diretto di Renzi che ha minacciato di non votare una revisione della prescrizione in grado di allungare all’infinito i tempi dei processi.

“Se invece Bonafede vuole forzare – ha detto ancora Renzi – sappia che almeno al Senato non ha i numeri. In attesa che anche il Pd torni su questo tema a pensarla come la pensava qualche anno fa e difenda la legge voluta dall’allora ministro Orlando”. “Sulla prescrizione fermati finché sei in tempo, perché in Parlamento votiamo contro”, aveva detto Renzi definendo il progetto di riforma “una follia”. “Patti chiari amicizia lunga”, ha detto ancora il leader di Italia Viva dal palco della prima assemblea della formazione politica da lui fondata, “senza di noi non avete i numeri al Senato e forse neanche alla Camera, rifletteteci bene. Io voto la civiltà, non la barbarie sulla prescrizione”.

La risposta del ministro era arrivata poco dopo via Facebook: “Non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti”. E ancora: “Io non penso che dovremmo tutti pensarla allo stesso modo. Qualcuno dovrebbe semplicemente rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini”. Un invito al dialogo e alla moderazione è arrivato dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a margine di un’inizativa della Regione Lazio: “Io confido sul fatto che le soluzioni si possano trovare. Forse incontrandosi e mettendosi tutti su una predisposizione alla soluzione, le soluzioni si trovano, se non si trovassero andremo avanti con la nostra legge”.

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