giovedì, 27 Febbraio, 2020

Presidenzialismo e accordo BR: il grande inganno

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Dunque Berlusconi rilancia sul presidenzialismo. Annuncia una raccolta di firme e precisa che è sua intenzione proporre l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Presidenzialismo alla francese o all’americana? Berlusconi sostiene che il capo dello stato deve dirigere il governo. Dunque pare un presidenzialismo a tutto tondo. Naturalmente siamo alle schermaglie, alle prime mosse. Vedremo in seguito gli sviluppi. Nel contempo Berlusconi conferma l’impegno a votare le tre leggi concordate con Renzi, e cioè l’Italicum, la riforma del Senato e quella del Titolo quinto della Costituzione. Si dovranno vedere Romani e la Boschi e se ci saranno problemi si vedranno direttamente loro due, Berlusconi e Renzi.

Sembra di trasecolare. Ma come? Si ipotizza una riforma dello Stato di tipo presidenzialista e si conferma un impegno su una riforma elettorale parlamentarista? Ma dove siamo? E poi. Possibile che vengano avanzate tre proposte, due di riforma costituzionale, e si prescinda da quella più rilevante, cioè quella di natura presidenziale? Di cosa dovrebbero parlare Romani e la Boschi, del premio di maggioranza di chi? Se il presidente della Repubblica viene eletto direttamente, diivenendo anche capo dell’esecutivo, parliamo piuttosto della legge elettorale che dovrebbe eleggerlo, che diventa la più importante di tutte. E dovrebbero mettere a punto anche la composizione di un Senato senza reali poteri che Berlusconi giudica troppo di sinistra, per la presenza dei sindaci, e non del potere del presidente monarca, all’americana, ma anche alla francese?

Siamo su scherzi a parte? No, sui telegiornali italiani dove pullulano bravissimi giornalisti che non capiscono la politica e men che meno la logica istituzionale. Parlano del BR e del presidenzialismo come fossero due scene diverse di uno stesso film. E nessuno chiede niente. Così avanziamo verso il nulla. Con Grillo che si è inserito nel dialogo a due e con uno dei due contendenti che ipotizza una forma di Stato opposta rispetto a quella del suo interlocutore. I malevoli dicono che sul presidenzialismo sarebbe d’accordo anche Renzi. Lo dica allora. Ammesso che il suo partito glielo lasci dire. Noi, che presidenzialisti eravamo quando non lo era nessuno, continuiamo a sostenere la via maestra della Costituente. Partendo proprio dall’alternativa tra parlamentarismo e presidenzialismo, da cui tutto deve discendere, compresa la legge elettorale, che dovrà essere maggioritaria nel presidenzialismo e proporzionale nel parlamentarismo. Sembra di dire cose ovvie. E invece non è così. Siamo perfino originali.

 

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